Gioco
Donnarumma ha già salutato Krunic conteso, occhi su Cataldi
L’attaccante ha lasciato il ritiro: è il secondo addio pesante dopo Castagnetti Toro e Genoa duellano per il bosniaco mentre il laziale è ancora sul mercato
EMPOLI
Alea iacta est. Già, il dado è tratto. La frase che Giulio Cesare, secondo Svetonio, consegnò alla storia attraversando il Rubicone per marciare su Roma con il suo esercito nonostante l’ordine contrario del Senato, oggi è l’immagine della cessione di Alfredo Donnarumma al Brescia. Che non ha ancora il certificato dell’ufficialità, ma che di fatto è una realtà.
Arriverà oggi, il dettaglio mancante, dopo che l’attaccante dei 23 gol in B avrà sostenuto le visite mediche e firmato il suo quadriennale con la Rondinelle. Già da ieri, però, ha lasciato il Castellani. Lo ha fatto in mattinata, salutando compagni, tecnici, staff e chiunque incrociasse. L’Empoli incasserà i 2 milioni che voleva, bonus inclusi, lui prenderà 300.000 euro a stagione. Ma, questo, non è un affare come tanti altri.
È il secondo addio eccellente dopo quello di Michele Castagnetti, non riscattato e ora nuovo play della Cremonese (e, quindi, avversario di Donnarumma) ma forse quello ancora più inatteso. Per i gol segnati, appunto, ma anche e soprattutto per quella straordinaria intesa con Ciccio Caputo che ha trasformato l’attacco azzurro in una macchina da guerra. Tanto con Vivarini (a proposito, è a un passo dall’Ascoli) che con Andreazzoli. Come dividere Fedez e Chiara Ferragni, avevamo detto quando ormai il destino del bomber di Torre Annunziata sembrava scritto, e la sensazione resta più o meno quella. Anche se l’arrivo di Mraz prima e soprattutto La Gumina poi, avevano lasciato ampiamente intuire il finale.
Ma attenzione, perché come si dice non c’è due senza tre e anche il destino di Rade Krunic resta da scrivere. Dopo la trattativa con il Torino, infatti, ora è partita anche quella con il Genoa. Ieri c’è stato un incontro a Milano, dove i direttori Pecini e Accardi sono sbarcati all’ora di pranzo per provare ad accelerare i tempi del mercato. La quotazione iniziale di 10 milioni, per il bosniaco, è ormai scesa a 7. E non c’è accordo né coi granata né coi liguri.
I primi erano in vantaggio, ma le difficoltà ad inserire Acquah (che aspetta l’Inghilterra) nella trattativa ha rimescolato le carte. Certo è che perdere anche Krunic sarebbe ancora più doloroso e ancora più pericoloso visto che la media è già sguarnita. Con Ismael Bennacer, ormai di rientro, dirorrato nel ruolo di play manca comunque, ad oggi, un interno titolare.
Il prescelto è Gerson, ormai è chiaro. Ma sul brasiliano ci sono più speranze che certezze. Roma e giocatore stesso hanno aperto, ma il padre Macao sta pensando di riportarlo in Brasile. Soluzione che comunque non sembra gradita ai giallorossi. Se davvero partisse anche Krunic, però, i titolari mancanti sarebbero due. E i nomi che circolano attualmente, da Capezzi della Sampdoria a Barberis del Crotone, sembrano essere considerati più che altro giocatori di completamento. Validi sì, insomma, ma comunque alternative.
E allora occhio al possibile, ennesimo ritorno di fiamma per Danilo Cataldi. L’ex del Benevento piace davvero, piace molto e piace da anni. Sembrava destinato al Sassuolo ma la Lazio (altre potenziale piazza per Krunic) ha chiuso Acerbi senza inserirlo. E i dirigenti azzurri, sempre attivi anche sul mercato estero, potrebbero provare ad affondare il colpo. —
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