Gioco
La maratona del ds Accardi fra continui colpi di scena e l’acquisto di... biancheria
EMPOLI. Sull’operazione La Gumina, ovviamente, c’è la firma del presidente Fabrizio Corsi, che ha dato l’ok e appoggiato la trattativa più importante (economicamente) della setoria dell’Empoli. C’è...
EMPOLI. Sull’operazione La Gumina, ovviamente, c’è la firma del presidente Fabrizio Corsi, che ha dato l’ok e appoggiato la trattativa più importante (economicamente) della setoria dell’Empoli. C’è quella, materiale, dell’amministratore delegato Francesco Ghelfi, con la penna che doveva pesare assai quando ha firmato quel contratto d’acquisto da 9 milioni 9. Ma c’è anche del direttore sportivo Pietro Accardi, il vero architetto e, come vedremo, anche manovale, dell’affare.
Anche se a Genova si parla molto di primo sgarbo di Riccardo Pecini al suo vecchio club, infatti, è stato il direttore sportivo non solo a mettere in piedi l’opportunità, ma anche a seguirla con ancora più decisione di quando, da difensore, marcava un avversario in campo. Tanto da dover sopperire anche ad emergenze improvvise. Quelle di una trattativa vissuta sulle montagne russe, con avvicinamenti e allontanamenti in serie, ma non solo.
Già, perché il ds azzurro a Milano è andato martedì. Doveva essere un blitz, ma la Sampdoria ha continuato ad alzare l’offerta e, poi, c’era da parlare col giocatore. Insomma, la sua permanenza nell’ex “città da bere” si è prolungata fino al lieto fine di ieri. E si è prolungata così tanto che Accardi ha dovuto anche acquistare biancheria, vestiti, insomma il necessario per trattenersi il più possibile. Anche da solo, visto che Pecini è rientrato in anticipo a Empoli per raccogliere la firma di DiLorenzo sul rinnovo fino al giugno 2022.
Un copione che si è ripetuto anche ieri. Dall’altra parte del tavolo, però, stavolta c’era Miha Zajc. Anche il fantasista sloveno, dunque, ha sancito il prolungamento (con adeguamento) dell’accordo. E anche per lui la nuova scadenza è giugno 2022. È il secondo dei gioielli “blindati”, dunque. Perché sia Di Lorenzo che Zajc di estimatori ne avevano e ne hanno molti. E la stessa sorte, al rientro, potrebbe toccare a Bennacer.
Ma non a Rade Krunic, visto che l’interessamento del Torino ora è diventato una vera e propria trattativa. L’Empoli, in partenza, chiedeva 10, il Torino sembra disposto ad arrivare a 7, anche se al momento offre contropartite (Perugini e Boyé) che piacciono anche ma al momento non interessano. La sensazione è che si possa chiudere attorno agli 8, 8,5 milioni. Certo è che poi gli azzurri avrebbero una sorta di emergenza a centrocampo e il solo Gerson non basterebbe più. Il brasiliano, poi, deciderà dopo aver parlato anche con Di Francesco. Però i granata ora sembrano fare sul serio, hanno già offerto più di Genoa e Atalanta e potrebbero cercare di sferrare presto il colpo decisivo.
D’altra parte Krunic era già da considerare in bilico (ora forse lo è di più) come Donnarumma, sempre obiettivo numero 1 del Brescia. Presto, invece, tornerà Polvani perché il passaggio all’Ascoli si è fermato dopo il passaggio di proprietà dei bianconeri. —
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