Sicurezza
Il lieto fine arriva con un anno di ritardo Ecco Pecini, sarà il direttore generale
Il cacciatore di talenti che ha scoperto Mbappé ha lasciato la Samp grazie a una clausola, lavorerà con Accardi e Butti
EMPOLI
Un anno dopo i protagonisti sono gli stessi, ma cambia il finale. E non è poco. La rivoluzione iniziata 12 mesi fa dal presidente Fabrizio Corsi, insomma, forse non sarà compiuta, ma di sicuro da oggi conta di un altro passo importante, fondamentale.
Un passo che ha un nome e cognome, quello di Riccardo Pecini. Che stavolta arriva, arriva davvero. Anzi, c’è. Perché da oggi, in attesa della certificazione dell’annuncio entra nella stanza dei bottoni dell’Empoli. E ci entra dalla porta principale. Sarà il direttore generale e non, come si pensava, il direttore dell’area tecnica. Attenzione, però, l’arrivo del dirigente definisce meglio il disegno del progetto già iniziato un anno fa, ma non lo cambia. Nel senso che Pietro Accardi e Andrea Butti restano. Anzi, hanno prolungato i loro contratto: dovrebbe essere triennale per tutti e tre. Il primo vestirà ancora i panni del direttore sportivo che indossa ormai da tre stagioni, l’ex team manager dell’Inter del triplete, invece, cambierà carica. Forse sarà il direttore organizzativo. Questo aspetto sarà chiarito dai dirigenti nei prossimi giorni, o con l’annuncio dell’arrivo di Pecini o durante la presentazione, ma di fatto non cambia l’essenza delle cose. La novità, dunque, resta l’integrazione del gruppo di lavoro con il cacciatore di talenti che la Sampdoria ha fatto di tutto per non perdere e, addirittura, ha dovuto rimpiazzare con un mostro sacro come Walter Sabatini.
A lungo i vertici del blucerchiato hanno sperato in un esito come quello di 12 mesi fa. Pecini, infatti, era il profilo individuato dal presidente Corsi all’indomani del divorzio con Marcello Carli. Il suo approdo a Monteboro sembrava scontato, ma alla fine la Sampdoria non se lo lasciò scappare. La differenza, però, stavolta l’ha fatta una clausola sul contratto (non legata allo stipendio ma alla posizione in organico). Stavolta, infatti, il dirigente poteva liberarsi unilateralmente. E così è stato. Il suo ruolo centrale nell’Empoli, poi, è raccontato dal fatto che non arriverà da solo, ma con ben tre collaboratori: Damiano Moscardi, Marco Cunico e Francesco Viola. Quest’ultimo dovrebbe diventare (manca l’ufficialità) responsabile del settore giovanile. Con Luigi Calvetti che tornerà all’area scouting. Insieme, appunto, a Moscardi e Cunico e al confermato Massimiliano Cappellini. Una vera e propria squadra, insomma.
D’altra parte la specialità di casa Pecini è proprio questa: scovare i campioni del domani. Prenderli, valorizzarli e quindi venderli a prezzo maggiorato. E la Samp ne sa qualcosa. Patrik Schick, acquistato dallo Sparta Praga nel 2016 per 9 milioni l’anno scorso è andato alla Roma per 42. E ancheMilan Skriniar, prelevato dallo Zilina (non a caso la stessa squadra del neo-azzurro Samuel Mraz...) per 1 milione ed è stato ceduto all’Inter per 35. Insomma, plusvalenze da ben 77 milioni (e con due soli giocatori). Ma a volte anche azzardi che pagano. Come quando Pecini era al Monaco (dove è stato dal 2012 al 2014, fra l’altro insieme a Butti) a si prese un rischio niente male: acquistare il trequartista colombiano James Rodriguez dal Porto per 40 milioni. Era il maggio del 2013. Nel luglio del 2014, dopo un Mondiale da protagonista in Brasile, James va al Real Madrid. Per 80 milioni.
Ma c’è un altro fenomeno legato a Pecini. Anzi, vista la gara di ieri, il fenomeno: Kylian Sanmi Mbappé Lottin. Già, proprio quel Mbappé che ha distrutto l’Argentina di Leo Messi. Fu Pecini, infatti, a portarlo giovanissimo al Monaco dal vivaio dell’Inf Clairefontaine. Per una grossa cifra, pare. Ma dopo il ritorno in Italia di Pecini la “freccia nera” Mbappé è esploso nel Principato e passato al Psg per, si dice, la cifra monstre di 145 milioni di euro più 35 di bonus. —
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