Gioco
Empoli: quando vince anche il... brand, il marchio vale 3 milioni in più
Un’ascesa iniziata nel 2013, con il nuovo simbolo, e che prosegue ancora I responsabili Corsi e Lupi: «Ora puntiamo a contratti pluriennali con gli sponsor»
EMPOLI. «Non è mai solo un gioco quando stai vincendo». Lo diceva il comico americano George Carlin e, oggi, sembra la fotografia di quello che succede in casa Empoli.
Perché le vittorie sul campo, non solo l’ultima, sono state seguite da un’altra. Meno appariscente, forse, ma comunque decisamente importante. Si tratta della crescita di valore del marchio Empoli. Brand equity (valore della marca) e brand awareness (notorietà del marco) come dicono gli addetti ai lavori. Che, tradotto, significa soprattutto soldi. Se salgono, infatti, aumentano gli sponsor e, dunque, gli incassi. E così è per gli azzurri.
Una crescita iniziata non certo ieri, ma che ha prodotto una crescita commerciale del “prodotto” di circa il 60%: da un giro d’affari, in sponsorizzazioni, di 1,5 milioni ora si è passati a 4,5. «Ed è chiaro – spiega Gianmarco Lupi, responsabile commerciale della società – che i risultati sportivo hanno inciso tantissimo. Nelle ultime stagioni, al di là di qualche amara eccezione, siamo stati al tavolo dei grandi. E questo aiuta. Aiuta molto».
Aiuta molto, ma non è tutto. Il processo di crescita, infatti, è iniziato in un momento preciso. «Nel 2013 – spiega Rebecca Corsi, responsabile dell’ufficio marketing – quando abbiamo deciso di cambiare il marchio. Un simbolo, quello attuale, che ci ha permesso di portare l’Empoli fuori dai confini della città. Non a caso non abbiamo abbandonato quello con la Collegiata che era, è e resterà un riferimento molto indicativo della nostra “empolesità”».
La sfida, infatti, resta quella che, per l’Empoli, sembra valere a tutti i livelli: evolversi, crescere e strutturarsi per le nuove sfide, ma senza dimenticare le origini. «L’ingresso in società di una persona con la preparazione e il vissuto di Andrea Butti – sottolinea ancora Corsi – ci ha dato una bella inquadrata. Così come stanno pagando gli investimenti fatti sulle strutture, dallo store nel cuore della città a “casa azzurri”. In generale riscontriamo un certo interesse da parte delle aziende a comunicare attraverso il marchio Empoli. Anche l’anno scorso, quando le cose andavano decisamente peggio».
Quando, dopo una retrocessione pesante, sulle maglie sono tornati i marchi delle due realtà più importanti di Empoli: Sammontana e Computer Gross. «Che insieme all’empolese d’adozione Logli – ricorda Lupi – non solo ci hanno accordato la loro fiducia, ma hanno anche firmato contratti pluriennali. Ed è una politica, questa, che ora stiamo cercando di portare avanti con tutti i nostri partner». E' cambiato, invece, lo sponsor tecnico. Dal primo luglio Kappa al preso il posto di Joma. E, anche in questo caso, il contratto è pluriennale.
Da aspettare, invece, ci sarà per altri progetti, per ora chiusi in un cassetto in attesa dello stadio che, forse, verrà («verrà, senza forse», assicura Corsi). «E in questo senso – rivela Lupi, che nonostante l’età è comunque il “veterano” del settore – dobbiamo dare atto alla Ngm di aver fatto un grande lavoro, 6 anni fa, quando firmammo l’accordo. Da quel contratto sono nate le area ospitalità del Castellani, per noi decisive, da quel contratto è iniziato questo percorso».
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