Sicurezza
Empoli: la scelte rischiose di una società che ha tanto coraggio
Dall'addio di Castagnetti alle indiscrezioni su Donnarumma, anche questi casi raccontano di un cambio di filosofia rispetto al passato
EMPOLI. Rumors. Al momento solo rumors in vista dell'inizio ufficiale della campagna trasferimenti e, giova ricordarlo, alla ripresa dell'attività tra una settimana. In questi giorni tiene banco l'affare legato ad Alfredo Donnarumma, con alcuni organi di informazione bresciani darebbero già l'attaccante campano con la maglia delle rondinelle. Questo a distanza di pochi giorni dalla rinuncia del riscatto di Castagnetti. Due situazioni che hanno fatto e stanno facendo discutere i tifosi, com'è normale che sia. Donnarumma è ancora un calciatore dell'Empoli, ma l'interesse del Brescia, sotto forma pure di offerta concreta, è reale e forte.
Difficile dire se l'affare andrà in porto, ma non possiamo non sottolineare come la società azzurra si sia resa disponibile alla trattativa, inusuale per la filosofia portata avanti da anni che ha visto l'Empoli non privarsi mai dei trascinatori che l'hanno portato in Serie A. Come se fossero partiti Esposito o Cappellini ai tempi di Spalletti; Di Natale o Rocchi con la promozione di Silvio Baldini oppure Tavano e Vannucchi nel salto con Somma. E potremmo continuare fino ai giorni nostri. Alcune settimane fa evidenziai come la società stesse cambiando nel modo di ragionare e di gestire e probabilmente questo è un ulteriore tassello che avvalora la tesi. Tralascio le valutazioni tecniche ed economiche che certo ci saranno e del tutto legittime, ma questo discorso va oltre. È chiaro che si tratterebbe di una plusvalenza importante per un calciatore che probabilmente, coi suoi 23 gol, ha raggiunto il massimo delle sue possibilità, ma scindere una coppia che funziona a meraviglia è comunque un rischio. Una scelta coraggiosa, ma il coraggio certo non manca a questa dirigenza, ripensando agli ultimi 12 mesi.
Parallelamente alle situazioni di Castagnetti e Donnarumma risaltano poi i rinnovi di Brighi e Mchedlidze e l'interrogativo di molti prende corpo. Cioè, rinunciare a due protagonisti della cavalcata per dare ancora fiducia a due figure di secondo piano a qualcuno può sembrare strano.
È ancora presto per le valutazioni, ci mancherebbe, ma di sicuro il vantaggio, di tempo, acquisito con la rapida promozione non sembra essere stato sfruttato. Si è pensato in primis a rimodellare l'assetto societario con l'arrivo di Pecini, ormai a un passo, e ad altri movimenti interni. A meno che Accardi non abbia già tutti i colpi in canna da sparare dal 1° luglio. Sarebbe già positivo per mitigare un velo di preoccupazione che inizia a serpeggiare. Ma questa società merita fiducia. I conti, di mercaro, si faranno alla fine. —
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