Sicurezza
Empoli: il talento non si tocca, decisa la conferma del gioiellino Traore
Gli azzurri non hanno intenzione di cederlo in prestito. Nel progetto attuale saranno lui e Zajc a spartirsi la trequarti
EMPOLI. Non si è ancora infiammato il mercato dell’Empoli. E, soprattutto, potrebbe anche non farlo. Soprattutto se si considera i livelli monstre toccati la scorsa estate, con decine di operazioni concluse sia in entrata che in uscita. Ma d’altra parte l’estate del 2017 è stata quella della rivoluzione, mentre quella attuale almeno nei piani quella del consolidamento.
LA CONFERMA. Campagna che è iniziata dall’arrivo Michal Marcjanik e proseguita con il rinnovo del contratto di Matteo Brighi (contratto ancora da firmare, ma accordo ampiamente raggiunto e certificato dalle dichiarazioni del procuratore del giocatore). Ma, in tema di conferme, ce n’è un’altra che per motivi diametralmente opposti potrebbe essere considerata non scontata almeno come quella del “senatore” del centrocampo. Riguarda, infatti, il più giovane della compagnia: Hamed Junior Traore. Chi pensava, peraltro legittimamente, che il talento del 2000 fosse destinato a un anno di “parcheggio”, magari ancora in Serie B, per proseguire nel suo percorso di crescita si sbagliava: l’Empoli non ha intenzione di privarsene. Questo, infatti, è quanto sarebbe emerso da una chiacchierata esplorativa col Carpi che ha chiesto notizie dell’invoriano e di Alessandro Piu. Per l’attaccante, che di estimatori in cadetteria ne ha molti, se ne riparlerà, per il fantasista no. Traore resta e resta non per fare il semplice comprimario.
LA COPPIA. L’idea dell’Empoli, infatti, è quella di ripartire dalla stessa, identica, coppia di fantasisti. Ovvero Miha Zajc (che però ha estimatori che aumentano di giorno in giorno, come riportiamo in altro articolo) e Junior Traore. Che, d’altra parte, la fiducia dell’Empoli e di Aurelio Andreazzoli se l’è conquistata sul campo. Anzi, sui campi. Già, perché fu giocando con la Primavera, durante il torneo di Viareggio, che il ragazzo convinse il tecnico ad affidargli la trequarti in una partita di campionato non certo semplice come quella (vinta) in casa del Pescara.
TREQUARTISTA. Da allora Traore è diventato un titolare aggiunto, entrando anche in momenti delicati (a La Spezia, con la squadra sotto di una rete) e provando a mettersi in mostra non solo nel suo ruolo di fantasista ma in alcuni casi anche come interno di centrocampo. È successo, ad esempio, durante la gara con la Cremonese. Proprio in quella occasione e nella successiva gara di Brescia, però, Traore ha dimostrato di essere molto più a suo agio ad agire alle spalle delle punte. «Il campo e il tempo ci diranno dove può giocare – disse di lui “nonno Aurelio” proprio in quei giorni – per ora ci hanno detto che merita di giocare». E, evidentemente, anche di giocarsela in Serie A. Perché, pur considerando che le vie del mercato sono infinite, l’Empoli vuole goderselo ancora. Proprio come un anno fa, quando rispose «no grazie» a una proposta della Juve accompagnata da un assegno di 3,5 milioni...
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