Toscana
Serve spazio per il Var la tecnologia conquista lo stadio Castellani
Previsti interventi per la regia e l’installazione dei monitor Torna anche l’occhio di falco per scongiurare i gol “fantasma”
EMPOLI. C’è chi lo venera, perché l’attesa che si crea dopo un gol fa salire l’adrenalina e perché ha aiutato gli arbitri a prendere decisione più sensate all’interno del rettangolo verde. C’è chi lo detesta perché la considera invece il male assoluto del calcio. Smorza le esultanze e non aiuta per niente il direttore di gara. Il var o si ama o si odia. Anche a Empoli, amanti del genere o no, bisognerà abituarsi perché dal prossimo anno il cosiddetto servizio di video assistenza sbarcherà anche al Carlo Castellani. E lo stadio azzurro, dovrà rifarsi un pochino il look. Piccoli interventi ovviamente, ma fondamentali per rendere più tecnologico e pronto, per il nuovo regolamento, l’impianto cittadino.
Come funziona. Per chi ancora non avesse preso dimestichezza con questo nuovo sistema è bene fare chiarezza. Il Var (Video assitant refree) si utilizza per due motivi: correggere decisioni chiaramente sbagliate o segnalare episodi gravi o importanti sfuggiti all’occhio dell’arbitro. Dunque non è applicabile ad ogni situazione di gioco, ma solo a quattro tipologie di eventi: i goal, i rigori, le espulsioni dirette ed eventuali scambi di identità. Quando l’arbitro è incerto, in una di queste situazioni, può chiedere l’ausilio della tecnologia. Prima quella degli assistenti Var, ovvero due arbitri che all’interno dello stadio osservano su degli schermi le immagini del match. Oppure può andare direttamente lui a controllare su un monitor, di solito posizionato vicino alle panchine. In base a quello che vedono gli assistenti stessi o l’arbitro la decisione può cambiare od essere confermata. Gli assistenti video possono non solo controllare ma anche segnalare un episodio dubbio anche se la decisione finale spetta sempre al direttore di gara.
Gli interventi. Per lo sbarco della Var al Castellani bisognerà trovare uno spazio dove posizionare il monitor che dovrà essere visionato dall’arbitro, ma bisognerà anche dedicare un’apposita sede alla regia, dove i due arbitri assistenti, circondati da una decina di schermi, potranno consultare le immagini della gara. Il monitor dovrebbe essere installato nei pressi delle panchine mentre da decidere dove sarà collocata la regia con gli schermi. Gli arbitri dovranno essere completamente isolati con cuffie microfoni e solo i monitor davanti. Non in tribuna dunque, ma magari in una delle stanze che si trovano nella pancia della tribuna o magari in un nuovo container da sistemare non troppo lontano da bordocampo. Le decisioni verranno prese in questo mese, dopo le visite delle varie commissioni all’impianto. Oltre alla Var tornerà anche la goal line technology con il famoso occhio di falco per scongiurare i gol fantasma. Le impalcature ci sono già mancano solo le telecamere che torneranno ben presto al loro posto.
Il precedente. A dire la verità la prima in serie A non sarà la prima del Var al Castellani. Un test, tra l’altro molto importante in vista dell’esordio generale della scorsa estate era stato fatto nel marzo 2017 proprio ad Empoli in occasione dell’amichevole tra le nazionali Under 18 di Italia e Danimarca. A dirigere la sfida c’era l’arbitro Rocchi di Firenze, con Pairetto quarto uomo e altri due arbitri del massimo campionato al controllo dei monitor, Irrati e Banti. Otto le telecamere disposte dalla Figc fra campo e tribuna. Otto anche gli schermi che i due arbitri hanno controllato minuto per minuto all’interno di un furgoncino-regia parcheggiato appena fuori lo stadio. A visionare l’evento erano arrivati anche Pierluigi Collina, presidente della commissione arbitri della Fifa, e Roberto Rosetti, responsabile del progetto Var in Italia. L’esperimento andò bene, anche se il Var fu utilizzato poco. Ad agosto sarà molto diverso, ma il Castellani e gli empolesi si faranno trovare pronti.
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