Gioco
Andreazzoli ai tifosi «Chi non viene perde un’occasione»
EMPOLI. Il bello sarà alla fine. Anzi, dopo la fine. Certo, prima c’è una partita da giocare e da onorare. Ma questo è un discorso che riguarda soprattutto l’Empoli. Per Empoli, invece, è e deve...
EMPOLI. Il bello sarà alla fine. Anzi, dopo la fine. Certo, prima c’è una partita da giocare e da onorare. Ma questo è un discorso che riguarda soprattutto l’Empoli. Per Empoli, invece, è e deve essere la serata della festa, la notte della gioia. Che inizierà all’ingresso in campo, con la coreografia degli ultrà, e terminare in piazza della Vittoria.
I MOTIVI. È un appuntamento di quelli che proprio non si possono mancare, insomma. Perché c’è da salutare una squadra fantastica - e per molti, infatti, sarà soltanto un arrivederci - perché c’è da celebrare un’impresa, quella coronata già da una ventina di giorni, che dal fischio finale del match di questa sera entrerà di diritto nelle pagine della storia ormai quasi centenaria del club. Ma in quelle più belle, insomma. Quindi Empoli deve esserci. Senza se e senza ma. Perché nella notte del trionfo essere in tanti, in tantissimi, sarà ancora più bello.
LA CHIAVE. Detto questo, c’è anche una partita che sulla carta dovrebbe servire più il Perugia, che si avvicina ai playoff con un allenatore appena sbarcato dall’altro mondo (letteralmente, visto che Nesta era a Miami...), che agli azzurri. Che, però, ai loro record e alla loro imbattibilità hanno dimostrato di tenerci davvero. Quindi dovranno regalare e regalarsi l’ultimo sforzo. Perché l’avversario non è niente male e fare le cose per bene è davvero d’obbligo.
DOPPIA FESTA. Soprattutto per accontentare Aurelio Andreazzoli, che vuole vivere non solo la festa del dopo partita ma anche quella della partita... «Ieri parlavo con un rappresentante dell'associazione calciatori e della Lega – racconta – e facendoci i complimenti non ha fatto riferimento ai punti conquistati o all'efficacia sul campo, ma al comportamento della squadra». Comportamento, ecco il punto, che il tecnico vuole portare fino in fondo. Anche contro un avversario di cui si fida poco. «Il Perugia lo temevo già un girone fa – spiega – ha una coppia d'attacco notevole e anche i numeri dicono quanto sia temibile: è la terza squadra per gol segnati su azione. Non bada al possesso palla, ma alla verticalizzazione, sono bravi a ribaltare il gioco. Con questi presupposti c'è da stare in guardia. Noi vorremmo vincerla, Nesta ha dichiarato che la vincerà sicuramente e quindi dovremmo stare attenti. Far debuttare Imperiale? Dipenderà come si metterà la partita. Ma vogliamo farlo esordire, lo voglio io e lo vogliono i suoi compagni. E questo dimostra il bel rapporto che c'è all’interno del nostro spogliatoio».
LA FESTA E IL FUTURO. Ma, come detto, quella di oggi è e sarà soprattutto la serata della festa. «Noi ci saremo – sottolinea Andreazzoli – e tutti quelli che vorranno ricordare di esserci stati dovranno partecipare. Quelli che non verranno perderanno un grossa occasione. Sarà un momento unico. Più di vent'anni fa l'ultimo trofeo è stata la Coppa Italia di Serie C. Adesso ne torniamo ad alzare uno». E, soprattutto, si torna in Serie A. «Ancora non abbiamo messo a punto le date per l’inizio dei lavori – rivela – ma ci alleneremo a Empoli, comunque ne riparleremo meglio dopo la partita. Cosi come parlerò di altro, come il mercato, a bocce ferme. Anche se non è compito mio parlare di queste cose. Noi vorremmo fare il meglio possibile, rispetto all'affetto che ci lega a questo gruppo. I nostri dirigenti sono attentissimi e bravissimi e questo ci fa pensare che potremmo giocarci le nostre carte. In Serie A il livello è altissimo, conta molto l'aspetto fisico e l'esperienza. È un salto importante, giocheremo in una categoria particolare. Lo sappiamo e dovremo essere bravi e fortunati ad organizzarci per non subire l'handicap».
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