Toscana
Questo Empoli è senza fine
Sovrasta il Brescia e lo inguaia, Caputo e Donnarumma scrivono la storia
BRESCIA. Magari ora qualcuno dirà che l’Empoli ha un bidone dell’immondizia al posto del cuore, visto che la vittoria numero 23 di una stagione fantastica, a livello di classifica serve solo a inguaiare il Brescia. Ma, in realtà, il problema sembra proprio l’opposto. E cioè che il cuore, questa fantastica squadra, ce l’ha anche troppo grande. Abbastanza da vincere non solo la partita, ma anche la sfida che Andreazzoli aveva lanciato ai suoi alla vigilia: «Dobbiamo trovare dentro noi stessi le motivazioni per non abbassare la guardia». E suoi giovanotti le trovano, le trovano eccome. Anche al di là del risultato, perché la superiorità rispetto ai padroni di casa a tratti è quasi imbarazzante. A scavare il solco, poi, ci pensano i soliti noti, i soliti scatenati Caputo e Donnarumma, che salgono rispettivamente a 26 e 22 gol polverizzando il record della coppia Immobile-Insigne (gente che oggi gioca in Nazionale, mica due scappati di casa...). Ma sono davvero tanti, in questo Empoli senza fine, a meritarsi la copertina. Come Di Lorenzo, che su quella fascia (la destra) brucia l’erba e ormai attacca meglio di Garrincha, come Terracciano, che alla seconda apparizione si conferma non un rincalzo qualsiasi ma un portiere vero.
LA DIFFERENZA. Insomma, fate finta di leggere la formazione e, ad ogni nome, applaudite. Con ovazione, ovviamente, per “nonno Aurelio” che questa macchina l’ha assemblata e scatenata sulla pista. E sarebbe sbagliato pensare che sugli ultimi tre circuiti (ovvero contro Novara, Carpi e Cremonese) non abbia voluto e potuto inserire la quinta. La differenza sostanziale, infatti, sta nell’avversario. Il Brescia, infatti, deve provare a vincerla per mettersi al sicuro e pur schierando un 4-3-3 che somiglia assai a un 4-5-1, non può permettersi di stazionare stabilmente nella propria metà campo. Così gli azzurri possono finalmente giocare, divertire e divertirsi. Senza fare la guerra a nessuno, sia chiaro, ma cercando di ricavare il massimo. Non accade nel primo tempo (unica nota a margine: Traore meglio da trequartista che da interno, molto bello il suo duello contro l’altro 2000 Tonali) per questione di centimetri (perché le occasioni già ci sono in buon numero) ma è solo questione di tempo.
I DUE FENOMENI. Come il Brescia prova ad alzare ritmo e squadra, infatti, Caputo vola sotto i tifosi azzurri a “bere” la sua birra per celebrare la 26ª perla di una stagione clamorosa. Il Brescia reagisce di pancia, tempestando l’area di lanci, lancioni e cross per Caracciolo. La difesa, però, tiene. E quando sbanda ci pensa il portiere. L’ingresso dei titolari Zajc e Donnarumma, poi, fa il resto: il primo inventa, il secondo chiude i giochi a modo suo. E i 7 inutili minuti di recupero concessi dal poco convicente Di Martino disturbano meno (moltomeno) di una zanzara. Quindi la morale è chiara: contro l’Empoli o giochi con il pullman parcheggiato nella tua area di rigore o rischi seriamente di prenderle, di farti male.
LA GRANDE FESTA. Così, ora, non resta che leggere l’ultimo capitolo di questo bellissimo romanzo azzurro. Può essere titolato con qualsiasi roboante aggettivo vi piaccia, ma il succo è un altro: sarà una festa e deve, per forza, diventare una grande festa. Venerdì sera, per la prima volta, l’Empoli solleverà la coppa dei vincitori nel suo stadio e questo incredibile, infinito gruppo merita più di una passerella. E visto che i prezzi dei biglietti (10, 5 e 2 euro) sono davvero alla portata di tutti, per le parole d’ordine prendiamo in prestito quelle della canzone di Andrea Maestrelli: «Corri al Castellani a tifare». Senza se e senza ma.
@DavidBiuzzi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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