Il Tirreno

Empoli

E per l'Empoli un’altra vittoria arriva dalle aule di tribunale

di David Biuzzi
E per l'Empoli un’altra vittoria arriva dalle aule di tribunale

La promozione del 2001/2002 fu pulita: lo dice la corte d’appello di Firenze che conferma la condanna a chi parlò di pratiche di doping fra gli azzurri

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EMPOLI. Evidentemente le vittorie sono come le ciliegie: una tira l’altra. E così l’Empoli, a pochi giorni dall’acuto nel campionato di Serie B 2017/2018, incassa un altro successo. Non in campo ma in tribunale. E più precisamente a quello di Firenze, in corte d’appello, che nei giorni scorsi ha confermato come un’altra promozione in A, quella conquistata al termine della stagione 2001/2002 con Silvio Baldini al comando, fosse pulita. La vicenda fu quella dei controlli antidoping manomessi, che costò agli azzurri un maxi-multa d 600.000 euro e una squalifica di 4 anni al dottor Francesco Ammannati.

Già, controlli manomessi, ma non doping. E, infatti, la corte d’appello ha confermato in pieno una sentenza, sempre del tribunale di Firenze, del 2010 che condannava a un risarcimento danni la società editoriale e una giornalista di un quotidiano del nord Italia che nel marzo del 2002, quando venne fuori la notizia della vicenda, associò la pratica del doping agli azzurri.

In appello, così, è stata ritenuta valida la sentenza di primo grado, come richiesto dall’avvocato Gianni Assirelli che ha difeso l’Empoli, ed è stato ribadito come «il diritto di cronaca soggiace al limite della continenza, che comporta moderazione, misura, proporzione nelle modalità espressive, le quali non devono trascendere in attacchi personali diretti a colpire l’altrui dignità morale e professionale».

E, fra l’altro, non si tratta neanche della prima conferma che arriva dalla giustizia ordinaria, dopo che quella sportiva aveva fatto tremare a lungo i tifosi, visto che lo stesso dottor Ammannati è stato prosciolto, con formula piena, dall’accusa di frode sportiva. Come dimostrato dalla cartelle cliniche che l’Empoli e i giocatori misero subito a disposizione delle autorità, insomma, ci furono sì delle irregolarità (sanzionate) ma non si fu doping.
 

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