La protesta
L’Empoli non china la testa
Reazione rabbiosa con la Cremonese: va sotto ma si rialza in pochi secondi
EMPOLI. La promozione in Serie A non si è portata via l’Empoli. Certo, agli azzurri ha tolto qualcosa ma non le idee né, soprattutto, la voglia di non perdere. Non basterà per vincere, è vero, ma serve ad allungare la striscia positiva a quota 28 partite (già, ben 28) e a trovare il gol numero 1000 della storia in Serie B. Non è un bilancio da strapparsi i capelli, ci mancherebbe, ma ce n’è abbastanza per continuare ad applaudire Andreazzoli e i suoi ragazzi. Che l’impegno lo onorano (anche perché, come vedremo in seguito, con “nonno Aurelio” proprio non si può sgarrare...) giocando, di fatto, costantemente nella metà campo di una Cremonese talmente abbottonata che più abbottonata non si può e costruendo, alla fine, una partita che sarebbe potuta tranquillamente finire con l’ennesima vittoria. Così non è, ma poco importa. Il suo capolavoro, l’Empoli, lo ha già costruito. E l’equilibrio che regna al piano di sotto, con una traffico degno del grande raccordo anulare di Roma all’ora di punta, lo dimostra in maniera chiara e incontestabile.
MURO DA ABBATTERE. E di traffico, a dire il vero, ce n’è assai anche nella metà campo della Cremonese. A leggere le formazioni distribuite in sala stampa, infatti, Mandorlini avrebbe scelto un 4-3-3, ma la realtà dei fatto è ben diversa. I presunti esterni d’attacco Macek e Perrulli, infatti, non giocano nemmeno a centrocampo ma addirittura in linea con la difesa. Così gli azzurri devono scavalcare un 6-3-1 che spesso e volentieri è un 6-4-nessuno. L’Empoli, con l’esordiente Terracciano fra i pali, ci prova pure. Con qualche buona idea e una più che sufficiente continuità d’azione. Manca, come è logico che sia, la voglia pazza di buttarlo giù a martellate, quel muro. Cioè il ritmo alto e anche il pressing feroce per riprendersi subito la palla. E siccome la fortuna aiuta gli audaci, viene meno anche quel pizzico di fortuna che serve a trasformare le occasioni (perché di occasioni ce ne sarebbero pure) nel gol che può stravolgere il copione e cambiare la storia della partita.
CHE CARATTERE. Non il carattere, però. Visto che quando la Cremonese passa addirittura in vantaggio col primo tiro nello specchio della porta (lo firma Arini dopo uno sfondamento di Renzetti sulla corsia dove Traore fatica un po’ nella fase di non possesso), bastano pochi secondi effettivi di gioco per vedere gli azzurri catapultarsi in massa nella trequarti avversaria, conquistare terreno come la Wehrmacht all’inizio della seconda guerra mondiale, e un rigore (fallo stupido e non solare di Renzetti) con Donnarumma che poi lo trasforma scrivendo la storia. Infatti, ribadiamolo, è il gol numero 1000 della storia azzurra in Serie B. Cisarebbe tempo anche per vincerla, ma Caputo spara a salve sprecando un’occasione colossale (almeno per uno come lui...).
SOTTO CONTROLLO. Ma in attesa della festa (al triplice fischio della sfida col Perugia) va bene così. L’Empoli non è già in vacanza e, come accennato, non potrebbe esserci neanche se lo volesse. A traguardo raggiunto, infatti, Andreazzoli ha voluto che i suoi giocassero con l’apparecchiatura solitamente usata solo negli allenamenti. Ovvero il sistema di monitoraggio atleti che serve per misurare frequenza cardiache e chilometri percorsi. Traduzione: quanto un giocatore si sia davvero impegnato. In solido e non a parole. Prima della vacanze, dunque, ci sono altri 180 minuti da onorare.
@DavidBiuzzi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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