Il Tirreno

Empoli

Questo Empoli è mostruoso

di David Biuzzi
Questo Empoli è mostruoso

Che impresa: va sotto due volte, recupera sempre e schianta il Frosinone

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FROSINONE. Lo chiamavano il Cannibale, Eddy Merckx. Perché più vinceva e più voleva vincere, più voleva vincere e più vinceva. E, forse perché Aurelio Andreazzoli ama il ciclismo quasi come il calcio, l’Empoli oggi somiglia tanto a uno dei più grandi campioni che siano mai saliti su una bicicletta. Già, perché i successi non bastano mai a questa fantastica squadra. E neanche la promozione dietro l’angolo sembra placarne la fame. Gli azzurri, infatti, in Serie A vogliono entrarci dalla porta principale. E lo confermano con una prestazione ai confini della realtà, a Frosinone. In quella che, a questo punto fino a sabato scorso, era la seconda in classifica. Una dimostrazione di forza mostruosa. Che riempie gli occhi e il cuore. Perché c’erano tutte le componenti, ma proprio tutte, per interrompere la corsa al Benito Stirpe.

SUBITO SOTTO. Come il valore dell’avversario, il calore di un pubblico che da massimo campionato lo è davvero, il grosso guaio di andare sotto dopo appena 50 secondi di gioco, quando il tremendo sinistro di Ciano colpisce a freddo dopo una caduta accidentale di Castagnetti. Insomma, tutto lascia pensare che sia difficile allungare il record di 22 risultati utili consecutivi. Ma in questi 163 giorni (ora 164, in realtà) senza macchia, l’Empoli è diventato una macchina da guerra. Che ha tante qualità tecniche e una forza mentale impressionante. Quella che ti consente di ricominciare semplicemente a giocare anche sotto di uno, anche al cospetto di una squadra che si sta giocando molto più di te. E poco importa se, per tutto il primo tempo, la manovra sembra un po’ più frenetica e un po’ meno fluida del solito. Se lo spirito è quello di un fenomeno delle due ruote, infatti, l’effetto è quello di un grande pugile. Uno di quelli che può stenderti con un diretto o anche, come in questo caso, lavorarti ai fianchi finché parare tutti i colpi diventa impossibile. Insomma, punge come un’ape e vola come una farfalla. Alla Muhammad Ali.

IL CRESCENDO. Così, non appena il Frosinone accusa un minimo calo, Krunic rimette tutto in discussione in avvio di ripresa. Ciano, ancora lui, ha l’ultimo sussulto dei padroni di casa riportandoli avanti con il quarto gol personale rifilato agli azzurri in due sfide. Ma senza la compattezza - tattica e fisica - del primo spicchio di gara per i padroni di casa con c’è scampo. Tanto che i restanti 42 minuti di gioco si trasformano in una sinfonia. L’Empoli ne ha di più nella gambe e nella testa. Danza negli spazi sempre più ampi e trova il secondo pareggio con un’altra capocciata: stavolta di Di Lorenzo su corner di Pasqual. Ci sarebbero i presupposti per fermarsi, per accontentarsi di un pari comunque prezioso. Ma niente, l’Empoli insiste, assesta altre mazzate al Frosinone che ora fatica tantissimo a tenersi in piedi. La differenza cresce fino a diventare abissale. Zajc affonda nella difesa ciociara come un coltello caldo in un panetto di burro. E quando arma il destro di Caputo, al minuto numero 33, i padroni di casa sentono la campana che suona a morto: l’Undertaker fa il suo lavoro e il rimontone è completato. Il finale, infatti, è gestione. Con un paio di colpi di testa (imprecisi) concessi e con un altro azzurro che iscrive il suo nome nel tabellino dei tanti marcatori stagionali: Lollo, in campo da una manciata di secondi, chiude i conti. L’Empoli torna a +13 (su Parma e Palermo), spinge il Frosinone a -14 e ora davvero manca solo la matematica per chiudere il cerchio e tornare a sedersi, con pieno merito, al tavolo delle grandi...

@DavidBiuzzi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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