Il Tirreno

Empoli

L’avviso di Andreazzoli «Altro che Serie A, possono farci male»

di David Biuzzi e Alessandro Marmugi

EMPOLI. È più vicino, il traguardo. Se allunghi, come fanno i bimbi col cielo stellato, sembra di poterlo toccare. Ma per arrivarci, al grande sogno, servono ancora sforzi, sacrifici. A partire da...

3 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. È più vicino, il traguardo. Se allunghi, come fanno i bimbi col cielo stellato, sembra di poterlo toccare. Ma per arrivarci, al grande sogno, servono ancora sforzi, sacrifici. A partire da stasera. Perché anche la sfida col Cesena è una trappola, perché l’Empoli non può fidarsi di nessuno se non di se stesso.

I MOTIVI. Certo, sicuramente c’è di peggio che trovarsi a +11 sulla concorrenza quando mancano 7 turni alla fine dei giochi. Però basta proprio quel numero per tornare a vedere i fantasmi. Lo stesso vantaggio, infatti, gli azzurri lo avevano messo insieme giusto lo scorso anno, quando retrocedere sembrava impossibile. Già, sembrava. Questa, però, fortunatamente sembra un’altra storia. Anche se allentare la presa, in un campionato dove tutti oggi lottano per qualcosa, è un lusso che neanche la capolista può permettersi.

LA CHIAVE. Stasera, anzi, è probabile che serva anche qualcosa di più. Perché le insidie sono assai: il Cesena in cerca di punti, le trappole di una vecchia volpe come Castori, i pochi giorni di recupero rispetto al dispendioso match con la Pro Vercelli, il campo in sintetico che qualche problema, a chi non è avvezzo, lo crea. Testa bassa a pedalare, insomma. Come Vincenzo Nibali che attacca sul Poggio, alla Milano-Sanremo, ma la vince perché non molla fino alla linea del traguardo. Se poi le gambe non dovessero girare come nei giorni belli, possibilità tutt’altro che remota, allora sarà ancora più necessario utilizzare bene la testa, metterci anima e cuore. Perché la tecnica, è chiaro, dice Empoli. Ma può non bastare. Soprattutto se pensi di essere già arrivato.

L’AVVERTIMENTO. Un rischio, questo, che Andreazzoli proprio non vuole correre. Le parole di “nonno Aurelio” alla vigilia, infatti, in questo senso non sono chiare ma chiarissime. «Baso il mio lavoro, e anche la vita, sulle esperienze fatte che insegnano sempre qualcosa. O almeno dovrebbero. Capisco che bisogna parlare di Serie A – spiega l'allenatore – ma vi invito a ritornare indietro di pochi mesi per ripercorrere quello che è accaduto qui, dunque è meglio badare ai fatti. L'anno scorso l’Empoli aveva 11 punti di vantaggio ed è retrocesso. Non è scaramanzia, il calcio è pieno di queste situazioni. Partite scontate non ce ne sono abbiamo visto cosa è accaduto con Roma, Lazio e quello che è successo a Madrid. Quindi continuiamo a pensare solo al presente. Lo abbiamo visto anche contro la Pro Vercelli quanto abbiamo dovuto tribolare. Andiamo avanti passo dopo passo». Anche se, come detto, il vantaggio è considerevole. «Non era prevedibile neanche nella migliore delle ipotesi. Siamo stati anche più bravi di quanto sperassi, abbiamo alzato la media oltremodo e siamo stati continui. Ripeto, non avrei mai pensato di essere in questa situazione».

LA SFIDA E LE SCELTE. Sull'insidia Cesena. «Le squadre di Castori, lo dicono anche i numeri, sono l'esatto contrario nostro. Per passaggi, recupero palla, verticalizzazioni. Ciò non significa che non siano numeri importanti. Anzi, per caratteristiche sono una squadra che può darci fastidio e bisogna fare molta attenzione. Possono farci del male. Giocare sul sintetico per noi non è il massimo, li hanno vinto solo Cittadella e Ascoli. Vengono da un ottimo pareggio a Salerno e squadre deboli non ce ne sono in B». Sulla formazione: «Veseli è squalificato, Donnarumma si è allenato, siamo sicuri che non avrà problemi e questo ci conforta. Per noi è un rientro importante. La squadra sta bene e lo ha dimostrato, siamo sicuri della nostra condizione. Krunic? Stava meglio domenica, vedremo. Ninkovic si è allenato negli ultimi giorni, penso che possa essere a disposizione. La stanchezza? Non credo ci siano influenze particolari, i tempi di recupero sono quasi gli stessi per tutti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web