Sicurezza
Andreazzoli è sicuro «La pagnotta dovremo sudarcela»
EMPOLI. Gli schiaffi della Roma al Barcellona, la quasi-impresa della Juve a Madrid, il doppio acuto del Liverpool sul City o, se preferite, i minuti di follia della Lazio a Salisburgo. Già, la...
EMPOLI. Gli schiaffi della Roma al Barcellona, la quasi-impresa della Juve a Madrid, il doppio acuto del Liverpool sul City o, se preferite, i minuti di follia della Lazio a Salisburgo. Già, la settimana del calcio, quello dei grandi, ci ha ricordato che il pallone rotola davvero e, ogni tanto, è difficile prevedere che direzione possa prendere. Guai, insomma, a pensare che l’Empoli abbia già fatto il grosso del lavoro o, peggio ancora, che la Pro Vercelli, oggi al Castellani, non possa fare male.
I MOTIVI. È il calcio, signore e signori, ed è un universo parallelo dove le leggi naturali, ogni tanto, vengono sovvertite. L’Empoli, insomma, deve pensare a fare l’Empoli. A continuare a farlo. Con la qualità che è di questo gruppo, ma anche con lo spirito che ha permesso a Pasqual e soci di vivere mesi da protagonisti, di arrivare al risultato quasi sempre attraverso il gioco, ma pure con le unghie e con i denti. Col cuore.
LA CHIAVE. Il lavoro non è finito, insomma. E gli azzurri devono continuare a pedalare a testa bassa. In giro si comincia a respirare un’aria che profuma quasi di festa anticipata ma la verità è che non è presto per tirare fuori lo spumante dal frigo ma persino per acquistarlo. E già oggi non sarà scontato. Perché la Pro Vercelli ha bisogno di punti (come tutti, in questo periodo) e ha pure l’attitudine a conquistarseli attraverso il sacrificio e la fatica. Servirà pazienza, insomma, ma anche un’altra prestazione vera, seria. Come quelle a cui questa squadra ci ha piacevolmente abituati. Niente di più, ma neanche niente di meno.
SUDARSI LA PAGNOTTA. E lo lascia intendere anche Aurelio Andreazzoli. Che dentro a questo circo ci sta da anni e conosce bene le insidie e le trappole che ti aspettano dietro ogni angolo. «Le difficoltà – sottolinea “nonno Aurelio” – sono che tutti danno per scontata una nostra vittoria. Ma si comincia dallo 0-0 e dovremo sudarci la pagnotta. Giochiamo contro una squadra che deve salvarsi, quando una squadra è disperata cerca ogni chance. Noi dobbiamo fare risultato, loro pure, ci confronteremo cercando di superarci. Dobbiamo esprimerci al massimo, ma dipende anche degli avversari, anche se mi esprimo bene posso trovare una squadra che lo fa meglio. La Pro Vercelli ha ottenuto dei buoni risultati, da quando è tornato Grassadonia ha un andamento più regolare». Messaggio chiaro, insomma. Il traguardo forse comincia a profilarsi all’orizzonte, ma chi pensa di gestire il vantaggio sbaglia. E sbaglia di grosso. «Non conosco il significato della parola “gestire” – aggiunge – l'unica indicazione che so dare alla squadra è quella di esprimere il massimo di quello che ha e di conseguenza, può essere un massimo che da una gestione, ma non è sicuramente ordinata o pensata prima». Niente da gestire e niente da vendicare, anche se la Pro Vercelli è stata, all'andata, l'ultima squadra a battere l'Empoli. «Io non c'ero e non so se c'è qualcosa da vendicare. Credo, però, che nella testa dei giocatori ci sia solo questa partita che può darci i tre punti».
I DUBBI E LE SCELTE. Compresa la testa di Donnarumma, finalmente tornato. «Sta bene – spiega il tecnico – è a disposizione e vedremo come utilizzarlo. Piu, peraltro, ha fatto un ottimo lavoro a La Spezia. Veniva d un periodo difficile ha risposto alla grande, si è sacrificato, è stato bravo. Otteniamo il massimo da tutti perché c'è disponibilità e voglia da parte di tutti. Alcuni giocatori sono specialisti del ruolo ma abbiamo potuto fare a meno anche di loro grazie alla nostra rosa. Ninkovic? Si allena con la squadra e valuteremo. Maietta purtroppo ha avuto un brutto lutto, era già successo prima di La Spezia, lui ha voluto giocare lo stesso e abbiamo visto come, gli faccio i complimenti, è stato encomiabile. Penso che gli farà piacere stare con il gruppo è essere a disposizione».
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