Il Tirreno

Empoli

La spinta che arriva dai “figli” del vivaio

di David Biuzzi

Gli azzurri ritrovano le armi in più nel settore giovanile: la strana coppia Traore-Piu ha regalato un punto d’oro 

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EMPOLI. È cambiato tanto, in casa Empoli. Sulle macerie di una retrocessione che ancora non ha un perché, infatti, c’è stato spazio per una rivoluzione. Nuova la squadra, nuovo lo staff, nuovi i dirigenti. Eppure le radici, quelle buone, sono sempre le stesse. E in un momento chiave della stagione le buone abitudini hanno già pagato qualcosa.

FIGLI DEL VIVAIO. Anche se non sarà nel momento della sua massima espressione, infatti, quella fabbrica di talenti che è il settore giovanile azurro qualcosa regala. E, al Picco, sono stati proprio due prodotti di Monteboro a lasciare il segno. Alessandro Piu, classe 1996, lo ha fatto firmando la sua prima rete stagionale; Junior Traore, che addirittura è nato nell’anno domini 2000, accendendo la squadra con il suo ingresso in campo. Non si erano incrociati neanche in Primavera, i due. E al momento clou ci sono arrivati in maniera diversa. L’attaccante, infatti, ha vissuto una stagione segnata soprattutto dagli infortuni, ma ha avuto il grande merito di farsi trovare pronto proprio nel momento del bisogno (cioè con il reparto avanzato ridotto ai minimi con gli infortuni di Donnarumma, Rodriguez e Ninkovic). Il fantasista, invece, ha lavorato all’ombra dei compagni giorno dopo giorno, crescedo in maniera esponenziale anche grazie alla fiducia che Andreazzoli gli ha accordato sempre più spesso. Pecorsi differenti, dunque, ma stesso marchio di qualità: “made in Empoli”.

IN RAMPA DI LANCIO. E il tutto è avvenuto proprio nel sabato in cui il settore giovanile era rappresentato decisamente più del solito (almeno in questa stagione). In panchina con “nonno Aurelio”, infatti, c’erano altri quattro giovani e giovanissimi calciatori cresciuti a Monteboro. Il portiere Giacomel, classe 1998, che è ormai un ospite fisso, ma anche il difensore Canestrelli, altro classe 2000, sempre presente nelle ultime uscite, il centrocampista Buglio, classe 1998, che della Primavera di Zauli è una colonna portante già dalla scorsa stagione, e l’attaccante Zini, anche lui 1998, che era anche l’unico attaccante di scorta inserito nella lista. Un altro poker di giovanotti pronti a dare una mano in caso di necessità, insomma. E, come dimostrato dalla strana coppia Traore-Piu, la spinta dei baby può essere l’arma in più.

@DavidBiuzzi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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