Sicurezza
Quell’idea Traore nata... dalla tribuna
Andreazzoli è andato a vederlo durante la Viareggio Cup e ha deciso di affidargli il ruolo di vice-Zajc contro il Pescara
EMPOLI. Quel soprannome, “nonno Aurelio, lo ha sdoganato lui stesso («all’inizio era ironico, ora affettuoso», ha ribadito ieri a Coverciano), ma al di là di come lo si voglia chiamare quello che sorprende (da 3 mesi a questa parte...) di Andreazzoli sono il metodo (praticamente scientifico) di lavoro, l’approccio, le idee. Prendete l’ultima, in ordine di tempo: con Zajc in Nazionale sulla trequarti, a Pescara, non tocca né a Ninkovic né a Brighi (entrambi non al meglio), ma al più giovane della compagnia, a Junior Traore. Che, tanto per restare in tema, del gruppo può essere considerato giusto il nipotino.
SEDUTO AL MARTINI. L’idea di sganciare il ragazzino del 2000, infatti, Andreazzoli ha iniziato a maturarla 10 giorni prima. E non per caso. È successo il 14 marzo, quando il tecnico si è seduto sulle tribune del Martini di Castelfranco di Sotto (mica il Camp Nou, con tutto il rispetto) per assistere alla sfida della Primavera di Zauli con la Rappresentativa di Serie D nella Viareggio Cup. Gli è piaciuto molto, Traore, schierato proprio da vertice alto del rombo e dietro a due attaccanti. Lo hanno convinto le qualità tecniche, ma anche quelle fisiche. D’altra parte anche in allenamento quel ragazzino gli era piaciuto assai. Tanto da regalargli già uno spezzone (con l’Avellino) e tenerlo sempre in considerazione. Due indizi, dunque, ne mancava uno per fare la prova. E così Andreazzoli torna a vedere la Primavera, con un occhio particolare per Traore, anche contro la Fiorentina. Altra buona prova dell’ivoriano e il dado è tratto: all’Adriatico tocca a lui.
I NUMERI. «E per me – ha spiegato a giochi fatti, e partita vinta – non è una sorpresa che abbia fatta una buona gara». Sarà pure “nonno Aurelio”, appunto, ma la vista ce l’ha lunga. D’altra parte quella di Traore non è certo la sua prima scelta felice. E lo dicono i numeri, con quei 30 punti conquistati in 12 partite che pareggiano quelli che erano stati messi insieme in 19 turni con la gestione Vivarini. Dati che parlano chiaro, anche se ora ad Andreazzoli ai suoi preme più quello che resta da fare. Come certificato, a Rmc Sport, dal capo in persona, cioé dal presidente Fabrizio Corsi. «C'è ancora molto da fare – ha detto il massimo dirigente – ora è il momento di volare basso e di affrontare il prossimo impegno al massimo». Per il “nonno”, insomma, di andare in pensione oggi non se ne parla neanche...
@DavidBiuzzi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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