Il Tirreno

Empoli

Basta un Empoli... normale

di David Biuzzi
Basta un Empoli... normale

Niente fuochi d’artificio, ma all’Adriatico arriva un successo che vale oro

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PESCARA. Ci sono tanti modi per vincere le partite. Finora l’Empoli aveva quasi sempre scelto il migliore: dominare la scena in lungo e in largo. Ultimamente, però, sta dimostrando di saperlo fare anche in maniera diversa. In maniera, forse, più normale. Cioè senza dare spettacolo dal 1’ al 90’, ma sfruttando almeno uno dei momenti in cui questo avviene e, poi, riponendo il fioretto per tirare di sciabola. È quello che accade a Pescara, dove la truppa di Andreazzoli non ha bisogno di essere stratosferica. No, stavolta no. Basta un Empoli... normale per mettere in fila per la terza vittoria, allungare sul Frosinone e tenere a bada il Palermo. Tanta roba, insomma.

QUALCOSA IN MENO. Utilizzare il luogo comune “ottenuto il massimo con il minimo”, però, non sarebbe corretto. Gli azzurri, infatti, la pagnotta se la guadagnano eccome. Intanto perché sono l’unica delle due contendenti a fare qualcosa per provare a vincere, poi perché l’acuto dell’Adriatico, come quello col Venezia, è il segnale di una maturità ormai quasi raggiunta. Senza considerare le difficoltà oggettive del match. Come quella di affrontare una squadra che pianta le tende nella propria metà campo per toglierle solo negli ultimi 5 minuti (e, peraltro, con ben poche idee...), come quelle dettata dall’assenza di Zajc e dall’immediata uscita di scena di Krunic (problema muscolare al 5’). Col quartetto di centrocampo dimezzato, insomma, avere e offrire qualcosa in meno è il minimo.

IN CONTROLLO. Eppure l’Empoli il match lo controlla praticamente sempre. Già dal via, quando Andreazzoli sorprende facendo vincere il ballottaggio Ninkovic-Brighi per la trequarti... al terzo incomodo. Ovvero Junior Traore, classe 2000. Ragazzo maggiorenne da poco, ma con talento da vendere. Non ha, né può avere, la continuità del titolare, lì dietro le punte, ma la sua prima da titolare è più che convincente. Esattamente come il primo tempo dell’Empoli, che al 18’ passa alla cassa con l’ennesima prodezza (la numero 39) della sua coppia d’oro: Caputo ispira, Donnarumma segna. E che rischia solo quando sceglie di farlo, visto che il rigore (che manco c’è...) nasce da un tentativo di retropassaggio di Castagnetti (errore gravissimo, ma anche unico) che lancia Mancuso. Meno male che Gabriel salva due volte. Prima con una spettacolare uscita annullata da Piccinini che fa finta di niente e assegna il penalty, poi parando (bloccando!) il tiro dagli 11 metri di Pettinari.

SENZA AFFONDARE. È un pericolo scampato che l’Empoli, però, ignora. Perché nella ripresa non alza i ritmi e fa scorrere il tempo con il possesso palla mentre il Pescara resta incredibilmente... a difesa dello svantaggio. Solo nell’ultimo spicchio Epifani alza il baricentro dei suoi coi cambi. Nel frattempo Pasqual e Caputo hanno sfiorato il raddoppio, ma il match è ancora aperta. E, al 29’, i padroni di casa hanno anche un’altra colossale occasione (stavolta causata da un rimpallo in area) con l’ex Brugman che spara in curva da due passi. Tutto il resto più che noia è sofferenza. Ma Andreazzoli sceglie di difendere inserendo prima Lollo e poi Polvani per chiudere con il 3-5-1-1. Il resto lo fanno Maietta e Luperto, davvero eccellenti, che concedono meno delle briciole (e non solo nel finale...). Così, dopo 5 di recupero, un Empoli... nella norma porta a casa un successo che, sulla classifica e sulla corsa, pesa oro. Come un macigno tutto d’oro.

@DavidBiuzzi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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