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Empoli

Dietro l’amara beffa l'Empoli scopre due leader

di David Biuzzi
Dietro l’amara beffa l'Empoli scopre due leader

Caputo e Pasqual protagonisti anche quando la palla non c’è: il capitano protegge i compagni, il bomber si schiera dalla parte dei tifosi

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EMPOLI. Si chiamano solide certezze. E non c’entra, come nel caso dello slogan pubblicitario, il mercato immobiliare. Sono quelle che l’Empoli ha scoperto anche nella partita forse più nera della gestione Andreazzoli. Perché la beffa patita con l’Avellino brucia, sia chiaro. Bruca anche più dei 2 punti gettati letteralmente alle ortiche. Ma dietro c’è una prova all’altezza delle ultime, forse anche migliore per quanto concesso agli irpini, e soprattutto i gesti, non tecnici, di due senatori che evidentemente diventano sempre più leader.

IL BOMBER. Uno è quello di Ciccio Caputo. Perché nell’attesa di chiarire se i suoi gol in campionato siano attualmente 21 o 20 (balla ancora quello di Perugia...), il più bello lo ha fatto con l’Avellino. Cioé quando è corso verso i biancoverdi che stavano festeggiando il gol del pareggio di D’Angelo proprio sotto la Maratona, proprio in faccia al popolo azzurro. Un gesto, quello degli ospiti, probabilmente involontario (e lo stesso D’Angelo, infatti, si è scusato prima con il bomber e poi pubblicamente...) ma di certo poco consono. Lui, Caputo, non ci ha pensato due volte. Ha raggiunto gli avversari e prima ancora che l’arbitro Illuzzi ammonisse per la seconda volta l’autore del pari ha fatto capire che di esultare lì sotto proprio non era il caso. E vedere un giocatore che difende i suoi tifosi, o almeno ne prende le parti, non è esattamente cosa da tutti i giorni...

IL CAPITANO. Pochi minuti dopo, invece, la scena se l’è presa Manuel Pasqual. Che, in sala stampa, non solo ha parlato di una «lezione che deve servirci» per il futuro, ma si è anche assunto la responsabilità per il gol incassato nel finale. Dichiarazioni da vero e autentico capitano, visto che nella specifica situazione di mezzo c’erano diversi suoi compagni. Compreso Traore, protagonista di un malinteso con Zajc quando la palla era in pieno possesso degli azzurri. Addossarsi le colpe, dunque, nella specifico ha anche il significato di “proteggere” un compagno giovanissimo (18 anni compiusti da una manciata di giorni) che dell’Empoli rappresenta non solo il presente ma anche e soprattutto il futuro.

LA SQUADRA. Ma al di là dei singoli, come accennato, c’è anche il comportamento della squadra. Che ha avuto il grave demerito di non chiudere un match dominato e, anche di gestire male il finale quando la stanchezza ha prevalso sulla lucidità. Ma, in generale, ha controllato la partita al di là di ogni ragionevole dubbio, creando tante occasioni (anche importanti) e senza prestare il fianco alle ripartenze. Un segnale di maturità che, nel prossimo futuro, può e deve fruttare punti pesanti.

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