PlayStation? No, è l’Empoli
Tecnica, velocità, geometrie e tanti gol: anche il Parma asfaltato al Castellani
EMPOLI. Tre tocchi in verticale e Donnarumma entra in porta col pallone, quello dell’1-0; tre tocchi rapidissimi a Caputo, che non è caso è l’Undertaker, mette la pietra tombale sulla partita calando il tris in avvio di ripresa. Sarà perché l’Empoli è una delle poche realtà italiane ad essere entrata ufficialmente nel mondo degli eSports, quelli che si giocano davanti al videogame, ma guardare gli azzurri nella loro massima espressione è davvero come essere caduti dentro la PlayStiation, o l’Xbox se preferite. A tenere il joystick saldamente fra le mani, naturalmente, Aurelio Andreazzoli. Che molti tifosi, sui social, continuano a chiamare affettuosamente “nonno Aurelio”, ma che di giovane e fresco ha sicuramente il pensiero calcistico. Perché la sua truppa arriva a 6 vittorie consecutive, perché nelle 7 consumate sotto la sua gestione ha segnato 21 gol (cioè 3 a partita, mica pizza e fichi...), perché la classifica ora dice +6 su quel Palermo che giusto 2 settimane fa arrivò al Castellani avanti di 3 punti. Insomma, oggi l’Empoli non è solo una macchina da gol, ma una macchina da guerra. Ed è tutto molto bello. Forse troppo. Perché il cammino è ancora dannatamente lungo e sentirsi ora alti, biondi e con gli occhi azzurri potrebbe essere un guaio. Lo stanno pagando i rosanero di Sicilia e qualcosina, a voler essere pignoli e un po’ antipatici, traspare anche dal Castellani, nel corso di una ripresa che dopo lo squillo di Ciccio-gol non avrebbe più senso di esistere, ma che viene condita da 2 o 3 leggerezze di troppo nel giro palla in zona area di rigore. La propria area di rigore.
BELLI E... CATTIVI. Dettagli a parte, però, l’Empoli è uno spettacolo. Per la qualità del gioco, ma anche per lo spirito. Tutti corrono, tutti lottano, tutti difendono e tutti attaccano. Come al minuto numero 13, quando la prima punizione in zona offensiva dei ducali diventa, in pochi secondi, il vantaggio azzurro. Oltre ad andare in porta con pochi e precisi passaggi, infatti, c’è anche l’animo dei tanti che assaltano l’area avversaria come una ciurma di pirati. Se col Palermo si era vista l’azione perfetta, dunque, questa entra nel manuale sotto la voce “contropiede”. O “ripartenza” che fa più fine. Il risultato non cambia. Come non cambia quando un’occasione simile capita agli emiliani ma c’è Gabriel a dire no a Da Cruz, innescato dall’unico squillo dei temuta Ceravolo-Ciciretti. Sul finire del tempo, poi, il raddoppio dello stesso Donnarumma (ora DonnaRecord, visto che 15 gol in B non li aveva mai fatti) premia un altro ribaltamento-sprint dell’Empoli, stavolta innescato da un illuminante tocco al volo del baronetto Zajc a metà campo, e aumenta sia i problemi che la confusione del Parma (con D’Aversa ora a un passo dall’esonero): il 3-5-2 iniziale è abbottonato, ma se poi concedi campo aperto...
IL PREMIO. La ripresa si apre con la rete da videogame già descritta e il resto, più o meno, è noia. Coi ducali storditi, infatti, i padroni di casa (come accennato) esagerano un pochino e rischiano pure. Ma c’è ancora lo spirito da battaglia di chi non vuole prendere gol. E, il premio, si materializza mentre l’arbitro Sacchi ha il fischietto in bocca per chiudere i giochi. Perché Caputo innesca Rodriguez che, all’esordio, dimostra di avere già “lo spirito Empoli” e invece di andare alla ricerca della gloria personale offre all’accorrente Maietta, difensore con una spalla fuori uso per un intervento precedente, il pallone del poker. E basta così: un altro trionfo è servito.
@DavidBiuzzi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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