Il Tirreno

Empoli

La fame di Ninkovic «Cerco sempre di lasciare il segno»

di David Biuzzi
La fame di Ninkovic «Cerco sempre di lasciare il segno»

Nelle ultime tre sfide ha brillanto negli spezzoni giocati «In questa squadra mi diverto, il gol di Ascoli? Un cross»

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EMPOLI. Secondo Platone si può scoprire di più su una persona in un’ora di gioco che in un anno di conversazione. E, ovviamente, il filosofo che ha posto le basi del pensiero occidentale non poteva sbagliarsi. Magari non pensava esattamente al calcio, ma gli ultimi 62 minuti consumati in campo da Nikola Ninkovic in effetti hanno detto molto sul talento serbo.

Nei tre spezzoni con Bari, Palermo e Ascoli, cioè, ha dimostrato di essere qualcosa di più di un semplice riserva ma un vero e proprio titolare aggiunto, il 12° uomo. Così lo considera Aurelio Andreazzoli, così si sente lui. «Se entro in campo – racconta – non mi basta scrivere il mio nome sul tabellino. Voglio lasciare il segno sulla partita, ci provo sempre».

E ultimamente le riesce sempre più spesso: cosa è cambiato?

«Sto meglio. Ho avuto alcuni problemi di pubalgia che ora sto gestendo, poi ogni settimana gioco sempre più minuti e anche questo aiuta. Nell’ultimo periodo con Vivarini ero rimasto fuori per 4 o 5 partite, ora sto trovando una certa continuità».

Si trova anche meglio con il nuovo modulo introdotto da Andreazzoli?

«Mi ritengo un trequartista o un attaccante esterno, quindi nel nostro attuale 4-3-1-2 mi trovo a mio agio».

Al di là dei numeri, poi, la squadra ha una certa vocazione offensiva, e al palleggio, che sembra favorirla.

«È così. Abbiamo un modo di giocare che si sposa bene con le mie caratteristiche quindi cerco di sfruttare al massimo le occasioni che mi capitano. È divertente giocare nell’Empoli e io, ripeto, a prescindere dai minuti cerco sempre di lasciare il segno. È chiaro che preferirei giocare dall’inizio, anche perché non sempre è facile entrare subito in partita, e che lavoro con questo obiettivo, ma i minuti stanno aumentando quindi chissà...».

Eppure ogni tanto sembra ancora innervosirsi facilmente...

«Mi innervosisco quando prendo troppi calcioni».

Col suo modo di giocare sembra quasi inevitabile che accada.

«I colpi fanno parte del gioco, ma non quando ho già dato via la palla come è successo spesso ad Ascoli. Quando l’ho fatto notare all’arbitro e ai suoi collaboratori, poi, sono stato subito ammonito io...».

A proposito di Ascoli: voleva tirare in porta o crossare?

«Sono sincero, volevo crossare per Ciccio (Caputo, ndr) ma è andata dentro. Meglio così». Molto meglio.

@DavidBiuzzi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA



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