Il Tirreno

Empoli

L’avviso di Andreazzoli «Guai a pensare di averla già vinta...»

di David Biuzzi e Alessandro Marmugi

EMPOLI. Dietro l’angolo c’è... la trappola. Già, perché dopo aver asfaltato il Bari al San Nicola e il Palermo al Castellani ora l’Empoli torna ad assaggiare il pane duro, quello di chi lotta per...

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EMPOLI. Dietro l’angolo c’è... la trappola. Già, perché dopo aver asfaltato il Bari al San Nicola e il Palermo al Castellani ora l’Empoli torna ad assaggiare il pane duro, quello di chi lotta per salvare la categoria come l’Ascoli, e il rischio è quello che il boccone rimanga indigesto. Molto più del previsto.

I MOTIVI. Il pericolo, infatti, è doppio. Di sicuro ci sarà da fare i conti con la determinazione dei bianconeri, sicuramente aumentata dalla carica di un tecnico come Serse Cosmi, che faranno di tutto per “sporcare” la partita e sfruttare le proprie armi. Ma anche con... l’Empoli. Dopo due esibizioni come le ultime, infatti, la possibilità di sentirsi “più bravi” e “più belli” esiste. Sarebbe un errore clamoroso. Che chi vuole provara a inseguire il sogno, e gli azzurri hanno l’«obbligo di provarci» certificato dalla società, non può assolutamente permettersi.

LA CHIAVE. L’Empoli ha più qualità, su questo non ci sono né possono esserci dubbi, ma per farla fruttare deve metterci lo stesso spirito e la stessa voglia che ci metteranno i padroni di casa. Ci sono tutte le possibilità e le potenzialità per evitare la trappola, quindi bisogna fare di tutto per riuscirci.

L’AVVERTIMENTO. Ne è consapevole, evidentemente, anche Aurelio Andreazzoli, che mette le cose in chiaro avvertendo i suoi allievi. «Il rischio – sottolinea il tecnico – è di pensare di aver già vinto prima di giocare, ma non credo che lo sia per la mia squadra. Abbiamo lavorato tanto e con un profilo basso e i risultati sono stati roboanti. Ora però non dobbiamo essere troppo entusiasti. C’è, e serve, la consapevolezza di aver fatto buone cose, ma troppo entusiasmo a me non piace». È comunque difficile, se non impossibile, non soffermarsi su quello che hanno combinato gli azzurri nelle ultime uscite. «Siamo stati bravi – prosegue il tecnico – e stiamo lavorando tanto per ottenere questi risultati, dedichiamo completamente noi stessi alla rincorsa dell’obiettivo. Siamo sicuri di quello che siamo e di quello che vogliamo, sperando di riuscire a proporlo sempre». Come in occasione del fantastico gol del raddoppio col Palermo. «Ha oscurato anche gli altri – dice Andreazzoli – e questo un po’ mi dispiace. Comunque l'idea di calcio che avevo era questa e sono contento che ci siano riscontri. Ora, però, non dobbiamo crogiolarci su questi numeri, pensiamo a quelli che dobbiamo fare». Anche perché, e si torna al punto di partenza, ad Ascoli non sarà una passeggiata. «Tutti hanno bisogno di punti, ma l’Ascoli della gestione Cosmi è differente, sta viaggiando ad una media più alta, s’avvicina alla salvezza. Dobbiamo temere il momento della squadra – spiega – siamo due allenatori appena subentrati e abbiamo portato due cose differenti che si sfideranno in questa gara».

IL DUBBIO, I NUOVI E IL BOMBER. Con o senza Krunic? «È convocato, sta meglio, ma voglio che stia bene e non che vada in campo per forza. Se non ci sarà la possibilità di schierarlo, ci sono altri ragazzi pronti a far bene». Compresi gli ultimi arrivati. «Sono molto contento di loro – aggiunge Andreazzoli – sembra che siano con noi da sempre. E col Palermo sono riusciti a togliersi delle soddisfazioni. Sono un po’ dispiaciuto per Rodriguez che ancora non ha avuto spazio, ma sono sicuro che avrà la sua occasione». Le sue occasioni, invece, se le sta prendendo tutto Cccio Caputo. «Non posso aggiungere molto di più a quello che ho sempre detto, posso dire però che quello che valuto io, e che magari da fuori non si vede, è l’aspetto umano e morale. A supportare i suoi numeri c’è il fatto che è un bravo ragazzo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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