Empoli, Andreazzoli promosso dai numeri
La qualità del gioco ma anche la media punti e il computo dei gol (fatti e presi) dicono chiaramente che il cambio tecnico voluto dalla società non è stato un errore
EMPOLI. Di momenti belli e indimenticabili, di emozioni intense e indescrivibili ne abbiamo vissute tante negli ultimi 20 anni a Empoli, ma questi 15 giorni sono destinati ad arricchire questo speciale scrigno dei ricordi perché ci hanno fatto rivivere quelle sensazioni mai sopite. L'inizio del 2018 è a dir poco straordinario; dopo aver esaltato la bella vittoria di Bari gli azzurri hanno concesso il bis contro la prima della classe: altro 4-0 condito da un gioco sublime e alcune perle di rara bellezza. Ha fatto il giro del web l'azione del secondo gol, quello dei 30 passaggi consecutivi che ha coinvolto tutti i giocatori azzurri senza che il Palermo toccasse mai il pallone: video che andrebbe utilizzato ai corsi per allenatori di Coverciano.
A proposito di allenatore, dopo l'esonero di Vivarini mi ero riproposto di fare un primo, mini bilancio della gestione Andreazzoli dopo la sfida con i rosanero perché ritenevo che 5 gare e una lunga sosta fossero sufficienti per farlo. Parlano i numeri per me: 13 punti in 5 partite con 15 gol fatti e 4 incassati. Media punti passata da 1,58 a 2,6. Dalla 5ª posizione a 5 punti dal vertice, alla 2ª posizione a 3 punti dal 1º posto. In più un gioco da stropicciarsi gli occhi, un concetto di squadra e un'identità finalmente definiti, il tutto accompagnato da qualità individuali notevoli germogliate con il nuovo corso.
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Tutto questo non significa che l'Empoli andrà in Serie A, ma di sicuro ci proverà fino alla fine. Ed oggi, senza sapere l'esito di questo campionato, possiamo dire che la società ha avuto ragione nel cambio di panchina. Questa proprietà può risultare simpatica o antipatica, ma credo che nessuno possa mettere in dubbio che sappia fare calcio nonostante qualche stagione, tipo la scorsa, si riveli disastrosa nelle scelte. Sarebbe troppo bello non sbagliare mai.
Empoli è tornata anche ad applaudire una coppia gol stratosferica, Donnarumma e Caputo sono stati capaci di segnare ben 32 gol in 23 partite. Nei numeri ricordano Coralli ed Eder che ne firmarono 43 nel 2009/2010, ma il ricordo si sposa bene anche con la più recente coppia Tavano-Maccarone. È soprattutto Ciccio Caputo a dimostrarsi letale sotto porta, forse più dell'altro Ciccio, Tavano, che dell'Empoli è il bomber per eccellenza. E il record di marcature in una singola stagione, di Eder con 27 centri, vacilla. Perché se è importante aver capito (che si doveva cambiare rotta), lo è ancor di più aver... Caputo. La gara col Palermo è stata anche l'occasione per vedere all'opera i nuovi: Gabriel, Maietta e Brighi si sono mossi in maniera più che positiva e sicuramente sono innesti che si riveleranno preziosi per inseguire l'obiettivo.
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