Il Tirreno

Empoli

«Coronate tutte le nostre idee»

di David Biuzzi
«Coronate tutte le nostre idee»

Il dg Butti traccia il bilancio del mercato azzurro «Obiettivi centrati, ma niente paragoni col City...»

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EMPOLI. Ogni opportunità, diceva John Davison Rockefeller, implica un obbligo. Che, in casa Empoli, è quell’obbligo di provarci già citato dal direttore generale Andrea Butti formalizzando il ribaltone sulla panchina azzurra. Provare a inseguire il sogno, ovviamente, è questo obbligo. Provare con tutte le forze. Anche con quelle nuove arrivate dal mercato. E che lo stesso dirigente accoglie così: «Avevamo le idee chiare dall’inizio – sottolinea – gli obiettivi erano questi e li abbiamo centrati. Siamo soddisfatti».

Un percorso netto, rivela il dg, senza obiettivi sfumati e, dunque, rimpianti. «La volontà – spiega – era quella di inserire giocatori esperti. Che fossero non solo pronti, ma anche in grado di darci quello che a nostro avviso mancava. Al tempo stesso siamo soddisfatti di aver dato la possibilità di giocare, e dunque di crescere, a ragazzi come Picchi, Zappella e Jakupovic».

Diverso, semmai, il discorso su Romagnoli, finito al Bologna nell’ambito dell’operazione che ha portato Maietta alla corte di Andreazzoli. «Il Bologna ci ha chiesto il giocatore per chiudere l’operazione. Ci abbiamo riflettuto – racconta – e abbiamo deciso di accettare. Perché era giusto dare l’opportunità a Romagnoli di tornare in A, perché col cambio di modulo 6 centrali potevano anche essere troppi».

Il colpo non è previsto, invece, è senza dubbio Gabriel, arrivato a poche ore dal brutto infortunio di Provedel. «Grazie al nostro staff medico – continua Butti – abbiamo capito subito che tipo di incidente, purtroppo, era capitato a Ivan. Così ci siamo mossi perché avevamo due portieri che consideravamo titolari e due volevamo averne. Il contrattempo che ha fermato Terracciano ci ha spinto a fare in fretta, ma avremmo comunque cercato un altro portiere e la prima scelta, visto il suo valore e la situazione, è sempre stato Gabriel. Sia dal ragazzo che dal Milan abbiamo avuto la massima disponibilità e abbiamo chiuso in poche ore».

Un colpo vero, vista anche la tempistica, ma Butti pone l’accento su un’altra operazione... «A livello economico – dice – il nostro è stato un mercato intelligente. Abbiamo colto al volo anche l’opportunità Brighi, ma la vera “mossa da Empoli” è l’investimento che abbiamo fatto su un prospetto come Imperiale».

Tanto presente e un pizzico di futuro, insomma. Proprio perché l’obbligo, l’obbligo di provarci, è sempre lì... «Confermo – conclude Butti – non possiamo promettere di riuscirsi, ma di provarci sì. Siamo reduci da due eccellenti partite, ma anche se oggi ci descrivono così non siamo né il Manchester City né il Barcellona. Siamo l’Empoli, siamo contenti di quello che siamo. Ma ora pensiamo all’Ascoli...».

@DavidBiuzzi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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