Il Tirreno

Empoli

La carica di Andreazzoli: «Abbiamo lavorato bene siamo pronti alla sfida»

di Alessandro Marmugi

EMPOLI. Chi ben comincia è a metà dell’opera. E chi ricomincia altrettanto bene, alla fine l’opera la porta a termine. Dopo oltre 20 giorni l’Empoli torna in campo e lo fa sfidando la Ternana alle 15...

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EMPOLI. Chi ben comincia è a metà dell’opera. E chi ricomincia altrettanto bene, alla fine l’opera la porta a termine. Dopo oltre 20 giorni l’Empoli torna in campo e lo fa sfidando la Ternana alle 15 al Castellani. Un nuovo inizio, per provare a rincorrere un sogno chiamato serie A. Sono passati 5 mesi dall’inizio del campionato e dalla sfida in trasferta proprio contro le Fere. Quello era un Empoli in costruzione che doveva ripartire da zero. Oggi dopo un intero girone la situazione è cambiata ma le similitudini non mancano. Già, perché l’arrivo di Andreazzoli ha rimescolato le carte e dopo due partite lampo e quindici giorni di intenso lavoro adesso per gli azzurri arriva un test importante per valutarsi. Per vedere a che punto è questo nuovo Empoli, di che pasta è fatto. Un po’come era successo a Terni con la Vivarini band.

Una gara che porta con sé tante insidie, soprattutto l’imprevedibilità della Pochesci band. Mister Andreazzoli però è fiducioso. I suoi ragazzi sono pronti. «Finalmente si ricomincia – esordisce il tecnico –, i ragazzi si sono riposati dopo una lunga parte di campionato, io non ne avevo bisogno. La seconda settimana di lavoro è stata proficua, abbiamo fatto una sorta di ritiro, siamo stati molto insieme, abbiamo parlato, abbiamo visto quello che abbiamo fatto e quello che dovremo fare. Ho conosciuto dei calciatori che conoscevo meno ora siamo ripartiti con le idee chiare e crediamo di aver fatto un buon lavoro». Al Castellani arriva una Ternana che fuori casa fa sempre molta fatica, ma Andreazzoli tiene alta la guardia. «Le insidie vengono da parte dei nostri avversari – dice, hanno una fisionomia ben precisa che rispecchia le caratteristiche del suo allenatore, è una squadra che vuole giocare. I sistemi di gioco dipendono dai modi che hanno gli allenatori di intendersi. Chi sarà più bravo a esprimere i suoi principi avrà la meglio. Ci saranno grosse difficoltà. In queste settimane di fermo e poi di carico pensiamo di aver fatto le cose per bene. Siamo stati attenti». Sull’identità da tenere in campo e sulla tattica Andreazzoli ha le idee ben chiare. «Aumentare l’intensità era uno degli obiettivi – spiega – la disponibilità dei ragazzi è stata massima, ho trovato un gruppo partecipe, disponibile ed educato e su questo aspetto sono più che soddisfatto. Abbiamo lavorato molto sulla fase difensiva, sulla fase di non possesso. I nostri attaccanti sono disponibili, a volte anche troppo, però è chiaro che l’atteggiamento della squadra deve essere completo e compatto».

Sulla probabile formazione poche anticipazioni «L’undici da mandare in campo più o meno è quello che abbiamo già visto– spiega –, più o meno. Ma ne parleremo prima della partita. Luperto? È un ragazzo in gamba, molto disponibile al quale non puoi non affezionarti. Vorrebbe partecipare ed esprimersi al meglio ma ultimamente per problemini fisici non riesce a farlo compiutamente. Ora ha la febbre, quasi sicuramente non rischiamo, non lo facciamo rientrare». Infine un commento sul calciomercato. «Io non me ne preoccupo – spiega Andreazzoli – perché abbiamo chi se ne deve occupare, la società è ambiziosa e vuole migliorare. Bisogna tenere conto di diverse situazioni, non vogliamo peggiorare. Abbiamo tanti giovani e se non hanno possibilità di crescere è opportuno mandarli a giocare e non sacrificarsi. Se faremo dei movimenti bisognerà tenerne contro come organico per non restare corti. Non c’è fretta».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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