La protesta
Bennacer vola alto «Dopo il Pallone d’oro voglio la serie A»
di Alessandro Marmugi
Appena eletto migliore under 23 in Algeria, carica l’Empoli: «Siamo una grande squadra, sarebbe un peccato fallire»
3 MINUTI DI LETTURA
EMPOLI. Rivelazione di questa prima parte di campionato degli azzurri, rivelazione dell’anno algerina, tanto da meritarsi il pallone d’oro under 23 del suo paese. Ismael Bennacer è l’enfaint prodige di Empoli e può diventare uno degli uomini chiave per la rincorsa ai primi due posti. Già perché dopo essersi conquistato un prestigioso trofeo adesso vuole metterne in bacheca altri. È non solo personali ma anche di squadra. Ne ha una voglia matta, anzi come spiega lui stesso è affamato di vittorie. In poco tempo si è adattato al nostro calcio, imparando a giocare di spada e di fioretto. Anche tatticamente è cresciuto molto e il nuovo modulo portato da Andreazzoli sembra avergli dato maggiori sicurezze. L’unico scoglio resta l’italiano ma lui sa già tante lingue ed è pronto a imparare un’altra ancora. È poi col pallone tra i piedi non serve parlare molto. Chi sa giocare si capisce al volo.
Quanto è felice per questo prestigioso premio?
«Sono molto orgoglioso di questo premio sono veramente felice anche perché è stato il primo. È spero che non sia l’ultimo. Per questo voglio continuare ad andare avanti nel mio percorso di crescita, voglio lavorare ancora meglio per togliermi nuove soddisfazioni».
Un riconoscimento che vale doppio…
«È stato bellissimo soprattutto perché è un premio che arriva dalla mia terra, dalla mia nazione, ci tenevo molto. Ed è stato bello vedere tanta gente intorno a me felice, dalle persone che mi vogliono bene ai compagni della nazionale, è stata davvero una bella sensazione»».
Un po’ di merito ce l’ha anche l’Empoli?
«Si, una parte di questo trofeo è anche dell’Empoli che ha deciso di credere in me in questa prima parte della stagione, che è anche la seconda parte del 2017. Devo soltanto dire grazie al club che mi da la possibilità di esprimermi al meglio. Qui mi sto trovando davvero bene e speriamo di toglierci ancora tante soddisfazioni».
È stato il miglior giovane nel suo paese del 2017, dal 2018 cosa si aspetta?
«Nel 2018 voglio ottenere ancora di più. In tutto, no solo nel calcio. Voglio migliorare ancora. Soprattutto in quello che posso dare in campo, e poi avendo vinto il pallone d’oro come miglior giovane algerino devo avere tante ambizioni, devo provare a migliorarmi ancora. È quasi un obbligo dopo un traguardo cosi importante».
L’Empoli può centrare l’obiettivo serie A?
«Certo che possiamo farcela abbiamo un’ottima squadra un ottimo staff. Il campionato è molto difficile ma credo che se non dovessimo riuscire ad andare in serie A sarebbe davvero un peccato, un errore, perché ne abbiamo tutte e potenzialità. Dobbiamo continuare a dare tutto in campo, cercando di essere ancora più affamati. Se i comporteranno così sono sicuro che ce la faremo».
Le piace il nuovo modulo?
«Il nuovo modulo mi piace, ma a me va bene qualsiasi modulo. In questo momento sto giocando soprattutto a sinistra, per me è una novità perché o praticamente sempre giocato a destra. Ma qualsiasi ruolo del centrocampo mi piace, non fa differenza, l’importante è scendere in campo».
È più libero di muoversi…
«Con questo ruolo sono più libero e riesco a fare bene quello che mi chiede il mister. Ormai sono entrato dentro al lavoro tattico rispetto ad inizio anno e in certe situazioni riesco a destreggiarsi meglio e di conseguenza in certe situazione anche ad avere maggiore libertà».
E con l’italiano invece come va?
«Sto imparando, ma è molto più facile giocare a calcio in campo. Comunque prometto che da qui alla fine dell’anno lo imparerò».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Quanto è felice per questo prestigioso premio?
«Sono molto orgoglioso di questo premio sono veramente felice anche perché è stato il primo. È spero che non sia l’ultimo. Per questo voglio continuare ad andare avanti nel mio percorso di crescita, voglio lavorare ancora meglio per togliermi nuove soddisfazioni».
Un riconoscimento che vale doppio…
«È stato bellissimo soprattutto perché è un premio che arriva dalla mia terra, dalla mia nazione, ci tenevo molto. Ed è stato bello vedere tanta gente intorno a me felice, dalle persone che mi vogliono bene ai compagni della nazionale, è stata davvero una bella sensazione»».
Un po’ di merito ce l’ha anche l’Empoli?
«Si, una parte di questo trofeo è anche dell’Empoli che ha deciso di credere in me in questa prima parte della stagione, che è anche la seconda parte del 2017. Devo soltanto dire grazie al club che mi da la possibilità di esprimermi al meglio. Qui mi sto trovando davvero bene e speriamo di toglierci ancora tante soddisfazioni».
È stato il miglior giovane nel suo paese del 2017, dal 2018 cosa si aspetta?
«Nel 2018 voglio ottenere ancora di più. In tutto, no solo nel calcio. Voglio migliorare ancora. Soprattutto in quello che posso dare in campo, e poi avendo vinto il pallone d’oro come miglior giovane algerino devo avere tante ambizioni, devo provare a migliorarmi ancora. È quasi un obbligo dopo un traguardo cosi importante».
L’Empoli può centrare l’obiettivo serie A?
«Certo che possiamo farcela abbiamo un’ottima squadra un ottimo staff. Il campionato è molto difficile ma credo che se non dovessimo riuscire ad andare in serie A sarebbe davvero un peccato, un errore, perché ne abbiamo tutte e potenzialità. Dobbiamo continuare a dare tutto in campo, cercando di essere ancora più affamati. Se i comporteranno così sono sicuro che ce la faremo».
Le piace il nuovo modulo?
«Il nuovo modulo mi piace, ma a me va bene qualsiasi modulo. In questo momento sto giocando soprattutto a sinistra, per me è una novità perché o praticamente sempre giocato a destra. Ma qualsiasi ruolo del centrocampo mi piace, non fa differenza, l’importante è scendere in campo».
È più libero di muoversi…
«Con questo ruolo sono più libero e riesco a fare bene quello che mi chiede il mister. Ormai sono entrato dentro al lavoro tattico rispetto ad inizio anno e in certe situazioni riesco a destreggiarsi meglio e di conseguenza in certe situazione anche ad avere maggiore libertà».
E con l’italiano invece come va?
«Sto imparando, ma è molto più facile giocare a calcio in campo. Comunque prometto che da qui alla fine dell’anno lo imparerò».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
