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Empoli, blindare la porta primo obiettivo del mister

di Alessandro Marmugi
Empoli, blindare la porta primo obiettivo del mister

Andreazzoli continua a lavorare sui movimenti difensivi in vista della ripresa I troppi gol incassati sono il tallone d’Achille, ora serve una svolta

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EMPOLI. Primo non prenderle. Già, come avrebbe detto il buon Enzo Bearzot la prima regola è non incassare. Per l’amor di dio, niente catenaccio, ormai demodé e poco efficace, ma l’equilibrio in fase difensiva è fondamentale. Soprattutto lo è per l’Empoli che nella prima parte di questa stagione ha avuto nelle reti subite il suo grande tallone d’Achille. Proprio per questo mister Andreazzoli in questi primi giorni dal rientro dopo la sosta sta lavorando costantemente sul nuovo assetto della retroguardia, provando movimenti, situazioni di gioco, sia in fase di possesso che di non possesso. Perché con il potenziale offensivo che ha, se riesce a trovare la quadra in fase offensiva l’Empoli ha tutte le possibilità per spiccare il volo.

Reparto da registrare. Che il girone di andata azzurro non sia stato certo buono dal punto di vista dei gol subiti ormai è cosa ben nota. Gli azzurri hanno la 14ª difesa del campionato assieme a Salernitana, Avellino e Virtus Entella. Sono 32 i gol subiti in 21 incontri, con una media di oltre un gol e mezzo incassato a partita. Troppi se si pensa che squadre come il Palermo e il Parma ne hanno presi poco più della metà, soltanto 17. Certo i tanti gol segnati hanno aiutato a colmare questa lacuna, ma la coperta è sempre stata troppo corta in questo primo scorcio di serie B e adesso è il momento di allungarla un pochino. Ma soprattutto bisogna evitare di prendere i gol di testa e sullo sviluppo di palle inattive. In questa prima parte di stagione i palloni alti hanno fatto soffrire tantissimo gli azzurri e da lanci lunghi, cross e calci da fermo sono state incassate 15 reti. L’ultima proprio col Perugia.

La cura Andreazzoli. La mission del mister azzurro è proprio quella. Bloccare l’emorragia di reti subite. Lui può essere l’uomo giusto visto che è stato uno dei primi allenatori a difendere a zona in Italia ma soprattutto è meticolosissimo nel lavoro sulle palle inattive. Già, proprio la difesa a zona sui calci da fermo è stata la sua tesi, nel 1999, per il master di Coverciano e su questo tema l’ex Roma la sa lunga. Basta pensare che la sua Massese in serie C, non prese gol su calcio da fermo per ben 18 partite consecutive. Per mister Andreazzoli sono 4 le regole da seguire costantemente e tenere a mente. Tutti, partendo dalla propria posizione, si concentrano sulla ricerca della palla con movimento in avanti e in diagonale, senza indietreggiare, inoltre bisogna rispettare le posizioni di partenza e i compiti assegnati. Bisogna evitare di essere anticipati e ricordarsi poi di mantenere i compiti assegnati fino a quando il possesso non è riconquistato oppure la palla non è allontanata.

Sotto a chi tocca. Lavorare di reparto ma anche sui singoli. Già, perché con la difesa a 4 i posti in mezzo si sono notevolmente ridotti e già dalla sfida col Brescia ci sono state esclusioni eccellenti. Al centro della difesa, nelle uniche due gare in cui si è seduto in panchina, Andreazzoli ha optato per la coppia formata da Simic e da Veseli. Se l’albanese era tra i papabili titolari ha sorpreso invece la scelta di puntare sul croato e non sull’ex Carpi. Probabilmente il giovane scuola Samp è più adattato per giocare a due rispetto al collega, ma questi giorni di mini ritiro potrebbero servire per delineare le gerarchie. Luperto sembra destinato a restare e a poter essere un’alternativa sia per il centro che per le fasce. Ma occhio al mercato. Perché se arrivasse il nome giusto, magari un difensore centrale di esperienza l’Empoli potrebbe farsi avanti e blindare ancora più un reparto che è in cerca di solidità.

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