La manifestazione
Use Scotti Rosa, quando il gruppo fa la differenza
La squadra di coach Cioni continua a stupire: testa di classifica, finali di Coppa Italia e nessuna sconfitta subita. Determinante è stato il contributo di tutte le ragazze
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EMPOLI. «Siamo ad oggi l’unica squadra imbattuta di tutta la serie A e non abbiamo nessuna marcatrice fra le prime 10 del nostro girone. Lo sapete cosa significa questo? Squadra».
Mario Ferradini, primo assistente della capolista Use Scotti Rosa, ha suggellato con questo post sul suo profilo Facebook un 2017 che non è esagerato definire splendido per la società empolese.
Una stagione segnata dai playoff del campionato e dalle finali di Coppa Italia e proseguita, col via del nuovo campionato, con un’ininterrotta serie di vittorie, che sta facendo sognare i tifosi di questa compagine.
Ma, oltre che a questo, la frase del tecnico empolese e quella parola squadra lasciano intravedere il risultato più importante raggiunto da questo gruppo sotto la guida di Alessio Cioni e del suo staff, ovvero l’aver raggiunto una propria identità di gioco e, di conseguenza, di squadra.
Questo è senza dubbio l’aspetto più qualificante che ha portato la Scotti a guidare il gruppo in questa prima parte di stagione e la cosa più importante in vista del nuovo anno e di partite che, a partire già dalla prossima ad Orvieto di sabato 6 gennaio, saranno ancora più dure.
Ovvio che la squadra potrà anche perdere come è logico e normale che sia e nessuno ne farà un dramma, ma in campo andrà sempre e comunque una squadra che ha un suo modo di giocare e che è capace di metterlo sul parquet ogni fine settimana.
Un risultato figlio un preciso progetto di squadra deciso in estate (Greta Brunelli come innesto di qualità, conferma delle due lunghe e valorizzazione delle giovani) e del lavoro di uno staff che ormai da diverse stagioni guida questo gruppo capace, certamente non a caso, di cambiare le persone ma non il risultato finale.
Dove porterà tutto questo? Impossibile dirlo visto che nello sport le variabili sono troppe come la scorsa stagione insegna.
Di certo c’è che la Scotti continuerà a vivere giornata dopo giornata senza porsi particolari obiettivi, se non quello di giocare il proprio basket, misurarsi con le altre e vedere poi alla fine di ogni match come è andata a finire.
Come diceva appunto Mario Ferradini, un atteggiamento da “squadra”.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Mario Ferradini, primo assistente della capolista Use Scotti Rosa, ha suggellato con questo post sul suo profilo Facebook un 2017 che non è esagerato definire splendido per la società empolese.
Una stagione segnata dai playoff del campionato e dalle finali di Coppa Italia e proseguita, col via del nuovo campionato, con un’ininterrotta serie di vittorie, che sta facendo sognare i tifosi di questa compagine.
Ma, oltre che a questo, la frase del tecnico empolese e quella parola squadra lasciano intravedere il risultato più importante raggiunto da questo gruppo sotto la guida di Alessio Cioni e del suo staff, ovvero l’aver raggiunto una propria identità di gioco e, di conseguenza, di squadra.
Questo è senza dubbio l’aspetto più qualificante che ha portato la Scotti a guidare il gruppo in questa prima parte di stagione e la cosa più importante in vista del nuovo anno e di partite che, a partire già dalla prossima ad Orvieto di sabato 6 gennaio, saranno ancora più dure.
Ovvio che la squadra potrà anche perdere come è logico e normale che sia e nessuno ne farà un dramma, ma in campo andrà sempre e comunque una squadra che ha un suo modo di giocare e che è capace di metterlo sul parquet ogni fine settimana.
Un risultato figlio un preciso progetto di squadra deciso in estate (Greta Brunelli come innesto di qualità, conferma delle due lunghe e valorizzazione delle giovani) e del lavoro di uno staff che ormai da diverse stagioni guida questo gruppo capace, certamente non a caso, di cambiare le persone ma non il risultato finale.
Dove porterà tutto questo? Impossibile dirlo visto che nello sport le variabili sono troppe come la scorsa stagione insegna.
Di certo c’è che la Scotti continuerà a vivere giornata dopo giornata senza porsi particolari obiettivi, se non quello di giocare il proprio basket, misurarsi con le altre e vedere poi alla fine di ogni match come è andata a finire.
Come diceva appunto Mario Ferradini, un atteggiamento da “squadra”.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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