Il Tirreno

Empoli

Con la coppia dei sogni torna la voglia di A

di Alessandro Marmugi

Un anno sulle montagne russe per gli azzurri  dalla retrocessione ai gol dei due bomber

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EMPOLI. È stato l’anno del tracollo, della rifondazione e poi quello della rinascita. Il 2017 che ci sta per salutare resterà nella storia sicuramente come uno degli anni più rivoluzionari della storia dell’Empoli. Un anno che sembrava iniziato sotto i migliori auspici, con una salvezza in serie A che pareva a portata di mano e invece tragicamente sfuggita. Un dramma che ha portato ad una svolta epocale, alla completa rifondazione dell’Empoli, conclusasi alla fine dei conti solo tre settimane fa con l’arrivo di Aurelio Andreazzoli in panchina. Per il nuovo anno il sogno è tornare in quella serie A persa malamente nella buia notte di Palermo, per mettere nel dimenticatoio un anno in buona parte da cancellare.

Cinque mesi da incubo. E pensare che il 2017 era iniziato sotto i migliori auspici. L’Empoli, non certo brillantissimo, era riuscito a mettere un solco tra se stesso e la zona retrocessione, grazie alle vittorie conquistate nelle prime partite dell’anno nuovo con Palermo e Udinese e con in mezzo un pareggio a Genova con la Sampdoria. La salvezza sembra vicina, forse anche troppo, e gli azzurri sembrano rilassarsi troppo. Saponara saluta e va alla Fiorentina e gli azzurri crollano 4-1 A Crotone. È l’inizio della discesa agli inferi. Gli azzurri sbagliano le partite più semplici, in casa con Genoa e Pescara ad esempio, ma regalano anche qualche colpo di coda d’autore come le vittorie a Firenze nel derby e a San Siro contro il Milan. Imprese che però non bastano a impedire la caduta in B che arriva con la clamorosa sconfitta di Palermo. I 18 punti conquistati nella prima parte del 2017 (seconda parte di campionato) non bastano, insieme ai soli 19 gol fatti, a salvarsi.

Lo spartiacque. Una ferita profonda che brucia ancora sulla pelle dei tifosi ma anche su quella del presidente Corsi che decide di cambiare tutto. Se ne va Marcello Carli, salutano anche gli storici senatori come Pelagotti, Maccarone e Daniele Croce. In pochi si salvano dalla super rivoluzione, compreso lo staff medico e sanitario. Si riparte con Pietro Accardi e la new entry Andrea Butti, con Vincenzo Vivarini in panchina e con una squadra completamente nuova. Una squadra costruita per riuscire a centrare un obiettivo importante, l’immediato ritorno nel campionato di serie A. I superstiti diventano punti fermi, vedi Veseli, Krunic e il nuovo capitano Pasqual. A loro si aggiungono big della categoria come Ciccio Caputo, Lollo, Romagnoli e Castagnetti. L’Empoli prova a ripartire con tante incognite e tante ambizioni.

Scossa di assestamento. Dopo il forte terremoto estivo adesso l’Empoli è tornato a camminare, è ripartito. Con una squadra tutta nuova è riuscito a ritrovare il feeling con i tifosi e anche gol è risultati. Di gol cene sono in abbondanza, Caputo e Donnarumma da soli ne hanno segnati fino ad oggi 9 in più di quelli messi a segno lo scorso anno in tutto il girone di ritorno. Buoni risultati, ma forse non abbastanza per raggiungere la serie A. E così il resto è storia recente, con avvicendamento in panchina, l’addio di Vivarini è l’arrivo di Andreazzoli, con una sola missione da portare a termine: vincere. Una piccola scossa di assestamento dopo il cataclisma estivo, che tutti sperano possa essere l’ultima.

L’anno che verrà. Ora il 2018 sarà l’anno delle verifiche. La seconda parte del campionato dovrà far capire di che pasta è fatto l’Empoli e magari portare anche qualche regalo ai tifosi. Già, magari proprio quel famoso stadio che tutti aspettano da tempo. Un nuovo Castellani, al quale ci si avvicina a piccoli passi, tra gli ostacoli della burocrazia e la contrarietà di alcuni cittadini. Serve un’accelerata, ma di sicuro il prossimo sarà un anno cruciale. Può essere l’anno della svolta, sul campo…e sugli spalti.

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