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Empoli

Zajc show, difesa e play basso il cambio di modulo convince

di Marco Pagli
Zajc show, difesa e play basso il cambio di modulo convince

L’Empoli ritrova la sua identità con il 4-3-1-2, marchio di fabbrica degli azzurri Restano i dubbi sugli esterni e anche la coppia d’oro in avanti non ha brillato 

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EMPOLI. È stata la grande novità della sfida di giovedì sera. La principale rimostranza avanzata nei confronti dell'ex Vincenzo Vivarini e il principale banco di prova per Aurelio Andreazzoli: il modulo di gioco. Il passaggio dal 3-5-2 al 4-3-1-2 non è solo l'avvicendarsi tra due idee di calcio differenti, ma anche e soprattutto la storia di un addio tra la società di Fabrizio Corsi e il tecnico scelto ad inizio stagione per guidare la squadra nel campionato cadetto. Per l'Empoli lo schema proposto, ma sarebbe meglio dire ri-proposto, contro il Brescia è quasi una questione di identità. Un marchio di fabbrica, un vestito dentro al quale ci si sente a proprio agio. E non è un caso se un tecnico esperto come Andreazzoli, che ha fondato la propria carriera tra i campi di allenamento e la tattica studiata sulla lavagna, abbia voluto puntarci nonostante i pochi giorni di lavoro. I risultati, nonostante l'ennesima rimonta possa averli offuscati dietro una coltre di fatalismo, si sono intravisti.

Play basso. Lo ha confermato lo stesso tecnico massese a fine gara, il ruolo di Michele Castagnetti è uno degli elementi che più gli sono piaciuti. E a sentir lui non sono stati molti. Il mediano azzurro, nel nuovo schema, si è abbassato a protezione della difesa e questo da una parte ha garantito una maggiore tranquillità dei due centrali arretrati e dall'altra ha liberato i due interni. Rade Krunic e Ismael Bennacer, al netto della frenesia e degli errori del primo tempo, hanno mostrato quanta qualità possano garantire in fase di costruzione se maggiormente coperti. Ma il triangolo basso, che ha fatto la fortuna dell'Empoli sarriano e non solo, ha evidenziato un controllo più serrato del gioco: nella prima parte di gara, infatti, il recupero palla è stato una costante e non sono arrivati quasi mai pericoli.

Difesa. Ovvio, l'esser ricaduti nel tunnel della rimonta non facilita un'analisi onesta. Ma ripercorrendo il film della gara contro le rondinelle, il pacchetto arretrato ha messo in mostra un atteggiamento diverso. Non era certo scontato che di fronte ad un attacco avversario composto da Andrea Caracciolo, uno dei bomber più prolifici del campionato di serie B e dall'ottimo Ernesto Torregrossa (autore del gol del pareggio), supportati dal talentino Dimitri Bisoli, la difesa azzurra trascorresse oltre un'ora e un quarto senza patemi. I due centrali sono apparsi più padroni degli spazi e delle distanze, capaci di sbrogliare molte situazioni potenzialmente pericolose, tranne purtroppo quella che ha portato al pareggio. E lo stesso attestato di stabilità è arrivato anche dai due esterni, seppure con qualche interrogativo.

Zajc devastante. Il vero capolavoro-lampo del nuovo mister Andreazzoli è proprio la riscoperta del trequartista, pescando dal cilindro un elemento importantissimo della rosa azzurra che finora non era mai riuscito a brillare di luce propria. Miha Zajc specie all'inizio della ripresa ha mostrato di cosa è capace, ricordando un gioiello della storia azzurra come Riccardo Saponara. Inserimenti, intuizioni in verticale e un piglio decisivo in fase realizzativa. L'aver rimesso in mano al trequartista la bacchetta da direttore d'orchestra sgravandolo dei doveri in fase di copertura può davvero dare quel qualcosa in più che serve.

I dubbi. Sono sostanzialmente due gli aspetti controversi del cambio modulo. Da una parte la maggiore staticità sulle fasce con Giovanni Di Lorenzo più propositivo, ma con Manuel Pasqual che raramente ha trovato la via della proposizione in avanti. Dall'altra l'intesa perduta davanti: l'asse Ciccio Caputo-Alfredo Donnarumma, fiore all'occhiello della direzione di Vivarini, è sembrata smarrita, incapace di trovare gli spazi giusti e le solite combinazioni a memoria. E di conseguenza ha punto meno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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