Italia
Zajc illude, poi solita rimonta
La mano di Andreazzoli si vede soprattutto nella ripresa, ma restano i black-out
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EMPOLI. Empoli bello (a tratti) ma incompiuto, visto che per l’ennesima volta la vittoria sfuma per colpa di una rimonta degli avversari, per mano di Ernesto Torregrossa. Cambiato l’allenatore, cambiato il modulo, non è cambiato il risultato finale al Castellani. Positivo l’inserimento di Zajc, che ha segnato il gol che ha fatto sognare i tifosi azzurri fino alla rete delle rondinelle, arrivata quando mancavano 11 minuti alla fine. Il gioco è apparso piacevole, però la lacuna difensiva sul gol di Torregrossa grida vendetta. Andreazzoli ha mandato in campo una squadra che ha provato a rispondere agli input del mister massese. Ma, alla fine, è arrivato un pareggio, così come era arrivato un pareggio a Cremona in quello che è stato l’ultimo match di Vincenzo Vivarini.
Le idee di Andreazzoli iniziano a vedersi e il cambio di modulo dà maggiore imprevedibilità, però c’è ancora da lavorare, com’è normale che fosse. La partita si è composta di due tempi completamente differenti: sonnacchioso il primo, a cento all’ora il secondo. Il mister ex Roma conferma la formazione della vigilia mandando in campo Zajc, riproposto da mezzapunta dopo le esperienze nel centrocampo a 5 di Vivarini. Anche Marino, da parte sua, ha mandato in campo un Brescia “tradizionale”, affidandosi al 3-5-2 e alla verve offensiva di Caracciolo. Ma se lo spauracchio doveva essere l’Airone, alla fine lo è stato il suo compagno meno conosciuto, Torregrossa.
Nel primo tempo è stato complessivamente più pericoloso il Brescia, nonostante una buona partenza degli azzurri.
Le rondinelle sfiorano il gol in due occasioni, con l’attaccante meno atteso, Torregrossa: prima al 29’ il numero 7 salta Simic di slancio e conclude al lato destro di Provedel; tre minuti dopo, al 32’, ancora Torregrossa svetta di testa sugli sviluppi di un cross dalla destra di Bisoli, con Provedel che la alza sopra la traversa. Le due squadre vanno al riposo sullo zero a zero, senza rimpianti. Poi inizia un’altra partita e al 48’ va in scena l’azione più bella del match: Krunic accende la luce, salta un paio di avversari a centrocampo, si invola verso l’area dove si appoggia a Donnarumma, che gli restituisce la palla sul lato destro; qui il bosniaco mette un cross basso che l’accorrente Miha Zajc deve soltanto mettere in rete con un piazzato facile facile.
Un cioccolatino del bosniaco, che nel primo tempo sembrava andare a corrente alternata. E’ la quarta rete stagione dello sloveno, dai cui piedi passa il destino della manovra offensiva del neonato Empoli di mister Andreazzoli. Due minuti dopo ci riprova Caputo, con un’azione insistita che manda al tiro Krunic, senza risultato. Quattro minuti e il Brescia rischia di combinarla grossa: Caputo per Donnarumma, ma Cancellotti anticipa il bomber di Torre Annunziata, rischiando di insaccare in fondo al sacco di Minelli.
Le azioni si susseguono da una parte e dall’altra, finché Torregrossa non vince la sua battaglia personale con Provedel: Bisoli crossa basso, il centravanti del Brescia è più lesto dei centrali azzurri e la infila in fondo al sacco, ammutolendo un Carlo Castellani che già pregustava il ritorno alla vittoria.
Da lì la partita va spegnendosi piano piano, salvo un’azione personale di Ninkovic. I cambi di Andreazzoli (Ninkovic e Picchi) non sortiscono l’effetto sperato e l’Empoli rientra negli spogliatoi con l’amaro in bocca per aver buttato via 2 punti che sembravano già destinati a rimpolpare la classifica degli azzurri, ora quinti a 5 punti dalla capolista Palermo.
Marco Sabia
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Le idee di Andreazzoli iniziano a vedersi e il cambio di modulo dà maggiore imprevedibilità, però c’è ancora da lavorare, com’è normale che fosse. La partita si è composta di due tempi completamente differenti: sonnacchioso il primo, a cento all’ora il secondo. Il mister ex Roma conferma la formazione della vigilia mandando in campo Zajc, riproposto da mezzapunta dopo le esperienze nel centrocampo a 5 di Vivarini. Anche Marino, da parte sua, ha mandato in campo un Brescia “tradizionale”, affidandosi al 3-5-2 e alla verve offensiva di Caracciolo. Ma se lo spauracchio doveva essere l’Airone, alla fine lo è stato il suo compagno meno conosciuto, Torregrossa.
Nel primo tempo è stato complessivamente più pericoloso il Brescia, nonostante una buona partenza degli azzurri.
Le rondinelle sfiorano il gol in due occasioni, con l’attaccante meno atteso, Torregrossa: prima al 29’ il numero 7 salta Simic di slancio e conclude al lato destro di Provedel; tre minuti dopo, al 32’, ancora Torregrossa svetta di testa sugli sviluppi di un cross dalla destra di Bisoli, con Provedel che la alza sopra la traversa. Le due squadre vanno al riposo sullo zero a zero, senza rimpianti. Poi inizia un’altra partita e al 48’ va in scena l’azione più bella del match: Krunic accende la luce, salta un paio di avversari a centrocampo, si invola verso l’area dove si appoggia a Donnarumma, che gli restituisce la palla sul lato destro; qui il bosniaco mette un cross basso che l’accorrente Miha Zajc deve soltanto mettere in rete con un piazzato facile facile.
Un cioccolatino del bosniaco, che nel primo tempo sembrava andare a corrente alternata. E’ la quarta rete stagione dello sloveno, dai cui piedi passa il destino della manovra offensiva del neonato Empoli di mister Andreazzoli. Due minuti dopo ci riprova Caputo, con un’azione insistita che manda al tiro Krunic, senza risultato. Quattro minuti e il Brescia rischia di combinarla grossa: Caputo per Donnarumma, ma Cancellotti anticipa il bomber di Torre Annunziata, rischiando di insaccare in fondo al sacco di Minelli.
Le azioni si susseguono da una parte e dall’altra, finché Torregrossa non vince la sua battaglia personale con Provedel: Bisoli crossa basso, il centravanti del Brescia è più lesto dei centrali azzurri e la infila in fondo al sacco, ammutolendo un Carlo Castellani che già pregustava il ritorno alla vittoria.
Da lì la partita va spegnendosi piano piano, salvo un’azione personale di Ninkovic. I cambi di Andreazzoli (Ninkovic e Picchi) non sortiscono l’effetto sperato e l’Empoli rientra negli spogliatoi con l’amaro in bocca per aver buttato via 2 punti che sembravano già destinati a rimpolpare la classifica degli azzurri, ora quinti a 5 punti dalla capolista Palermo.
Marco Sabia
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