Sicurezza
«L’Empoli può dare di più»
di Alessandro Marmugi
Andreazzoli si presenta: «La squadra ha grandi doti e io le devo tirare fuori»
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EMPOLI. Sì, è da poche ore il nuovo allenatore, ma forse il termine allenatore non è nemmeno il più appropriato per raccontare il ruolo di Aurelio Andreazzoli in questo Empoli. Già, perché l’ex collaboratore di Spalletti dovrà essere un vero e proprio “miglioratore”. Limare tutti i piccoli difetti, esaltare le caratteristiche dei singoli, far esprimere al massimo tutto quel potenziale, che secondo i dirigenti azzurri Vivarini non è riuscito a far esprimere. Un compito arduo, senza margine di errore, ma che non spaventa il 64enne Massese. «Sono veramente soddisfatto di essere qui – racconta il nuovo mister - è stata una chiamata fortemente voluta. Qui non c’è bisogno di particolari interventi, trovo una squadra attrezzata ed è giusto che abbia delle ambizioni. Questa squadra può dare di più, ha grandi qualità e può fare meglio di quanto fatto fino ad ora». Sulla sua scelta sono state espresse molte perplessità ma Andreazzoli non si scompone. «Mi sembra una cosa normale - sottolinea - Confesso che ne ho avute anche io quando l’Empoli mi ha chiamato. Ma la società è stata chiara e mi ha voluto fortemente. Empoli non la scopro io, per gli allenatori è sempre stata una piazza importantissima. Avere la possibilità di lavorare qui è un motivo di grandissima soddisfazione. Ho fatto il secondo negli ultimi anni, ma per 20 ho fatto il primo e so cosa vuol dire». Ma per lui, che ha allenato in tutte le categorie, in serie B sarà un debutto. «Ho avuto la possibilità di misurarmi in tutte le categorie del panorama calcistico - spiega - quindi presumo di avere le conoscenze. Mi manca la serie B ma questa è l'occasione giusta per confrontarmici. Vedo un campionato con valori equilibrati, ma con la media punti attuale l'Empoli non può ambire a grandi risultati. Bisogna migliorarla. La media punti ottenuta fino ad adesso è buona ma per arrivare a certi risultati dobbiamo alzarla, serve qualcosa di più». Riguardo alla tattica e al modulo da utilizzare Andreazzoli non sembra nutrire molti dubbi. «L’idea di base c’è – sottolinea - ma dipende da come è strutturata la rosa. Ognuno ha un proprio credo particolare, io non sono legato a nessun sistema di gioco specifico. Voglio prima parlarne coi calciatori. Questa squadra ha così tanta qualità che potrebbe giocare anche senza tattica». In particolare si lavorerà sulla difesa, per limitare il numero dei gol subiti. «Ho in mente qualcosa e ne parlerò con la squadra – sottolinea Andreazzoli -. E’ chiaro che dobbiamo risolvere il problema, perché questa squadra ha incassato troppi gol nella prima parte della stagione. Dobbiamo arginare questo difetto». Qualche aiuto, per la seconda parte della stagione, potrebbe arrivare anche dal mercato di gennaio. «In questo momento abbiamo tante cose più urgenti a cui pensare – spiega il nuovo allenatore azzurro - , tra cui la partita di giovedì contro il Brescia. La società è attenta sotto questo aspetto e sa come agire molto meglio di me. In questo momento parlare di trattative mi sembra prematuro». In queste settimane Andreazzoli ha avuto anche l’occasione di osservare gli azzurri e se deve fare un nome di chi lo ha colpito, ne fa uno inaspettato. «Mi ha colpito Traore – racconta – è un ragazzo molto giovane e ha talento. È stata una scoperta, non lo conoscevo». Chissà se Andreazzoli riuscirà, almeno in parte a ripercorrere le orme del suo mentore, Luciano Spalletti. Certo è che la benedizione da Milano ancora non gli è arrivata. «Ancora con Luciano non ci siamo parlati – rivela – non ci ho parlato».
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