Italia
La ricetta di Vivarini «Equilibrio sì ma non senza qualità»
di David Biuzzi e Alessandro Marmugi
EMPOLI. Cerca ancora la migliore versione di se stesso, l’Empoli. Che, ad oggi, resta bello (non sempre, ma spesso) però fragile (sistematicamente), divertente ma poco concreto, buono ma non...
3 MINUTI DI LETTURA
EMPOLI. Cerca ancora la migliore versione di se stesso, l’Empoli. Che, ad oggi, resta bello (non sempre, ma spesso) però fragile (sistematicamente), divertente ma poco concreto, buono ma non buonissimo. Dunque in un viaggio simile a quello del filosofo Diogene, in giro per la Grecia con una lanterna sempre accesa in cerca dell’uomo, anche la tappa odierna col Carpi assume un’importanza strategica assai considerevole.
I motivi. È un avversario che gli azzurri possono soffrire, perché davanti ha qualità e gamba, perché sa bene che deve soffrire per ottenere qualcosa (soprattutto oggi al Castellani). Quindi ancora una volta gli azzurri dovranno stare ben attenti e, al tempo stesso, non lasciare troppo spazio alle preoccupazioni che ultimamente qualcosa hanno tolto alla qualità del gioco. Per fare il salto di qualità sempre rinviato, però, serve l’equilibrio e non la rinuncia. Ed è questa la strada che Vivarini e i suoi giovanotti stanno cercando di battere. Finora, è vero, con risultati non del tutto soddisfacenti, ma con una dedizione che lascia ben sperare.
La chiave. D’altra parte ormai sembra più una questione di testa che di altro. Potrebbe bastare una miccia per accendere definitivamente gli azzurri. O almeno questa è la speranza. Di sicuro c’è che il treno di testa ad oggi tarda a partire, ma puntare sui demeriti altrui è già stato un errore sanguinoso lo scorso anno e ripeterlo sarebbe praticamente un crimine. Servono punti e miglioramenti, insomma. E servono già da oggi.
La sintesi. La strada, insomma, può essere quella giusta ma dopo un inizio esuberante e una seconda parte di stagione più focalizzata sull'assetto difensivo, l'Empoli deve trovare adesso la giusta sintesi. Lo chiede proprio Vincenzo Vivarini. «Cominciamo a trovare equilibrio, solidità – dice il mister – ed è quello che cercavamo e su cui abbiamo lavorato. Abbiamo tralasciato la fase di possesso palla nell'ultimo periodo, ma era importante trovare sicurezze in difesa. Comunque dobbiamo continuare a giocare a calcio e proporre qualità, ci voleva però anche questa fase di attenzione per eliminare le carenze e le lacune. Siamo più attenti al gioco sporco, ai contrasti, ai duelli e adesso raccogliamo i frutti di questo lavoro». In settimana Vivarini ha provato anche la difesa a 4, arma da poter utilizzare in determinati frangenti «Una squadra che sa quello che deve fare ha tanti atteggiamenti e tante soluzioni – spiega – e in settimana abbiamo lavorato anche su altri moduli per sfruttare caratteristiche diverse dei giocatori. Una squadra organizzata ha bisogno di tutto questo». Quella col Carpi può essere una sfida davvero importante per il futuro «L'ho detto alla squadra: queste gare devono essere una svolta, in primis quella col Carpi. Perché dobbiamo trovare la sintesi tra la prima parte della stagione e quella attuale».
Le scelte. Rientra dal primo minuto Pasqual e anche questo può aiutare. «Abbiamo sempre evidenziato l’età media di questa squadra che rispetto alle altre è bassa, Pasqual sotto questo aspetto ci da consapevolezza, qualità, il nostro modulo è fatto anche per esaltare le sue caratteristiche». Dall'altra parte gli emiliani guidati da Calabro, una squadra che fa della cattiveria agonistica il suo punto forte. «Il Carpi ha caratteristiche ben delineate – spiega Vivarini – con gente determinata sotto l' aspetto dell’intensità adatte per questo tipo di gioco. Hanno molti giocatori interessanti, Mbakogu ad esempio fa reparto da solo. Hanno un collettivo e una mentalità che ci può creare dei problemi». La classifica è molto corta ma Vivarini non la guarda. «Dobbiamo aspettare, ancora è presto, la zona alta è molto compatta. Adesso dobbiamo eliminare i difetti e farci trovare pronti a marzo-aprile, quando arriveremo nella fase decisiva della stagione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
I motivi. È un avversario che gli azzurri possono soffrire, perché davanti ha qualità e gamba, perché sa bene che deve soffrire per ottenere qualcosa (soprattutto oggi al Castellani). Quindi ancora una volta gli azzurri dovranno stare ben attenti e, al tempo stesso, non lasciare troppo spazio alle preoccupazioni che ultimamente qualcosa hanno tolto alla qualità del gioco. Per fare il salto di qualità sempre rinviato, però, serve l’equilibrio e non la rinuncia. Ed è questa la strada che Vivarini e i suoi giovanotti stanno cercando di battere. Finora, è vero, con risultati non del tutto soddisfacenti, ma con una dedizione che lascia ben sperare.
La chiave. D’altra parte ormai sembra più una questione di testa che di altro. Potrebbe bastare una miccia per accendere definitivamente gli azzurri. O almeno questa è la speranza. Di sicuro c’è che il treno di testa ad oggi tarda a partire, ma puntare sui demeriti altrui è già stato un errore sanguinoso lo scorso anno e ripeterlo sarebbe praticamente un crimine. Servono punti e miglioramenti, insomma. E servono già da oggi.
La sintesi. La strada, insomma, può essere quella giusta ma dopo un inizio esuberante e una seconda parte di stagione più focalizzata sull'assetto difensivo, l'Empoli deve trovare adesso la giusta sintesi. Lo chiede proprio Vincenzo Vivarini. «Cominciamo a trovare equilibrio, solidità – dice il mister – ed è quello che cercavamo e su cui abbiamo lavorato. Abbiamo tralasciato la fase di possesso palla nell'ultimo periodo, ma era importante trovare sicurezze in difesa. Comunque dobbiamo continuare a giocare a calcio e proporre qualità, ci voleva però anche questa fase di attenzione per eliminare le carenze e le lacune. Siamo più attenti al gioco sporco, ai contrasti, ai duelli e adesso raccogliamo i frutti di questo lavoro». In settimana Vivarini ha provato anche la difesa a 4, arma da poter utilizzare in determinati frangenti «Una squadra che sa quello che deve fare ha tanti atteggiamenti e tante soluzioni – spiega – e in settimana abbiamo lavorato anche su altri moduli per sfruttare caratteristiche diverse dei giocatori. Una squadra organizzata ha bisogno di tutto questo». Quella col Carpi può essere una sfida davvero importante per il futuro «L'ho detto alla squadra: queste gare devono essere una svolta, in primis quella col Carpi. Perché dobbiamo trovare la sintesi tra la prima parte della stagione e quella attuale».
Le scelte. Rientra dal primo minuto Pasqual e anche questo può aiutare. «Abbiamo sempre evidenziato l’età media di questa squadra che rispetto alle altre è bassa, Pasqual sotto questo aspetto ci da consapevolezza, qualità, il nostro modulo è fatto anche per esaltare le sue caratteristiche». Dall'altra parte gli emiliani guidati da Calabro, una squadra che fa della cattiveria agonistica il suo punto forte. «Il Carpi ha caratteristiche ben delineate – spiega Vivarini – con gente determinata sotto l' aspetto dell’intensità adatte per questo tipo di gioco. Hanno molti giocatori interessanti, Mbakogu ad esempio fa reparto da solo. Hanno un collettivo e una mentalità che ci può creare dei problemi». La classifica è molto corta ma Vivarini non la guarda. «Dobbiamo aspettare, ancora è presto, la zona alta è molto compatta. Adesso dobbiamo eliminare i difetti e farci trovare pronti a marzo-aprile, quando arriveremo nella fase decisiva della stagione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google