Il dolore
Duelli e contrasti i conti non tornano
di David Biuzzi
Azzurri bocciati dai numeri del big-match: il Frosinone ha prevalso rispettivamente nell’85% e nell’80% dei casi
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EMPOLI. Non bastano i numeri a raccontare una partita. Tanto meno una come quella di venerdì scorso, col Frosinone, che di logico ha avuto poco o niente. È proprio perché spesso, sul quel rettangolo verde, entrano in gioco componenti come l’oroglio (quello degli azzurri), la follia (quella di crederci anche quando tutto sembra dirti che è finita) e il talento (quello di Caputo, ha riscritto la storia del match in pochi minuti, ma anche di Krunic, che ha capovolto una prestazione opaca con i due assist decisivi) che il calcio smette di essere una scienza esatta. Però anche i dati hanno il loro peso. E fra quelli dell’ultimo match dell’Empoli, secondo il report della Lega B, ce ne sono almeno un paio sui quali riflettere molto.
LA DEBACLE. Nonostante il risultato abbia sorriso ai ciociari fino all’ultimissima curva, infatti, gli allievi di Vincenzo Vivarini sono davanti in quasi tutte le voci: più cross fatti (25 a 17), più passaggi completati (329 a 251), più tiri (17 a 15), più possesso palla (56%) e più falli subiti (22 a 16). Solo in due aspetti sono risultati inferiori. Ma sono due aspetti fondamentale e la differenza è stata abissale: il Frosinone ha vinto ben 36 duelli contro i soli 6 dell’Empoli, il Frosinone ha vinto ben 26 contrasti contro i soli 9 dell’Empoli. Le percetuali, forse ancora più d’impatto, sono di 85,8% contro 14,2% nel primo caso, di 80% contro 20% nel secondo. Più che due sconfitte, insomma, due autentiche debacle. Che spiegano non solo perché i ciociari stiano stati padroni del risultato fino ai titoli di coda, ma anche perché la differenza tra le due squadre a tratti sia stata molto più evidente di quanto non dica il pareggio finale.
L’ALLARME. Ma ora, a giochi fermi, è importante soprattutto porre rimedio. Perché, al di là delle qualità oggettive del gruppo, né l’Empoli né nessun’altra squadra possono pensare di vincere una partita, o tanto meno di coltivare sogni di gloria o semplici ambizioni, conquistando 6 duelli e 9 contrasti in una gara che ne ha visti rispettivamente 42 e 35. È più di un campanello d’allarme. E dice, a voce piuttosto alta, che serve più aggressività, più intensità nella fase di non possesso. L’Empoli lo spirito ce l’ha, lo dimostra propria la rimonta col Frosinone, ma deve metterlo in campo dall’inizio alla fine. A prescindere dai moduli e dai singoli.
@DavidBiuzzi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
LA DEBACLE. Nonostante il risultato abbia sorriso ai ciociari fino all’ultimissima curva, infatti, gli allievi di Vincenzo Vivarini sono davanti in quasi tutte le voci: più cross fatti (25 a 17), più passaggi completati (329 a 251), più tiri (17 a 15), più possesso palla (56%) e più falli subiti (22 a 16). Solo in due aspetti sono risultati inferiori. Ma sono due aspetti fondamentale e la differenza è stata abissale: il Frosinone ha vinto ben 36 duelli contro i soli 6 dell’Empoli, il Frosinone ha vinto ben 26 contrasti contro i soli 9 dell’Empoli. Le percetuali, forse ancora più d’impatto, sono di 85,8% contro 14,2% nel primo caso, di 80% contro 20% nel secondo. Più che due sconfitte, insomma, due autentiche debacle. Che spiegano non solo perché i ciociari stiano stati padroni del risultato fino ai titoli di coda, ma anche perché la differenza tra le due squadre a tratti sia stata molto più evidente di quanto non dica il pareggio finale.
L’ALLARME. Ma ora, a giochi fermi, è importante soprattutto porre rimedio. Perché, al di là delle qualità oggettive del gruppo, né l’Empoli né nessun’altra squadra possono pensare di vincere una partita, o tanto meno di coltivare sogni di gloria o semplici ambizioni, conquistando 6 duelli e 9 contrasti in una gara che ne ha visti rispettivamente 42 e 35. È più di un campanello d’allarme. E dice, a voce piuttosto alta, che serve più aggressività, più intensità nella fase di non possesso. L’Empoli lo spirito ce l’ha, lo dimostra propria la rimonta col Frosinone, ma deve metterlo in campo dall’inizio alla fine. A prescindere dai moduli e dai singoli.
@DavidBiuzzi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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