Attenzione
Follia, cuore e CaputMundi
di David Biuzzi
Nel finale il bomber trasforma la disfatta in impresa: l’Empoli resta in piedi
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EMPOLI. Sembra davvero nero il venerdì dell’Empoli. E non c’entra la recente moda importata dagli Usa sui maxi-ribassi per lo shopping. No, semmai c’è di mezzo il Frosinone che di sconti proprio non ne fa. Anzi... Ma a spazzare via tutto, quando ormai sul match i titoli di coda stanno già passando da tempo, ci pensano tre componenti: la follia assoluta di una squadra di pazzi (alla quale, al netto dei problemi che indubbiamente ci sono, è davvero sempre più difficile non affezionarsi...); il cuore enorme di un gruppo che di perdere non vuole proprio saperne; le doti di un marziano che si chiama Ciccio Caputo che dopo una partita da (quasi) spettatore non pagante, entra in scena con il costume del supereroe CaputMundi e scrive un’altra storia fra i minuti numero 46 e 49 della ripresa: la disfatta si trasforma in un’impresa. Un’impresa epica.
TIRI MANCINI. Un finale incredibile di una gara incredibile. Che, però, non cancella tutto quello che accade prima. Servono pochi minuti, infatti, per capire che per gli azzurri il compito sarà maledettamente complicato. Nonostante le assenze, Longo presenta una squadra molto offensiva. E non solo nello schieramento: gli ospiti prendono subito in mano le redini, giocando e pressando nel cuore della trequarti dei padroni di casa, rischiando sì di farsi infilare ma lasciandosi nettamente preferire. Gli azzurri vanno subito in tilt in mezzo e la difesa, si sa, un punto di forza per Vivarini non lo è mai stata. In particolare è la posizione di Ciano manda in tilt il dispositivo di casa, anche perché Castagnetti non trova mai tempi e spazi per limitarlo. Non a caso è proprio il fantasista ospite a scavare il solco con due giocate del suo strepitoso sinistro. Mentre gli azzurri finiscono per sbattere su Bardi cancellando i momenti positivi che comunque ci sarebbero. Solo che il Frosinone si dimostra più squadra: è messa meglio in campo, ha più coraggio e conseguentemente anche più fortuna. Il doppio vantaggio con cui si va al riposo, insomma, probabilmente è un po’ esagerato ma dimostra al di là di ogni ragionevole dubbio che la differenza fra le due contendenti c’è.
LA RIPRESA. Di sicuro la punizione diventa troppo severa in avvio di ripresa, quando Dionisi sorprende ancora Provedel con una sberla dalla lunga. L’Empoli, che colpevolmente ripresenta lo stesso undici che tanta fatica ha fatto, accorcia poco dopo con il primo episodio fortunato della sua generosa ma confusionaria partita: angolo di Castagnetti, capocciata di Di Lorenzo sul palo e palla che carambola in rete dopo aver sbattuto sulla schiena del portiere. Vivarini sgancia Bennacer (ottimo) e Zajc dando linfa nuova alla mediana. Ma il tempo passa inesorabile, l’Empoli è sempre meno lucido e al Frosinone basta sporcare una partita molto bella nel primo tempo (scelta che pagherà a caro prezzo...) per correre meno pericoli. O almeno così sembra. Perché nel finale, poi, succede l’impensabile. Krunic s’illumina, Caputo trova un assist e un pallone che vaga in area (entrambi messi dentro dal bosniaco) e anche il Frosinone sente il suono della campana dell’Undertaker azzurro. L’amaro calice diventa un pari che profuma di vittoria, ma a una condizione: non illuda. Il Frosinone, oggi, è qualcosa di più e di meglio dell’Empoli. Che, però, ha tre componenti importanti (quelle già citate) per provare a diventare davvero grande.
@DavidBiuzzi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
TIRI MANCINI. Un finale incredibile di una gara incredibile. Che, però, non cancella tutto quello che accade prima. Servono pochi minuti, infatti, per capire che per gli azzurri il compito sarà maledettamente complicato. Nonostante le assenze, Longo presenta una squadra molto offensiva. E non solo nello schieramento: gli ospiti prendono subito in mano le redini, giocando e pressando nel cuore della trequarti dei padroni di casa, rischiando sì di farsi infilare ma lasciandosi nettamente preferire. Gli azzurri vanno subito in tilt in mezzo e la difesa, si sa, un punto di forza per Vivarini non lo è mai stata. In particolare è la posizione di Ciano manda in tilt il dispositivo di casa, anche perché Castagnetti non trova mai tempi e spazi per limitarlo. Non a caso è proprio il fantasista ospite a scavare il solco con due giocate del suo strepitoso sinistro. Mentre gli azzurri finiscono per sbattere su Bardi cancellando i momenti positivi che comunque ci sarebbero. Solo che il Frosinone si dimostra più squadra: è messa meglio in campo, ha più coraggio e conseguentemente anche più fortuna. Il doppio vantaggio con cui si va al riposo, insomma, probabilmente è un po’ esagerato ma dimostra al di là di ogni ragionevole dubbio che la differenza fra le due contendenti c’è.
LA RIPRESA. Di sicuro la punizione diventa troppo severa in avvio di ripresa, quando Dionisi sorprende ancora Provedel con una sberla dalla lunga. L’Empoli, che colpevolmente ripresenta lo stesso undici che tanta fatica ha fatto, accorcia poco dopo con il primo episodio fortunato della sua generosa ma confusionaria partita: angolo di Castagnetti, capocciata di Di Lorenzo sul palo e palla che carambola in rete dopo aver sbattuto sulla schiena del portiere. Vivarini sgancia Bennacer (ottimo) e Zajc dando linfa nuova alla mediana. Ma il tempo passa inesorabile, l’Empoli è sempre meno lucido e al Frosinone basta sporcare una partita molto bella nel primo tempo (scelta che pagherà a caro prezzo...) per correre meno pericoli. O almeno così sembra. Perché nel finale, poi, succede l’impensabile. Krunic s’illumina, Caputo trova un assist e un pallone che vaga in area (entrambi messi dentro dal bosniaco) e anche il Frosinone sente il suono della campana dell’Undertaker azzurro. L’amaro calice diventa un pari che profuma di vittoria, ma a una condizione: non illuda. Il Frosinone, oggi, è qualcosa di più e di meglio dell’Empoli. Che, però, ha tre componenti importanti (quelle già citate) per provare a diventare davvero grande.
@DavidBiuzzi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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