Sicurezza
CaputMundi insegue il bis
di David Biuzzi
«Hanno annullato uno dei miei gol più belli, vorrà dire che ci riproverò»
3 MINUTI DI LETTURA
EMPOLI. È il minuto numero 37 di Empoli-Cesena. Luperto, che nel ruolo di terzino sinistro sembra quasi la reincarnazione di Roberto Carlos, per l’ennesima volta sfonda a sinistra e crossa in area. Caputo, che pochi minuti prima ha sbattuto dentro il dodicesimo gol del suo fin quo straordinario campionato, cerca e trova spazio sul palo lungo, alle spalle di Rigione, e con una sforbiciata da fantascienza (immortalata nella foto, di Jennifer Lorenzini per l’Empoli Fc, qui a destra) batte ancora Agliardi e rischia di iniziare in anticipo i lavori per rifare il Castellani. Prima che la Maratona venga giù, però, l’onda di entusiasmo si frantuma sulla bandierina alzata di Andrea Tardino, professione assistente di linea. È fuorigioco. L’arbitro Balice annulla tutto. Giustamente, a termini di regolamento, ma decisamente meno per chi ha il cuore azzurro o anche solo il pallone nel cuore.
«Ci sono rimasto male – confida CaputMundi – anzi malissimo. Sarebbe stato sicuramente uno dei gol più belli della mia carriera (e lo dice un tipo che, solo in Serie B, ne ha già firmati 102, ndc), forse il più bello in assoluto. Il fuorigioco c’era, non lo nego, ma quella bandierina alzata mi ha gelato. Magari per uina volta poteva far finta di nulla...».
Lo dice con il sorriso, Caputo. Perché la vittoria è comunque arrivata (e peraltro era già al sicuro in quel fatidico momento...), perché l’Undertaker azzurro (quando gli arriva la palla giusta i difensori avversari sentono la campana che suona a morto...) aveva già colpito. E non sa, non può saperlo, che quel fantastico gol non è stato convalidato, ma ha comunque prodotto un risultato decisamente significativo. Dopo il fischio dell’arbitro e la delusione del bomber, infatti, in Maratona è esploso un coro spontaneo che meno banale non poteva essere: «Ciccio, Ciccio». Niente di che in qualsiasi altro posto, tanta roba a Empoli. Al Castellani, infatti, di Ciccio ce n’è sempre stato solo e soltanto uno: un grandissimo attaccante che di cognome fa Tavano. Che dell’Empoli ha scritto la storia. Perché è stato il primo a superare il muro dei 100 gol in azzurro, battendo sul tempo l’amico Maccarone, perché è ancora (e probabilmente lo resterà a lungo) il miglior marcatore di sempre del club con 110 sigillo. Insomma, fra i due non c’è e non può esserci gara (o paragone), ma mentre Tavano continua a segnare (e a deliziare) con la Carrarese di Silvio Baldini (altro ex parecchio significativo), Caputo si è preso il popolo azzurro ed Empoli sta scoprendo... un altro Ciccio.
Che, ora, non vuole fermarsi a piangere sul latte versato (lo strepitoso gol non concesso) ma guarda già avanti. «Magari ci riprovo – dice, con quel solito sorriso sulle labbra che lo accompagna quasi sempre – e magari già col Frosinone».
Sarebbe il massimo. Ma sarebbe già importante un gol anche meno bello. Di sicuro i numeri dicono che Caputo è il pericolo pubblico numero uno di qualsiasi difesa (12 gol in 15 giornate) e che l’Empoli ha bisogno del suo bomber. Soprattutto nella versione di sabato scorso. Perché dietro al bel gol segnato e al capolavoro non concesso c’è stata una prova piena di sostanza e sacrificio.
Quella che servirà anche domani sera, quando le luci del Castellani si accenderanno su un big match. E quando il gioco si fa duro, CaputMundi non solo inizia a giocare ma può anche lasciare il segno...
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Ci sono rimasto male – confida CaputMundi – anzi malissimo. Sarebbe stato sicuramente uno dei gol più belli della mia carriera (e lo dice un tipo che, solo in Serie B, ne ha già firmati 102, ndc), forse il più bello in assoluto. Il fuorigioco c’era, non lo nego, ma quella bandierina alzata mi ha gelato. Magari per uina volta poteva far finta di nulla...».
Lo dice con il sorriso, Caputo. Perché la vittoria è comunque arrivata (e peraltro era già al sicuro in quel fatidico momento...), perché l’Undertaker azzurro (quando gli arriva la palla giusta i difensori avversari sentono la campana che suona a morto...) aveva già colpito. E non sa, non può saperlo, che quel fantastico gol non è stato convalidato, ma ha comunque prodotto un risultato decisamente significativo. Dopo il fischio dell’arbitro e la delusione del bomber, infatti, in Maratona è esploso un coro spontaneo che meno banale non poteva essere: «Ciccio, Ciccio». Niente di che in qualsiasi altro posto, tanta roba a Empoli. Al Castellani, infatti, di Ciccio ce n’è sempre stato solo e soltanto uno: un grandissimo attaccante che di cognome fa Tavano. Che dell’Empoli ha scritto la storia. Perché è stato il primo a superare il muro dei 100 gol in azzurro, battendo sul tempo l’amico Maccarone, perché è ancora (e probabilmente lo resterà a lungo) il miglior marcatore di sempre del club con 110 sigillo. Insomma, fra i due non c’è e non può esserci gara (o paragone), ma mentre Tavano continua a segnare (e a deliziare) con la Carrarese di Silvio Baldini (altro ex parecchio significativo), Caputo si è preso il popolo azzurro ed Empoli sta scoprendo... un altro Ciccio.
Che, ora, non vuole fermarsi a piangere sul latte versato (lo strepitoso gol non concesso) ma guarda già avanti. «Magari ci riprovo – dice, con quel solito sorriso sulle labbra che lo accompagna quasi sempre – e magari già col Frosinone».
Sarebbe il massimo. Ma sarebbe già importante un gol anche meno bello. Di sicuro i numeri dicono che Caputo è il pericolo pubblico numero uno di qualsiasi difesa (12 gol in 15 giornate) e che l’Empoli ha bisogno del suo bomber. Soprattutto nella versione di sabato scorso. Perché dietro al bel gol segnato e al capolavoro non concesso c’è stata una prova piena di sostanza e sacrificio.
Quella che servirà anche domani sera, quando le luci del Castellani si accenderanno su un big match. E quando il gioco si fa duro, CaputMundi non solo inizia a giocare ma può anche lasciare il segno...
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
