Gioco
«La partita si poteva ripetere solo con l’accordo tra i 2 club»
di Alessandro Marmugi
Il presidente della Lega calcio sul ko a tavolino in arrivo per Le Botteghe che dopo lo choc per lo svenimento di un giocatore non ha voluto proseguire
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EMPOLI. Lo scontro di gioco, la paura, i soccorsi, poi il sospiro di sollievo e lo stop alla gara. La sfida di Baccaiano tra Castelfiorentino e Botteghe di venerdì scorso i calciatori delle due squadre difficilmente se la dimenticheranno.
Soprattutto lo spavento preso dopo, che un calciatore de Le Botteghe, Filippo Banti, a seguito di uno scontro di gioco è caduto a terra privo di sensi. Il calciatore, soccorso da compagni e avversario si è poi ripreso anche se era stato trasportato all’ospedale per accertamenti. Tutto a posto fortunatamente, ma adesso a tenere banco sono le polemiche che riguardano lo stop alla partita. Già, perché complice lo choc e la paura per aver visto il compagno rischiare la vita i ragazzi de Le Botteghe non se la sono sentita di proseguire il match e hanno chiesto invano all’arbitro e alla squadra avversaria di rinviare la partita. Una decisione non condivisa dal Castelfiorentino che avrebbe voluto proseguire il match.
Così la gara è stata interrotta e quasi certamente arriverà la sconfitta 0-3 a tavolino per le Botteghe. Una provvedimento non certo condiviso della società fucecchiese. «È una vergogna – ha spiegato l’allenatore Maurizio Buti – stiamo parlando di una gara di Amatori».
Ma davvero in situazioni di questo tipo non si può far niente per tutelare le squadre ed evitare sconfitte a tavolino. A fare chiarezza ci prova il presidente della Lega Calcio Uisp Empolese Roberto Cellai. «Se ci sono le condizioni per proseguire è normale che l’arbitro debba far continuare la partita – spiega Cellai – una volta soccorso l’infortunato la partita può proseguire». La palla, secondo il numero uno della Lega, a quel punto passa alle squadre. «Sono stato interpellato anch’io venerdì sera ma sono le squadre che possono decidere se dire basta o continuare. C’è un precedente analogo nel quale dopo un incidente simile le due squadre si accordarono per fermare il match e rigiocarla dall’inizio. Ma devono essere d’accordo entrambe». Il precedente a cui fa riferimento Cellai è la sfida tra Ferrari Allarmi e Doriana del settembre 2015. Dopo uno scontro di gioco un giocatore della Doriana perse i sensi e fu soccorso. Per lo spavento (già c’era stato un altro infortunio che aveva costretto i compagni a chiamare l’ambulanza) i due capitani decisero di finirla lì. La Lega, preso atto della situazione fece rigiocare la gara dall’inizio qualche settimana dopo. Questa volta però, se Le Botteghe volevano lasciare il campo lo stesso non valeva per il Castelfiorentino per il quale, visto che l’avversario si era ripreso, c’erano le condizioni per seguire il match.
«La Lega in questo caso non può sospendere la gara, non c’è nemmeno la possibilità di rinnovarla e di ripartire dal minuto in cui si è interrotta, non lo prevedono le normative nazionali». Per il presidente l’aspetto d sottolineare però è un altro. «Bisogna fare un plauso ai ragazzi che hanno soccorso il giocatore infortunato, per noi la sicurezza sui campi è un tema basilare. Di consegue Per questo credo che in situazioni come queste il risultato diventa secondario, come le polemiche che ne conseguono».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Soprattutto lo spavento preso dopo, che un calciatore de Le Botteghe, Filippo Banti, a seguito di uno scontro di gioco è caduto a terra privo di sensi. Il calciatore, soccorso da compagni e avversario si è poi ripreso anche se era stato trasportato all’ospedale per accertamenti. Tutto a posto fortunatamente, ma adesso a tenere banco sono le polemiche che riguardano lo stop alla partita. Già, perché complice lo choc e la paura per aver visto il compagno rischiare la vita i ragazzi de Le Botteghe non se la sono sentita di proseguire il match e hanno chiesto invano all’arbitro e alla squadra avversaria di rinviare la partita. Una decisione non condivisa dal Castelfiorentino che avrebbe voluto proseguire il match.
Così la gara è stata interrotta e quasi certamente arriverà la sconfitta 0-3 a tavolino per le Botteghe. Una provvedimento non certo condiviso della società fucecchiese. «È una vergogna – ha spiegato l’allenatore Maurizio Buti – stiamo parlando di una gara di Amatori».
Ma davvero in situazioni di questo tipo non si può far niente per tutelare le squadre ed evitare sconfitte a tavolino. A fare chiarezza ci prova il presidente della Lega Calcio Uisp Empolese Roberto Cellai. «Se ci sono le condizioni per proseguire è normale che l’arbitro debba far continuare la partita – spiega Cellai – una volta soccorso l’infortunato la partita può proseguire». La palla, secondo il numero uno della Lega, a quel punto passa alle squadre. «Sono stato interpellato anch’io venerdì sera ma sono le squadre che possono decidere se dire basta o continuare. C’è un precedente analogo nel quale dopo un incidente simile le due squadre si accordarono per fermare il match e rigiocarla dall’inizio. Ma devono essere d’accordo entrambe». Il precedente a cui fa riferimento Cellai è la sfida tra Ferrari Allarmi e Doriana del settembre 2015. Dopo uno scontro di gioco un giocatore della Doriana perse i sensi e fu soccorso. Per lo spavento (già c’era stato un altro infortunio che aveva costretto i compagni a chiamare l’ambulanza) i due capitani decisero di finirla lì. La Lega, preso atto della situazione fece rigiocare la gara dall’inizio qualche settimana dopo. Questa volta però, se Le Botteghe volevano lasciare il campo lo stesso non valeva per il Castelfiorentino per il quale, visto che l’avversario si era ripreso, c’erano le condizioni per seguire il match.
«La Lega in questo caso non può sospendere la gara, non c’è nemmeno la possibilità di rinnovarla e di ripartire dal minuto in cui si è interrotta, non lo prevedono le normative nazionali». Per il presidente l’aspetto d sottolineare però è un altro. «Bisogna fare un plauso ai ragazzi che hanno soccorso il giocatore infortunato, per noi la sicurezza sui campi è un tema basilare. Di consegue Per questo credo che in situazioni come queste il risultato diventa secondario, come le polemiche che ne conseguono».
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