Il Tirreno

Empoli

L’Empoli c’è, ma con riserva

di David Biuzzi
L’Empoli c’è, ma con riserva

Col Cesena parte accorto e poi dilaga prima di ricadere nei soliti errori...

3 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. Novanta minuti per dimostrare di esserci, di aver imparato le lezioni subite. I restanti quattro, quelli del recupero, per rimettere non tutto ma molto in discussione. Ha ancora due anime e due facce, l’Empoli di Vivarini. Manco fosse una creatura dalla geniale penna di Robert Louis Stevenson, che tanto per capirsi è (era) lo scrittore scozzese che nel 1886 ha regalato al mondo un capolavoro come “Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde”. No, non è un romanzo breve ma una squadra di calcio. Che contro il Cesena rialza la testa e non è poco, ma che a giochi abbondantemente fatti ricade anche nei soliti errori, nei vizi di sempre. Non bastano, stavolta, a cancellare (e neanche a inficiare) le virtù, ma dicono anche che il lavoro non è finito. Che ha ritrovato la strada ma che il percorso prevede altre tappe. Altri step di crescita che, per nutrire le ambizioni, non devono e non possono essere ignorati.

LA SCIABOLA. In questo senso, però, proprio la sfida col Cesena deve essere presa ad esempio. Perché l’Empoli la inizia ritornando al 3-5-2, cambiando due terzi della difesa ma soprattutto con più accortezza. Non è la solita squadra... da bollicine. Il calcio champagne, stavolta, non serve. Senza il trequartista manca un punto di riferimento nella costruzioni del gioco, è vero, così come nelle teste e sulle gambe pesano le tensioni di una settimana diventata pesante dopo il ko di Vercelli. Ma c’è soprattutto l’atteggiamento ad essere diverso. Più accorto, guardingo, deciso a concedere il meno possibile (un’autentica impresa per questo Empoli) per poi aspettare con pazienza l’occasione giusta per far saltare il banco. Può accadere da un momento all’altro, con la qualità che hanno gli azzurri, ma stavolta accade per un (gradito) regalo degli ospiti, che la difesa che va in tilt su un banale cross di Untersee e Donnarumma che ringrazia. È il minuto numero 14 e l’Empoli, bontà sua, stavolta non commette l’errore di considerare la pratica già archiviata. Resta in trincea, cioé, continuando a preferire la sciabola al consueto fioretto.

LO SHOW. Nonostante qualche impaccio di Seck, infatti, al Cesena restano le briciole (tanti corner, zero insidie). E con il secondo episodio favorevole, il rigore che si prende Simic e che trasforma Donnarumma, gli azzurri riescono finalmente a mollare gli ormeggi. Perché Caputo si conferma Undertaker d raccoglie i frutti di una gara di grande (e prezioso) sacrificio, Krunic sembra un marziano (nel senso che è certamente un giocatore di un altro pianeta) e gli innesti di Bennacer e Luperto danno una spinta in più. Piovono gol (il più bello, una sforbiciata da copertina dell’album Panini, viene annullato a Caputo) e occasioni. Uno spettacolo, insomma. Sintetizzato dai nuMeri: 31 gol fatti in 15 partite.

BLACK OUT. Nel mezzo ci sarebbe pure il bel gol di Fazzi, che è l’ennesimo ma talmente casuale (il terzino sinistro che s’inventa un destro alla Del Piero non può essere che così...) da passare inosservato. Sul parziale di 5-1, però, gli azzurri ripetono il solito, immancabile sbaglio. E cioè decidono che è finita e di reti ne incassano altre due (fin troppo banali) nel recupero. Jallow e Moncini non riaprono la gara, sia chiaro, ma una ferita. Perché gli altri numeri, l’altra faccia (quella brutta) dell’Empoli, dicono che le reti incassate sono 24 nelle stesse 15 gare. Troppi, decisamente troppi per chi vuole essere protagonista.

@DavidBiuzzi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web