Sicurezza
Empoli, il popolo azzurro non si dà per vinto
Il presidente dell’Unione club analizza il momento opaco: «C’è lo spirito per uscirne, possiamo e dobbiamo farlo»
EMPOLI. Non è una finale, non è uno spareggio. Ma Empoli-Cesena non è neanche una sfida banale, una come tante altre. Gli azzurri (ma, in realtà, anche i bianconeri) ci arrivano in un momento complicato e la sensazione forte è che si giochino più dei 3 punti in palio.Ipotesi accreditata, indirettamente, anche dalla società. Prima con l’allenamento punitivo che ha sostituito il giorno libero, ora con la decisione di far entrare gratis in Maratona gli under 14. Quasi una “chamata alle armi” di cui, però, il popolo del Castellani non sembra avere bisogno.
Già, perché l’andamento lento delle ultime uscite (1 punto in 3 gare) ovviamente non piace a nessuno, ma il credito di fiducia che il gruppo aveva saputo conquistarsi non è (ancora) esaurito. O almeno questo dice, ribadisce e sottolinea Athos Bagnoli, presidente dell’Unione club azzurri. «Sicuramente l’Empoli non attraversa un momento né facile né felice – spiega – ma era impensabile che non capitasse in un campionato, quello di Serie B, così lungo e difficile. Possiamo e dobbiamo uscirne in fretta, come è già capito al Frosinone nel momento in cui non riusciva a vincere in casa. E i tifosi sono pronti a fare la loro parte».
Insomma non è il caso di fare drammi?
«Esatto. Basta leggere i numeri, e in particolare quello dei gol presi, per capire che la squadra ha dei problemi. Ma, almeno per ora, ci conforta lo spirito, perché questo gruppo non ci sta mai a perdere, come ha dimostrato pareggiando con lo Spezia e sfiorando il 2-2 nel finale a Vercelli. Non basta, è vero, ma è indispensabile. È una premessa fondamentale, cioè, per tornare a vivere la stagione che tutti ci auguriamo di vivere».
Che sarebbe?
«Essere protagonisti. È sbagliato pensare che l’Empoli debba dominare il campionato o vincerlo per forza. Ma vuole e deve essere protagonista. Come è successo in avvio».
Poi cosa è successo?
«Non lo so e non posso saperlo. Però è vero che gli attuali problemi magari ce li aspettavamo all’inizio del campionato. La società era stata brava e cambiare tutto e poteva succedere di tutto. Invece siamo partiti meglio del previsto. E ora quello che conta è tornare a fare bene».
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