La manifestazione
Vivarini non cerca alibi e chiede di più
«Non è questione di tattica ma di atteggiamento, serve una squadra operaia»
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VERCELLI. Ancora una volta in vantaggio, ancora una volta rimontato. Un difetto, quasi cronico quello dell'Empoli, che Vivarini non nasconde, assumendosi tutte le responsabilità. «Queste rimonte si ripetono troppe volte e dobbiamo invertire la rotta – dice – nella prima mezz'ora eravamo solo noi in campo, ma anche lì sono mancati cinismo e determinazione, comunque siamo andati in vantaggio. Ma appena diminuiamo l’intensità paghiamo dazio. Questa cosa si ripete troppo spesso. Io e i giocatori ci prendiamo le responsabilità, questi episodi ci stanno compromettendo non facciamo risultato dove possiamo farlo».
A far arrabbiare il tecnico anche la dinamica delle reti incassate. «Abbiamo preso gol su un traversone – spiega il mister – ci lavoriamo spesso in settimana ma non siamo riusciti a eliminare ancora questo problema . Poi trovi squadre come la Pro Vercelli che con cattiveria e determinazione riescono a segnare. Dobbiamo guardarci negli occhi e cambiare registro. Senza cattiveria non andiamo da nessuna parte. Su un lancio di 50 metri ci hanno fatto gol. Dobbiamo crescere in termini di lotta, umiltà e applicazione tattica».
Ci si interroga sul modulo di gioco, ma Vivarini preferisce parlare di atteggiamento «Nel secondo tempo siamo passati sul 4-3-1-2 per fare densità in mezzo. Il problema non è il modulo – ribatte – ma l'applicazione della squadra, a rincorrere ad esempio i lanci lunghi di 50 metri. Possiamo giocare in tutti modi possibili, ma il problema sono quelle situazioni di cui parlavamo in precedenza. In Serie B a volte è più importante sacrificarsi che avere qualità. Dobbiamo capire che qua c'è da lottare».
Un punto nelle ultime tre gare, il momento è critico e c'è chi parla di panchina traballante. «Quando non si vince siamo tutti in discussione – ammette – Empoli è una piazza importante, è chiaro che l'allenatore è il primo a dover risolvere i problemi. Ripartiamo da quello che sto dicendo ai ragazzi: voglio una squadra di operai, che lotti su ogni pallone. Altro che tattica. Dobbiamo cambiare registro».
Alessandro Marmugi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
A far arrabbiare il tecnico anche la dinamica delle reti incassate. «Abbiamo preso gol su un traversone – spiega il mister – ci lavoriamo spesso in settimana ma non siamo riusciti a eliminare ancora questo problema . Poi trovi squadre come la Pro Vercelli che con cattiveria e determinazione riescono a segnare. Dobbiamo guardarci negli occhi e cambiare registro. Senza cattiveria non andiamo da nessuna parte. Su un lancio di 50 metri ci hanno fatto gol. Dobbiamo crescere in termini di lotta, umiltà e applicazione tattica».
Ci si interroga sul modulo di gioco, ma Vivarini preferisce parlare di atteggiamento «Nel secondo tempo siamo passati sul 4-3-1-2 per fare densità in mezzo. Il problema non è il modulo – ribatte – ma l'applicazione della squadra, a rincorrere ad esempio i lanci lunghi di 50 metri. Possiamo giocare in tutti modi possibili, ma il problema sono quelle situazioni di cui parlavamo in precedenza. In Serie B a volte è più importante sacrificarsi che avere qualità. Dobbiamo capire che qua c'è da lottare».
Un punto nelle ultime tre gare, il momento è critico e c'è chi parla di panchina traballante. «Quando non si vince siamo tutti in discussione – ammette – Empoli è una piazza importante, è chiaro che l'allenatore è il primo a dover risolvere i problemi. Ripartiamo da quello che sto dicendo ai ragazzi: voglio una squadra di operai, che lotti su ogni pallone. Altro che tattica. Dobbiamo cambiare registro».
Alessandro Marmugi
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