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Empoli, per la svolta c'è bisogno di uno scatto

di ALESSANDRO MARINAI
Empoli, per la svolta c'è bisogno di uno scatto

Il commento di Alessandro Marinai dopo il pareggio interno con lo Spezia

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EMPOLI. Un bottino di 4 punti nelle ultime 4 partite e la frenata verso la vetta della classifica che sembrava essere nelle possibilità di questa squadra. L'Empoli è sempre nel gruppone di testa e, sia chiaro, quanto fatto finora è superiore alle aspettative estive. Su questo non ci sono dubbi.

Tutti pensavamo a difficoltà maggiori. Poi, però, dobbiamo rapportarci alla realtà, a quello che propone il campionato, al valore delle squadre. E l'analisi del momento può divergere da quelli che erano i propositi della vigilia. Dobbiamo inoltre uscire da un equivoco e cioè se l'obiettivo stagionale è tornare in Serie A oppure se si vuol puntare ad un campionato di transizione. Nessuno, ufficialmente, ha parlato chiaramente di obiettivi da raggiungere, ma quando una società come l'Empoli ingaggia l'attaccante più forte del campionato, Caputo, a una cifra importante e gli fa firmare un quadriennale a cifre altrettanto onerose, diventa perfino superfluo. Soprattutto se detta operazione viene accompagnata da tutte le altre significative come Donnarumma, Ninkovic, Romagnoli e Castagnetti tanto per citarne alcune. A fronte di questo, dopo 13 giornate, era lecito sperare in una crescita di squadra che invece tarda ad arrivare. Se all'inizio l'attacco era il traino che spesso ha mascherato i problemi difensivi, oggi ci troviamo con una difesa migliorata (che subisce però gol in maniera sistematica), ma con un attacco meno incisivo.

È vero quanto dice Vivarini e cioè che la difesa è cresciuta e concede meno, ma se il Venezia segna sull'unico tiro in porta, se la Salernitana ne segna due con due tiri e lo Spezia strappa l'1-1 al Castellani grazie all'unica conclusione nello specchio la situazione diventa quasi inquietante. Quasi bastasse tirare per far gol all'Empoli, che dimostra una fragilità preoccupante. Per puntare alla promozione occorre un altro ruolino di marcia perché 4 sconfitte in 13 partite sono troppe, così come sono troppi i gol incassati e troppo pochi quelli realizzati (a dispetto del miglior attacco del campionato), in rapporto alle occasioni avute. Guardando giocare l'Empoli si ha la sensazione che manchi “quel qualcosa in più” per assicurarsi i galloni di favorita, un ultimo tassello per il definitivo salto di qualità.

È lì, a portata di mano, basterebbe allungare il braccio per afferrarlo. Pare che le avversarie abbiano capito come si ferma l'Empoli e con lo Spezia è servita l’ormai solita magia di Pasqual su punizione per evitare la sconfitta. La strada sembra essere giusta, ma serve un'impennata, di mentalità ancor prima che di gioco. A questo punto della stagione bisogna dare un'accelerata e se si vuol pensare in grande a Vercelli sarà vietato sbagliare.
 

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