Sicurezza
Merito di Alfredo Segnare è più facile con Donnarumma
di David Biuzzi
Chi gioca accanto a lui riesce sempre a trovare la porta Dopo Lapadula e Coda ora sta capitando a CaputMundi
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EMPOLI. Non è quello famoso, Gigio. Non è quello che prende un ingaggio da paura e che già da minorenne aveva le stimmate del predestinato. Il suo nome di battesimo, infatti, è Alfredo. Non gioca in porta e, anzi, il suo compito è quello di buttarcela dentro. Insomma, si tratta dell’altro Donnarumma. Ma quello di casa Empoli ci ha messo poco, pochissimo per farsi apprezzare. Dal popolo azzurro, il suo nuovo pubblico, e non solo. Perché questo ragazzo figlio di Fortapàsc (cioè Torre Annunziata, così come raccontata dalla penna di Giancarlo Siani prima e dal film a lui dedicato di Marco Risi poi) in campo ci mette il cuore. Corre, lotta, si batte e si sbatte, segna e fa segnare.
L’ALTRA FACCIA. Solo in apparenza, dunque, la faccia meno brillante della medaglia che meriterebbe l’attacco dell’Empoli, il migliore del campionato. Accanto al re dei bomber Caputo, infatti, Donnarumma riesce comunque ad essere decisivo. Con i gol, che sono già 5, e con gli assist. Perché ai là delle qualità tecniche (che non sono poche), l’attaccante campano ha un’altra spiccata dote: la generosità, l’altruismo. Ed è la sua storia calcistica a raccontarlo. Perché CaputMundi non è il primo bomber di razza che, accanto a lui, sta vivendo una stagione particolarmente felice, fortunata e proficua.
CON VIVARINI. Era già successo, infatti, a Gianluca Lapadula, oggi al Genoa, che nella stagione 2014/2015 mise a segno 21 gol nel Teramo di, guarda un po’, Vincenzo Vivarini. Al suo fianco c’era, appunto, Donnarumma che di reti ne segnò persino di più, 23. Ma un analogo destino ha vissuto Andrea Coda, ora al Benevento, partner d’attacco di Donnarumma nella Salernitana nel corso degli ultimi due campionati di Serie B. Tornei che il giocatore di Cava de’ Tirreni ha chiuso rispettivamente con 17 e 16 reti all’attivo. Donnarumma, invece, di gol ne fece 13 nel primo anno e 6 nello scorso, quando però non era un ospite fisso dell’undici di partenza della squadra.
COME UN ANALCOLICO. Accanto a Donnarumma, insomma, c’est plus facile, proprio come recitava (e recita) lo spot di un famoso analcolico. E, si sa, tre indizi (Caputo dopo Lapadula e Coda) fanno una prova. Un’altra prova è il fatto che Vivarini, che lo conosce decisamente bene, faccia a meno di lui con grande fatica. Perché sei hai un attaccante che segna e fa segnare non c’è proprio motivo di lasciarlo fuori. E stavolta, insomma, anche un grande come Vasco Rossi deve ammettere di aver sbagliato: questo è... merito di Alfredo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’ALTRA FACCIA. Solo in apparenza, dunque, la faccia meno brillante della medaglia che meriterebbe l’attacco dell’Empoli, il migliore del campionato. Accanto al re dei bomber Caputo, infatti, Donnarumma riesce comunque ad essere decisivo. Con i gol, che sono già 5, e con gli assist. Perché ai là delle qualità tecniche (che non sono poche), l’attaccante campano ha un’altra spiccata dote: la generosità, l’altruismo. Ed è la sua storia calcistica a raccontarlo. Perché CaputMundi non è il primo bomber di razza che, accanto a lui, sta vivendo una stagione particolarmente felice, fortunata e proficua.
CON VIVARINI. Era già successo, infatti, a Gianluca Lapadula, oggi al Genoa, che nella stagione 2014/2015 mise a segno 21 gol nel Teramo di, guarda un po’, Vincenzo Vivarini. Al suo fianco c’era, appunto, Donnarumma che di reti ne segnò persino di più, 23. Ma un analogo destino ha vissuto Andrea Coda, ora al Benevento, partner d’attacco di Donnarumma nella Salernitana nel corso degli ultimi due campionati di Serie B. Tornei che il giocatore di Cava de’ Tirreni ha chiuso rispettivamente con 17 e 16 reti all’attivo. Donnarumma, invece, di gol ne fece 13 nel primo anno e 6 nello scorso, quando però non era un ospite fisso dell’undici di partenza della squadra.
COME UN ANALCOLICO. Accanto a Donnarumma, insomma, c’est plus facile, proprio come recitava (e recita) lo spot di un famoso analcolico. E, si sa, tre indizi (Caputo dopo Lapadula e Coda) fanno una prova. Un’altra prova è il fatto che Vivarini, che lo conosce decisamente bene, faccia a meno di lui con grande fatica. Perché sei hai un attaccante che segna e fa segnare non c’è proprio motivo di lasciarlo fuori. E stavolta, insomma, anche un grande come Vasco Rossi deve ammettere di aver sbagliato: questo è... merito di Alfredo.
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