Il Tirreno

Empoli

Di Natale applaude i nuovo gemelli del gol di casa Empoli: «Una grande coppia»

di David Biuzzi
Il presidente Fabrizio Corsi e Totò Di Natale (foto Jennifer Lorenzini)
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Il presidente Fabrizio Corsi e Totò Di Natale (foto Jennifer Lorenzini)

Totò ha festeggiato i suoi 40 anni... all’allenamento degli azzurri: «Questa squadra può arrivare in alto, molto in alto»

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EMPOLI. Lo vedi sbucare dalla pancia del Carlo Castellani e appena mette la testa fuori dal tunnel sembra quasi di essere a bordo di una DeLorean Dmc-12 (sì, proprio l’auto della saga si “Ritorno al futuro”). Nel suo viaggio non nel tempo ma verso il campo è scortata dall’ex compagno, e attuale capo-scouting azzurro, Massimiliano Cappellini e dal presidente Fabrizio Corsi. Una scena del secolo scorso, insomma. E più precisamente della seconda metà degli anni ’90 quando lui, Antonio Di Natale, quel percorso lo faceva ogni giorno, e, per dirla alla Oliver Stone, ogni maledetta domenica in cui l’Empoli giocava in casa.

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Non è la prima volta che Totò-gol torna, è vero. Perché quel campo lo ha calpestato da avversario, perché a Empoli vive con la moglie Ilenia, il figlio Filippo (che, guarda un po’, gioca nelle giovanili azzurre...) e la figlia Diletta. Però, stavolta, la sua presenza è davvero poco banale. È il 13 ottobre 2017, infatti, cioé il giorno in cui il bomber compie i suoi primi 40 anni. Ed è significativo, molto significativo, che un avvenimento così speciale scelga di trascorrerlo nel luogo in cui è diventato grande. Un grande giocatore. Un attaccante da 49 gol in maglia azzurra e, soprattutto, uno dei pochi ad entrare nell’esclusivo “club dei 200”: 209, infatti, sono i suoi timbri complessivi nel palcoscenico più importante, la Serie A.

A un bivio importante della vita, insomma, Totò è tornato a casa (dopo che, nei giorni scorsi, è stato a trovare Silvio Baldini, Berti, Marchionni, Tavano e Coralli agli allenamenti della Carrarese). «Certo che qui mi sento a casa – dice, mentre raggiunge il Sussidiario per assistere all’allenamento degli azzurri – questa è la mia casa. Infatti stamani (ieri mattina, ndr) sono stato davvero molto contento quando il presidente mi ha invitato qui. È sempre un piacere ritrovare tanti amici».

E di farsene dei nuovi, perché nel tratto fra gli spogliatoi e l’ingresso del Sussidiario si sprecano i saluti, ma anche i nuovi lo guadano come un “marziano” (cosa che effettivamente era in campo...) e c’è anche chi (Ninkovic) si ferma a stringergli la mano. «Mi piace la squadra che è nata sulle ceneri di una retrocessione molto dolorosa – continua Totò – gli azzurri sono sempre propositivi, segnano tanto, giocano bene. Credo che ci siano i presupposti per una bella stagione». Ma ha passato troppi anni sul campo, Di Natale, per cadere nel tranello di indicare un obiettivo. «L’Empoli può fare bene – ripete – molto bene. Ma non deve commettere errori come quello di Avellino. Ho smesso di guardare la partita sullo 0-2, convinto della vittoria. Ho scoperto dopo com’era andata a finire...». Quasi lo sfogo di un tifoso, insomma. «Sono arrivato a Empoli che ero ragazzino – dice, per i pochi che non lo sapessero – e qui sono diventato calciatore. Non solo, qui ho messo su famiglia e qui vivo. E per chi volete che tifi?».

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L’azzurro nel cuore, dunque, ma anche negli occhi. Perché quella di Avellino non è stata l’unica partita della truppa di Vivarini (i due si salutano prima dell’inizio dei lavori e il mister lo invita a tornare) che ha visto. Ha assistito, Totò, anche alle prodezze dei nuovi gemelli del go, Caputo e Donnarumma. «Mi piacciono molto entrambi – sottolinea, dando una vera e propria investitura ai due attaccanti – mi piacciono sia individualmente che come coppia. In campo si trovano e si cercano spesso. Hanno caratteristiche complementari e per qualsiasi difesa sarà molto complicato avere a che fare con due così...».

Parole che, dette da Di Natale, hanno un peso specifico considerevole. Ma nella doppia veste di tifoso e, ovviamente, intenditore “mister 209 gol” ha anche consigli per gli azzurri. E non solo per i due attaccanti. «L’Empoli ha grandi qualità – conclude – ma per vincere le partite deve metterle sul campo. Sempre. A partire da lunedì sera, a Chiavari, perché in casa della Virtus Entella non è facile per nessuno. Il campo è particolare, la squadra è in ripresa dopo un brutto avvio: servirà una prestazione vera. Da Empoli».

E se lo dice Totò...
 

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