Il Tirreno

Empoli

Cappellini-Stroppa una sfida tra amici

di David Biuzzi
Cappellini-Stroppa una sfida tra amici

«Era un casinista, ma ora il suo Foggia non va sottovalutato»

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EMPOLI. Correva l’anno 1993. Era l’estate delle stragi di Mafia (a Roma, Firenze e Milano), quella dei suicidi eccellenti di Tangentopoli (prima Cagliari poi Gardini). L’Italia era ferita e sull’orlo del baratro ma per due ragazzi cresciuti calcisticamente nel settore giovanile del Milan pure l’inizio di una grande avventura: quella nel magico mondo di Zemanlandia.

A Foggia, ovviamente, dove oggi uno dei due protagonisti di questa storia siede in panchina: si chiama Giovanni Stroppa. L’altro, invece, non è più il suo compagno di camera di quei giorni glorioso ma un empolese acquisito. Che l’azzurro prima se lo è cucito addosso sul campo e ora anche in vari ruoli dirigenziali. Compreso quello attuale di responsabile della scouting. Si chiama Massimiliano Cappellini e già il nome dice molto. «Ricordo bene quel periodo. Era la mia prima vera Serie A, dopo gli spezzoni consumati nel Milan di Sacchi, e quella prima stagione fu eccezionale. Quella successiva un po’ meno, visto che retrocedemmo... Com’era Stroppa? Un casinista, in senso positivo. Fra la mia mezza insonnia e i suoi casini ricordo che si dormiva davvero molto poco...».

E il suo Foggia com’è?

«Per niente casinista. Gioca con il suo 4-3-3 ormai da un paio d’anni ed è una squadra molto organizzata. I giocatori sanno quello che devono fare e lo fanno. Cercano sempre di imporre il proprio gioco e credo che ci proveranno anche domenica».

Quindi c’è da temere questa partita?

«C’è da rispettare l’avversario. Non bisogna sottovalutarlo. Ma non utilizzerei il verbo temere. Qualche preoccupazione in più, semmai, devono averla loro».

E l’Empoli come sta?

«Deve fare tesoro di quello che è accaduto nelle ultime due partite. Perché questo è il percorso per costruire la squadra che serve per il nostro campionato. Dopo tutti i cambiamenti di questa estate è normale, oggi, che ci siano alti e bassi. E, fra l’altro, i momenti alti per ora sono stati decisamente superiori».

Intanto, come confermato proprio da queste due sconfitte, sembra tornato un bel clima fra l’Empoli... ed Empoli.

«Ed è proprio quello che serviva. Per tanti motivi era venuta meno una componente, quella ambientale, che per noi è sempre stata fondamentale. Empoli e l’Empoli hanno costruito i propri successi insieme e non vedo altre strade».

Oltretutto domenica il supporto dei tifosi potrebbe essere più importante del solito...

«In effetti ho visto il Foggia a Carpi e, praticamente, giocava in casa. C’erano almeno duemila tifosi rossoneri e credo che ne veranno tanti anche al Castellani».

È il tipo di piazza che ricordava?

«Assolutamente sì. È una città di 200.000 abitanti che vive di pane e calcio. Tutti i giorni e a tutte le ore. C’è una passione eccezionale e anche durante la mia esperienza a Foggia il pubblico è sempre stato l’arma in più».

@DavidBiuzzi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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