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Use, ci siamo quasi: la carica di Terrosi

Use, ci siamo quasi: la carica di Terrosi

Il capitano racconta la sua emozione e fa le carte al campionato

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EMPOLI. Anche dopo otto stagioni con la stessa maglia, il via della nona può riservare emozioni particolari e non solo perché si tratta della prima di campionato. Gianni Terrosi è, infatti, il nuovo capitano dell’Use Computer Gross ed i gradi ricevuti da Daniele Mariotti rendono il debutto di domani sera ad Alba come una partita speciale. «Fa piacere – esordisce l’esterno – è una responsabilità in più ed è una cosa che mi gratifica dopo tante annate con la maglia dell’Use».

Il suo ruolo sarà importante e non solo per i “gradi” ma perché dovrà aiutare i nuovi a calarsi nello spirito Use. «La squadra è profondamente rinnovata giudicare i nuovi è difficile. Però umanamente sono ragazzi a posto e stanno lavorando duro sin dal primo giorno di ritiro. Il clima fra di noi è buono e quindi aspettiamo fiduciosi il via ufficiale».

Che non sarà su un campo facile. Come facile non si annuncia il campionato. «Rispetto all’anno scorso – spiega Terrosi – l’obbligatorietà degli Under lo ha un po’ livellato. Mentre prima potevi trovare roster fatti di giocatori esperti con l’obiettivo di vincere, ora saranno determinanti e i baby e la forza della panchina. Gli Under dell’Use? Raffaelli e Antonini erano già con noi. Il primo avrà ora un ruolo più importante e quindi per lui sarà più difficile ed anche Antonini ha dimostrato di poterci dare un buon aiuto. Un giocatore che penso possa ancora crescere è Pelucchini che finora ha fatto molto bene».

Quando si parla del ruolo che avrà l’Use in questo campionato, Terrosi non si sbilancia. «Vedo quattro squadre avanti a tutte: Fiorentina, Milano, Omegna e Pavia. Poi c’è un gruppone centrale consistente e 2/3 squadre leggermente dietro. Secondo me noi ora siamo una via di mezzo fra queste ultime due fasce, ma il fatto che si tratti di una squadra molto rinnovata rende difficile fare pronostici. Noi sappiamo di dover lavorare duramente giorno dopo giorno e così faremo fino alla fine. Durante il cammino si vedrà dove possiamo arrivare. Ora è meglio non pensarci».

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