Il Tirreno

Empoli

Empoli col numero magico

di David Biuzzi
Empoli col numero magico

Tre bomber, tre gol, tre punti: stavolta la cifra perfetta si tinge... d’azzurro

3 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. È il numero perfetto, il 3. E non da oggi. Anzi, è considerato così già dal I secolo avanti Cristo, quando il movimento filosofico e scientifico lo teorizzo. E ora, a millenni di distanza, se lo gode l’Empoli di Vincenzo Vivarini. Già, perché 3 sono i gol che rifila all’Ascoli, perché a segno vanno proprio i 3 attaccanti, perché si prende (con merito) altri 3 punti, perché è la terza volta consecutiva che il tabellino del match segna così tante marcature all’attivo. Ovviamente di non perfetto c’è proprio l’Empoli. Che ancora concede qualcosa - anche se è la prima circostanza in cui mantiene la porta inviolata - che sembra quasi uscire dalla partita in alcune fasi. Sul percorso della crescita, però, i progressi sono ancora una volta consistenti, importanti. E finché gli azzurri continueranno a migliorarsi, le soddisfazioni (e i punti) arriveranno.

DUELLO TATTICO. Per riuscirci stavolta Vivarini cambia anche abito, vestendo i suoi con il 4-3-1-2 e, dunque, dando tutta la libertà possibile a Krunic. Ma non è un passo azzardato visto che in mezzo c’è Lollo dal 1’ e, dunque, l’equilibrio è salvo. Cambia anche l’Ascoli, però, perché la coppia Fiorin-Maresca vara un inedito 4-3-1-2 che diventa presto 4-3-3 (4-1-4-1 in fase di non possesso) per arginare il buon avvio di Pasqual e soci. Proprio lui, il capitano, diventa l’arma in più della prima frazione. A coprirgli le spalle, infatti, ci sono in prima battuta Castagnetti e in seconda il rientrante (dalla nazionale) Veseli. Così la fascia sinistra diventa terra di conquista con una serie impressionante di discese e cross. Manna dal cielo per uno come Caputo, ma il bomber è leggermente meno ispirato dal solito (diventa chiaro con l’occasione sprecata al 30’) e la gara resta aperta. Anche perché i bianconeri un’identità e una discreta idea di gioco ce l’hanno. Quello che non hanno, però, è la stessa qualità dell’Empoli. Che, infatti, trova in un ispirato Donnarumma l’uomo giusto per rompere l’equilibrio (su iniziativa, indovinate un po’, di Pasqual...) al minuto 37.

IL FENOMENO. Sbloccato il match gli azzurri vanno sul velluto, dando strappi impressionanti alla gara. Come accennato si prendono pure delle pericolose pause e, infatti, la ripresa si apre con l’Ascoli a sfiorare il pari (occasione sprecata da Bianchi dopo poco meno di 120 secondi). Ma le speranze marchigiani s’infrangono poco dopo. E s’infrangono su Krunic, giocatore di altra categoria, che al 5’ innesca l’azione del raddoppio rendendo la vita facile a Untersee prima e Caputo poi. Con 40 minuti e passa ancora da giocare, insomma, la storia del match è già scritto. I bianconeri - e questo è un merito - provano a tenerlo in bilico provandoci (e Favilli ci va pure vicino), ma l’Empoli può permettersi (almeno stavolta) anche qualche passaggio a vuoto. Perché la qualità di cui parlavamo non è solo in campo ma anche in panchina. E quando Vivarini sgancia Ninkovic gli ospiti non hanno neanche il tempo di capire cosa gli stia succedendo: in 60 secondi prima offre la palla del tris a Zajc, che non ne approfitta, poi si mette in proprio a firma la sua prima rete in maglia azzurra. Tre gol per tre bomber, appunto. E quel numero che torna di continuo ti fa pensare (e sperare) che no, l’Empoli perfetto non è e forse neanche lo sarà mai. Ma almeno continua a dare molto per avvicinarsi sempre più a questo traguardo impossibile. Mica poco...

@DavidBiuzzi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa