La manifestazione
«Sarà una svolta per tutti»
di David Biuzzi
L’ad Ghelfi illustra il progetto stadio e ribadisce: «Non è una speculazione»
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EMPOLI. Il velo è caduto. Ora hanno un volto il Castellani 2.0, ma anche il nuovissimo impianto per l’atletica che nascerà, anzi che dovrebbe nascere, nella zona di Santa Maria. Un è un vezzo, l’uso del condizionale, perché il progetto presentato dall’Empoli al Comune, e ora reso noto in molti dei suoi dettagli, dovrà ancora compiere un lungo cammino prima di vedere la luce (l’incontro culminante si terrà sabato 30 settembre al palazzo delle esposizioni dalle 10 alle 12.30, per partecipare è necessario iscriversi mandando una mail all’indirizzo stadio_diccilatua@comune.empoli.fi.it).
Quella dell’altro ieri (sul sito del Comune è stato pubblicato tutto il materiale con rendering, planimetrie, piante e prospetti) è solo una delle prime tappe (le interviste erano già partite) del processo partecipativo che il Municipio ha voluto prima di dare una risposta definitiva alle richieste della società azzurra. Non un’imposizione, però. «Da parte nostra – sottolinea Francesco Ghelfi, amministratore delegato dell’Empoli – c’è e c’è sempre stata la massima disponibilità verso questo percorso e siamo contenti che ora i progetti che abbiamo presentato possano essere visti da tutti i tifosi e i cittadini di Empoli. Anzi, mi piacerebbe e ci piacerebbe che in tanti partecipassero».
Non calcola il rischio obiezioni?
«Capisco che possa non piacere a tutti. E soprattutto capisco che abita nella zona dello stadio abbia seguito l’iter di questo progetto non preoccupazione. Ma se ora i residenti, ma penso a tutti gli empolesi, analizzeranno bene il progetto presentato, credo che capiranno che si tratta di una svolta positiva, sicuramente di un miglioramento. Non solo per la struttura in sé dell’impianto ma anche per la viabilità, l’offerta commerciale. Abbiamo cercato di pensare uno stadio che fosse bello ma anche utile, forse più utile che bello, e secondo noi ci siamo pure riusciti».
Una delle prime obiezioni che vi vengono mosse è che, forse, è anche troppo per una realtrà come Empoli...
«E che significa? Che dovevamo avere uno stadio brutto? Per continuare a fare calcio a un certo livello ormai lo stadio è determinante. E crediamo che il nuovo stadio, quello che abbiamo progettato, sarà più comodo e gradevole e potrebbe sicuramente invogliare le persone a venire a vedere la partita».
Altra domanda che in molti pongono: ma l’Empoli può permetterselo?
«Ovviamente sì. Siamo consci che è un impegno economico, e non solo, importante, pesantissimo, ma abbiamo le spalle abbastanza larghe per sostenerlo. Altrimenti non lo avremmo presentato».
La sostenibilità dovrebbe essere data dal mutuo col Credito sportivo e dallo sfruttamento delle aree commerciali?
«Esatto. Anche se l’Empoli investirà comunque una cifra cospicua. Si parla di un progetto, fra stadio e impianto per l’atletica, di circa 20 o 25 milioni».
Quello delle aree commerciali è un altro tema caldo...
«Ma è anche uno dei motivi per cui siamo soddisfatti che i progetti siano stati pubblicati. Chiunque, ora, può controllare sul sito del Comune (c’è una sezione dedicata proprio ai progetti presentati dall’Empoli, ndr) che di metrature stiamo parlando. Abbiamo scelto di sfruttare solo quelle che permettono all’intero progetto di diventare sostenibile».
E dunque?
«Dunque, contrariamente a quello che qualcuno pensa e scrive sui social, non è una speculazione e i dirigenti dell’Empoli non sono speculatori».
@DavidBiuzzi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Quella dell’altro ieri (sul sito del Comune è stato pubblicato tutto il materiale con rendering, planimetrie, piante e prospetti) è solo una delle prime tappe (le interviste erano già partite) del processo partecipativo che il Municipio ha voluto prima di dare una risposta definitiva alle richieste della società azzurra. Non un’imposizione, però. «Da parte nostra – sottolinea Francesco Ghelfi, amministratore delegato dell’Empoli – c’è e c’è sempre stata la massima disponibilità verso questo percorso e siamo contenti che ora i progetti che abbiamo presentato possano essere visti da tutti i tifosi e i cittadini di Empoli. Anzi, mi piacerebbe e ci piacerebbe che in tanti partecipassero».
Non calcola il rischio obiezioni?
«Capisco che possa non piacere a tutti. E soprattutto capisco che abita nella zona dello stadio abbia seguito l’iter di questo progetto non preoccupazione. Ma se ora i residenti, ma penso a tutti gli empolesi, analizzeranno bene il progetto presentato, credo che capiranno che si tratta di una svolta positiva, sicuramente di un miglioramento. Non solo per la struttura in sé dell’impianto ma anche per la viabilità, l’offerta commerciale. Abbiamo cercato di pensare uno stadio che fosse bello ma anche utile, forse più utile che bello, e secondo noi ci siamo pure riusciti».
Una delle prime obiezioni che vi vengono mosse è che, forse, è anche troppo per una realtrà come Empoli...
«E che significa? Che dovevamo avere uno stadio brutto? Per continuare a fare calcio a un certo livello ormai lo stadio è determinante. E crediamo che il nuovo stadio, quello che abbiamo progettato, sarà più comodo e gradevole e potrebbe sicuramente invogliare le persone a venire a vedere la partita».
Altra domanda che in molti pongono: ma l’Empoli può permetterselo?
«Ovviamente sì. Siamo consci che è un impegno economico, e non solo, importante, pesantissimo, ma abbiamo le spalle abbastanza larghe per sostenerlo. Altrimenti non lo avremmo presentato».
La sostenibilità dovrebbe essere data dal mutuo col Credito sportivo e dallo sfruttamento delle aree commerciali?
«Esatto. Anche se l’Empoli investirà comunque una cifra cospicua. Si parla di un progetto, fra stadio e impianto per l’atletica, di circa 20 o 25 milioni».
Quello delle aree commerciali è un altro tema caldo...
«Ma è anche uno dei motivi per cui siamo soddisfatti che i progetti siano stati pubblicati. Chiunque, ora, può controllare sul sito del Comune (c’è una sezione dedicata proprio ai progetti presentati dall’Empoli, ndr) che di metrature stiamo parlando. Abbiamo scelto di sfruttare solo quelle che permettono all’intero progetto di diventare sostenibile».
E dunque?
«Dunque, contrariamente a quello che qualcuno pensa e scrive sui social, non è una speculazione e i dirigenti dell’Empoli non sono speculatori».
@DavidBiuzzi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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