Gioco
Vivarini non ha dubbi «Serve una prova di grande intensità»
di David Biuzzi e Alessandro Marmugi
EMPOLI. Non è l’esame di maturità, quello con la E maiuscola. Non lo è per un motivo semplice: lo sono tutti. Sembra una frase fatta, è vero, e spesso è proprio così. Ma nel caso specifico il...
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EMPOLI. Non è l’esame di maturità, quello con la E maiuscola. Non lo è per un motivo semplice: lo sono tutti. Sembra una frase fatta, è vero, e spesso è proprio così. Ma nel caso specifico il discorso è serio, molto serio. Perché l’Empoli è in fase di costruzione, perché il cantiere di Vincenzo Vivarini è aperto dopo una rivoluzione, quella estiva, iniziata a fine maggio e terminata l’ultimo giorno di mercato. Ecco perché, quello di Palermo, è un test impegnativo e interessante.
I MOTIVI. Anche i rosanero hanno cambiato pelle rispetto a quella stramaledetta serata, ma niente al confronto di quello che è successo in casa Empoli. Come contro il Bari, insomma, gli azzurri incrociano una truppa che è più avanti nel percorso, una squadra che, oggi, è più... squadra di loro. Proprio per questo, però, sarà interessante valutare i passi avanti, i progressi che gli allievi di Vivarini hanno compiuto in settimana. Erano stati tanti dalla Ternana al Bari, stavolta non è detto che sia così. Anche se servirebbero. Servirebbero molto visto il valore dei siciliani.
LA CHIAVE. Chiedere oggi all’Empoli di essere una squadra già fatta, però, sarebbe troppo. «Lo saremo quando giocheremo a memoria», ha detto l’allenatore dopo l’acuto di domenica scorsa. E, per farlo, serve tempo. In mezzo a un progresso di crescita, poi, passi falsi, scivoloni sono sempre possibili. Per evitarli oggi gli azzurri non potranno affidarsi solo alle loro qualità. Ma, come già accaduto contro il Bari, metterci una buona dose di cuore, di spirito di sacrificio.
IL TERMOMETRO. Non a caso proprio Vivarini non parla di big match ma di gara che può dire molto. «In questo momento ogni partita ci può dare delle indicazioni importanti – spiega il mister – per questo dobbiamo affrontarle con lo spirito giusto e analizzare i miglioramenti sul lavoro che facciamo. Dobbiamo cercare di affinare sempre di più le nostre qualità. Contro il Palermo dovremo fare una gara di grande intensità, bisognerà valutare la squadra che sarà impegnata su un campo difficile. Il Palermo è molto aggressivo, verranno sicuramente a prenderci alti. Sarà una bella partita, noi proveremo a giocarcela, come è nella nostra filosofia». Pensando al Barbera, però, vengono in mente i fantasmi del 28 maggio e della retrocessione. Fantasmi che l’allenatore allontana subito. «A parte il fatto che la squadra è completamente nuova – dice – noi dobbiamo proiettarci verso quello il futuro. Stiamo preparando la partita per giocare e fare una prestazione di alto livello. In settimana abbiamo “studiato” i gol presi col Bari e ci siamo detti che dobbiamo crescere sul piano dell’attenzione». Si cercano ulteriori passi avanti dal punto di vista tattico, il morale, invece, ora è alto. «La vittoria col Bari ci ha dato un’iniezione di fiducia che ci serviva – ammette – in settimana ho visto maggiore serenità e convinzione da parte dei ragazzi».
I GEMELLI DEL GOL. Al Barbera si tornerà a puntare sui gemelli del gol Donnarumma-Caputo che col Bari hanno stregato. «Credo molto nel lavoro – spiega Vivarini – e stiamo portando avanti un discorso importante con gli attaccanti. Donnarumma si è ritrovato a fare molte delle cose che facevamo a Teramo ed è venuto tutto naturale, adesso dovremo inserire anche gli altri. Per giocare con le due punte c’è bisogno di sincronia». Sulla probabile formazione l’allenatore non si sbottona, ma fa intuire che potrebbe confermare molti dei suoi: «Nel momento in cui la squadra fa bene credo si debba cambiare il meno possibile, mi piace dare continuità a chi fa bene. Valuteremo alla vigilia. Bennacer? È stato scelto perché Lollo doveva ancora entrare in condizione, adesso Lorenzo sta bene. Ninkovic? Sta entrando nel nostro modo di giocare, è un giocatore che ha grandi qualità».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
I MOTIVI. Anche i rosanero hanno cambiato pelle rispetto a quella stramaledetta serata, ma niente al confronto di quello che è successo in casa Empoli. Come contro il Bari, insomma, gli azzurri incrociano una truppa che è più avanti nel percorso, una squadra che, oggi, è più... squadra di loro. Proprio per questo, però, sarà interessante valutare i passi avanti, i progressi che gli allievi di Vivarini hanno compiuto in settimana. Erano stati tanti dalla Ternana al Bari, stavolta non è detto che sia così. Anche se servirebbero. Servirebbero molto visto il valore dei siciliani.
LA CHIAVE. Chiedere oggi all’Empoli di essere una squadra già fatta, però, sarebbe troppo. «Lo saremo quando giocheremo a memoria», ha detto l’allenatore dopo l’acuto di domenica scorsa. E, per farlo, serve tempo. In mezzo a un progresso di crescita, poi, passi falsi, scivoloni sono sempre possibili. Per evitarli oggi gli azzurri non potranno affidarsi solo alle loro qualità. Ma, come già accaduto contro il Bari, metterci una buona dose di cuore, di spirito di sacrificio.
IL TERMOMETRO. Non a caso proprio Vivarini non parla di big match ma di gara che può dire molto. «In questo momento ogni partita ci può dare delle indicazioni importanti – spiega il mister – per questo dobbiamo affrontarle con lo spirito giusto e analizzare i miglioramenti sul lavoro che facciamo. Dobbiamo cercare di affinare sempre di più le nostre qualità. Contro il Palermo dovremo fare una gara di grande intensità, bisognerà valutare la squadra che sarà impegnata su un campo difficile. Il Palermo è molto aggressivo, verranno sicuramente a prenderci alti. Sarà una bella partita, noi proveremo a giocarcela, come è nella nostra filosofia». Pensando al Barbera, però, vengono in mente i fantasmi del 28 maggio e della retrocessione. Fantasmi che l’allenatore allontana subito. «A parte il fatto che la squadra è completamente nuova – dice – noi dobbiamo proiettarci verso quello il futuro. Stiamo preparando la partita per giocare e fare una prestazione di alto livello. In settimana abbiamo “studiato” i gol presi col Bari e ci siamo detti che dobbiamo crescere sul piano dell’attenzione». Si cercano ulteriori passi avanti dal punto di vista tattico, il morale, invece, ora è alto. «La vittoria col Bari ci ha dato un’iniezione di fiducia che ci serviva – ammette – in settimana ho visto maggiore serenità e convinzione da parte dei ragazzi».
I GEMELLI DEL GOL. Al Barbera si tornerà a puntare sui gemelli del gol Donnarumma-Caputo che col Bari hanno stregato. «Credo molto nel lavoro – spiega Vivarini – e stiamo portando avanti un discorso importante con gli attaccanti. Donnarumma si è ritrovato a fare molte delle cose che facevamo a Teramo ed è venuto tutto naturale, adesso dovremo inserire anche gli altri. Per giocare con le due punte c’è bisogno di sincronia». Sulla probabile formazione l’allenatore non si sbottona, ma fa intuire che potrebbe confermare molti dei suoi: «Nel momento in cui la squadra fa bene credo si debba cambiare il meno possibile, mi piace dare continuità a chi fa bene. Valuteremo alla vigilia. Bennacer? È stato scelto perché Lollo doveva ancora entrare in condizione, adesso Lorenzo sta bene. Ninkovic? Sta entrando nel nostro modo di giocare, è un giocatore che ha grandi qualità».
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