Il Tirreno

Empoli

Il feeling ritrovato «Questo è amore»

di David Biuzzi
Il feeling ritrovato «Questo è amore»

Anche Bagnoli colpito dai numeri e dal calore del pubblico

3 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. «È un segno d’amore, del grande amore dei tifosi per l’Empoli». È così che Athos Bagnoli, presidente dell’Unione club azzurri da decenni, spiega e si spiega quello che è accaduto sotto traccia, negli ultimi mesi, ma sotto gli occhi di tutti domenica scorsa.

Ovvero il feeling ritrovato fra gli azzurri e il popolo azzurro. Un dato di fatto testimoniato dal numero degli abbonati ma anche dal caldo finale del match con il Bari quando «l’aiuto del pubblico è stato decisivo», come ha sottolineato il neo-capitano Pasqual. E che lo stesso Bagnoli, che pure il popolo azzurro lo conosce bene, definisce sorprendente. «È vero – sottolinea – una sorpresa molto piacevole. Non mi aspettavo un numero simile di abbonati, non mi aspettavo un pubblico caldo come quello di domenica scorsa. È bello vedere che i tifosi, gli sportivi, si sono messi alle spalle tutto quello che di brutto abbiamo passato nella scorsa stagione. Nessuno dimentica, anche perché non sarebbe giusto farlo, ma la tifoseria ha dimostrato di aver voltato pagina e di aver voglia di guardare avanti».

Da cosa si dipende secondo lei?

«Da più di un fattore. Sicuramente ha influito l’ampio rinnovamento voluto dalla società, perché questa squadra oggi è praticamente tutto nuova. Anche il fatto di poter tornare allo stadio con i tamburi, secondo me, ha contribuito a ricreare un clima più festoso. Ma, soprattutto, ha influito l’amore che il popolo azzurro nutre per l’Empoli. E che, nel corso degli anni, è aumentato».

In che senso?

«Che ad oggi ci sono già più di 3.200 abbonati. Non so se alla fine diventeranno 3.300 o 3.500, ma ricordo bene che nell’ultima Serie B, quando partivamo da un playoff perso e con una squadra ambiziosa, le tessere staccate erano 1.800. Ora, dopo una retrocessione dolorosissima, siamo il doppio. Segno evidente che in questi anni la base è aumentata. E di molto».

Merito della Serie A?

«Merito di tante cose. Sicuramente partecipare per 3 stagioni al campionato più importante è stata una vetrina ragguardevole. Però ora che siamo retrocessi possiamo davvero dire chi e quanti siamo. Chi si abbonava, negli scorsi, per assicurarsi il posto in occasione dei match con le big oggi non lo fa. I 3.200 e passa che hanno rinnovato o acquistato la tessera in questa estate non vengono al Castellani per la Juve o per il Milan, la Fiorentina o per l’Inter. Hanno a cuore l’Empoli e vengono a vedere l’Empoli. Quindi smettiamo anche di dire che siamo pochi, perché uno zoccolo duro di più di 3.000 tifosi e una Maratona, il cuore del nostro tifo, sempre piena significano una cosa diversa».

E il futuro?

«Facile. Bisogna cercare di non disperdere questo tesoro. Gli errori del passato, ormai, non si possono correggere, ma si può evitare i ripeterli...».

@DavidBiuzzi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze