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Empoli

Pasqual e la svolta arrivata... grazie ai tifosi

Pasqual in azione contro il Bari (foto agenzia Carlo Sestini)
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Pasqual in azione contro il Bari (foto agenzia Carlo Sestini)

Il nuovo capitano, uno dei pochi sopravvisuti della scorsa stagione, parla della vittoria sul Bari: "Nel finale è stato decisivo l'aiuto e l'incitamento del nostro pubblico"

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EMPOLI. È il vero Highlander di questo Empoli. Già, uno dei pochi sopravvissuti alla rivoluzione d’agosto che ha visto cambiare praticamente l’intera rosa. Manuel Pasqual, invece, è rimasto la voglia e la grinta di prima, ma anche con una nuova grande responsabilità: la fascia da capitano. E in queste settimane fondamentali per la ricostruzione è stato uno dei punti di riferimento. «Sicuramente sono state settimane importanti – spiega il difensore – nelle quali la società ha dimostrato di voler cambiare praticamente tutto. La volontà è stata quella di rifondare per trovare l’entusiasmo che lo scorso anno è venuto a mancare anche per colpa dei risultati. La squadra è stata ricostruita ed è una buona squadra. Non è facile essere subito in palla perché molti giocatori sono arrivati alla fine del calciomercato, però la cosa più importante e alla quale tutti noi teniamo è quella di ricostruire l’ambiente».
 
Un ambiente che appare rigenerato dalla vittoria interna col Bari. «Si, è vero – ammette Pasqual – penso che la dimostrazione siano stati gli ultimi 10 minuti della partita di domenica scorsa. L’anno passato non so come sarebbe andata, ma il pubblico ha capito il momento di difficoltà che la squadra aveva e ci ha dato una grandissima mano a portare a casa il risultato. Secondo me è stato un momento chiave, forse la svolta. Abbiamo girato pagina sotto tanti punti di vista». E pensare che la stagione era iniziata con una contestazione. «Quello che accadde a Lamporecchio è stata colpa nostra – ammette il nuovo capitano azzurro – abbiamo preso sottogamba la fedeltà e la voglia che hanno i tifosi di stare vicino a questa squadra. Però le cose si sono chiarite subito, abbiamo capito quello che serviva. Una squadra che lotta fino alla fine al di là dei risultati». 
 
Ora però c’è da superare un altro scoglio: tornare a Palermo, nello stadio della grande delusione. «Ci sono ancora i fantasmi che aleggiano sul Barbera – dice – visto come si è conclusa la scorsa stagione. È stata dura, però purtroppo il campionato ha sentenziato questo. Sarà un po’ come mandar giù un boccone amaro, perché ci ricorda qualcosa di brutto, ma allo stesso tempo veniamo da due partite buone e da un risultato importante. La fascia da capitano? Mi riempie d’orgoglio, ma vorrei che oltre a me si creino anche altri punti di riferimento nello spogliatoio. È importante per cementare il gruppo».

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