Il Tirreno

Empoli

Il piccolo principe ora vuole crescere

di David Biuzzi
Il piccolo principe ora vuole crescere

Bennacer si racconta e si presenta al mondo azzurro «Sono qui per fare bene e completare il processo formativo»

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EMPOLI. Lo chiamano “il piccolo principe”, come il capolavoro partorito dalla mente e dalla penna di Antoine de Saint-Exupéry. E forse anche lui, Ismael Bennecer, sta facendo un viaggio fantastico fra mondi sconosciuti e personaggi di varia umanità. Fino a pochi giorni fqa, in effetti, era un Gunner, ovvero un giocatore dell’Arsenal e il suo maestro di calcio, perché questo è in realtà, era il professor Arsene Wenger. Ma nella sua storia c’è soprattutto molta Francia. Perché è nato ad Arles (città bellissima e famosa per lo splendido anfiteatro romano), il primo giorno di dicembre del 1997, perché ancora ragazzino ha incontrato il calcio dei grandi nell’Arles-Avignone (sì, proprio la città del ponte...) guadagnandosi le attenzioni e il biglietto aereo per Londra.

«Due anni nell’Arsenal – dice il nuovo centrocampista azzurro, con un francese che lo fa sembrare davvero un principino – sono stati importantissimi per me. Non ho ancora 20 anni, ma coi Gunners sono cresciuto molto. Ed è stato importante anche la seconda metà della passata stagione giocata nella seconda divisone francese, nel Tours».

Un’esperienza condita da 16 presenze e un gol. Una tappa. Quella nuova si chiama Empoli. Realtà che lui, candidamente, confessa di conoscere poco. «Mio padre e mio fratello – sottolinea – conoscono meglio di me l’Italia e il calcio italiano. Ovviamente so che la squadra è appena retrocessa, ma anche che è una realtà che ha sempre lavorato bene coi giovani. Ecco perché sono qui. Per crescere ancora, per migliorare in tutto e per tutto. Il Tours, in questo senso, è stato importante, penso e spero che lo sarà anche a Empoli. Voglio crescere, voglio fare bene».

E per prenderlo, strappandolo anche alla concorrenza del Fenerbache, gli azzurri hanno trovato uno “sponsor” d’eccezione: proprio Wenger. «Di Empoli mi ha detto solo cose belle. Mi ha spiegato – racconta Bennacer – che non sono ancora pronto per l’Arsenal (che, non a caso, si è riservato il diritto di prelazione per riacquistarlo dopo esserselo fatto pagare più di 1 milione, ndr), ma che questa è la piazza ideale per completare il mio percorso di crescita». In mezzo al campo, dove il piccolo principe di Arles ama giostrare. «Mi ritengo un interno di destra – spiega – ma sono duttile e mi adatto. Mi metto a disposizione dell’allenatore e spero di dare una mano».

Con grandi modelli. Perché il suo idolo si chiama Messi, il suo modello Iniesta e il suo calciatore italiano preferito Verratti (che pronuncia «Verraccì»...). «Mica male», sorride il dg Butti che lo presenta, fa da interprete me se lo coccola pure. «È un grande piacere averlo qui – dice – prendere un giocatore dell’Arsenal, con tutto il rispetto per gli altri club, è straordinario, anche perché apre un canale di mercato con una realtà fantastica e piena zeppa di talenti».

Intanto Bennacer ha subito un compito: imparare presto l’italiano. E la lezione numero uno è in programma oggi. Il piccolo principe non ha tempo da perdere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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